Il garante dei detenuti alla casa circondariale di Pozzale: "Struttura troppo vuota. Bene i progetti"

L'ex carcere femminile di Pozzale a Empoli (foto gonews.it)

Sopralluogo alla casa circondariale femminile di Empoli, questa mattina, lunedì 1° febbraio, per il garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone. La piccola struttura, che ha una capienza di 30 persone, ospita 18 detenute, delle quali 8 straniere. “Il basso numero di presenze in questo istituto – ha detto Corleone – deve far riflettere. Le condizioni per esservi ammesse sono troppo rigide: le detenute devono essere in buon stato di salute e avere da scontare un fine pena non inferiore a cinque anni”. “Non va bene il sovraffollamento del carcere – ha aggiunto Corleone – ma nemmeno il sottoutilizzo di una struttura. L’obiettivo di questa realtà è quello di sperimentare un modello differente rispetto a quello del carcere tradizionale e riuscire poi ad applicarlo anche in altri istituti”.

Dai colloqui che Corleone ha avuto con alcune detenute è emerso il vero problema della detenzione femminile ad Empoli: “manca – ha detto il garante regionale - di umanità. Spesso, alle madri si creano difficoltà nei rapporti con i loro figli, non si permette loro di avere contatti frequenti ma solo discontinui”.

Il garante ha visitato l’area colloqui e l’area verde dell’istituto, attrezzate con giochi per gli incontri delle detenute con i figli, il campo sportivo, la biblioteca, la sala polivalente e le due mense. Tra gli aspetti positivi evidenziati dal garante ci sono le varie attività e progetti come “Nuove trame in carcere” che impegna le detenute in lavori di sartoria, “Orto libero” per la produzione di miele, per la coltivazione di carciofi e la raccolta di frutta. “Tra i fiori all’occhiello della casa circondariale – ha evidenziato Corleone - il progetto ‘Penelope’, che vede tre detenute lavorare all’Asl di Empoli”.

Mercoledì 3 febbraio Corleone visita il carcere di San Gimignano.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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