Riforma della sanità in consiglio, Scaramelli: "Le opposizioni stanno entrando nel ridicolo"

Stefano Scaramelli

Le opposizioni in Consiglio regionale "stanno entrando nel ridicolo e forse da parte loro non sanno più come uscire da questa impasse. Saremmo pronti per far decadere tutti gli emendamenti, abbiamo la possibilità di farlo, ma non la stiamo utilizzando perché crediamo nel confronto. Però, bisogna che ad un certo punto il confronto diventi costruttivo". Lo ha detto il presidente della commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Scaramelli (Pd), a margine della seduta consiliare per il nuovo riordino del sistema sanitario.

Le opposizioni, che hanno presentato migliaia di emendamenti alla nuova riforma, "non possono intervenire tutte le volte e ridire sempre le stesse cose - ha aggiunto - che non c'entrano niente con gli articoli che vanno in votazione. Loro entrano nel ridicolo perché non portano a casa nessun risultato politico".

Secondo Scaramelli le opposizioni rischiano così di "perdere credibilità al cospetto dei loro elettori. Sarebbe stato meglio se, invece, di fare questa pacchianata avessero portato a casa 5-10 risultati. Noi abbiamo provato a proporglieli che potevano essere condivisi. Questo metodo era riuscito in commissione, ma lì non c'erano le telecamere delle televisioni".

Dopo le dichiarazioni di oggi da parte del Consigliere regionale della Toscana Scaramelli (PD) - secondo cui l’ostruzionismo dell’Opposizione sulla riforma della sanità toscana va contro gli interessi dei Cittadini - arriva la dura replica del Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, Claudio Borghi (Lega Nord): “Che piaccia o meno ai Colleghi del Partito Democratico, in Toscana le opposizioni hanno il 52 per cento dei voti e quando parlano con una sola voce meritano rispetto. Quanto sta accadendo in Consiglio da ieri mattina” - prosegue Borghi - “non si sarebbe mai verificato, se il PD non stesse tentando con un colpo di mano di escludere il diritto dei Toscani ad esprimersi con un referendum, per il quale sono state regolarmente raccolte 50mila firme. Fare le notti in aula è gravoso per tutti, ma stiamo lottando per la democrazia, che riteniamo a tutt’oggi un bene superiore a qualsiasi fatica. Se il PD ha altre priorità e se non é abituato ad un'opposizione che finalmente svolge bene il proprio lavoro in Toscana, se ne farà una ragione.

Il Consigliere Borghi interviene poi sul merito della questione politica all’esame del Consiglio regionale toscano: “Lo scontro non è più tra destra e sinistra, ma tra grandi e piccoli, tra centro e periferie, tra popolo e potere autoreferenziale: il PD, guarda caso, in questo come in altri provvedimenti, si è dimostrato vicino alle esigenze dei grandi e del potere accentratore. Non è ammissibile che ci si riempia la bocca con la diminuzione dei dirigenti - peraltro profumatamente premiati negli anni passati sotto la precedente Giunta Rossi - se questa viene attuata chiudendo strutture, tagliando servizi e lasciando città e paesi della regione senza adeguati presìdi sanitari.

Non possiamo accettare - conclude Claudio Borghi - che una maggioranza e una Giunta legittimate da un quarto degli elettori operino una ridicola modifica ad una riforma appena approvata solo per il gusto di togliere ancora una volta la voce ai Cittadini, tanto più che si sta trattando di una questione vitale come la difesa del diritto alla salute di tutti.

“Abbiamo presentato migliaia d’emendamenti-afferma una nota del Gruppo Consiliare della Lega Nord-e se Scaramelli(Presidente della commissione Sanità), come dichiarato alla stampa, ritiene di poterli fare decadere in qualsiasi momento, probabilmente la sua affermazione scaturisce da un certo affaticamento, dopo questa maratona che, per noi, è ancora alle prime battute”. “In merito alla riforma sanitaria- prosegue la dichiarazione- questa è vocata soltanto alla costruzione di un forte apparato burocratico gestito dal Pd; non c’è alcuna traccia, infatti, nella Legge di migliorie, tese ad ottimizzare l’assistenza sanitaria dei toscani”.

“Inoltre-proseguono i Consiglieri leghisti-non vi è segno di come poter agevolare le prestazioni sanitarie per le fasce sociali più deboli”. “E’ in atto da tempo- sottolinea la nota del Gruppo Lega Nord-una mirata politica di lenta dismissione delle strutture pubbliche a favore di sempre più convenzionamenti con strutture private”. “Per questi ed altri importanti motivi- concludono i rappresentanti del Carroccio- i cittadini toscani hanno il diritto di poter esprimere il proprio parere, tramite la consultazione referendaria”.

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