Il Comune orienta le aziende verso un'agricoltura diversa

L'assessore Gionni Pruneti

Cultura e pratica agricola nel Chianti: il futuro è nei vantaggi, nella qualità e nelle garanzie offerte dalla coltivazione ‘diversa’.

E' la ricetta rilanciata dal Comune di Greve tesa a tutelare, valorizzare e promuovere il rapporto e il giusto equilibrio tra economia e salute nel Chianti. Un nuovo modello di sviluppo rurale che vuole andare oltre il divieto dell'utilizzo del glifosate o la battaglia dichiarata ai fitofarmaci e punta dritto al cuore di una delle strade possibili in tema di sostenibilità ambientale.

Chi approda alla cultura alternativa lo fa per scelta condivisa, conoscenze acquisite e rispetto delle normative vigenti. Il Comune ha deciso di incentivare questo cambio di passo volto a modificare l'approccio culturale di chi lavora la terra. Alle aziende del territorio che intendono investire e credere negli obiettivi dell'agricoltura che non fa uso di prodotti fitosanitari la giunta Sottani propone l’opportunità di una svolta attraverso l’adesione ad un programma di attività formative e informative specifiche, mirate, gratuite.

“Il nostro intento – annuncia il sindaco Paolo Sottani - è estendere le potenzialità dell'agricoltura alternativa in un territorio dove il biologico, tra le altre attività di stampo non tradizionale, sta gradualmente prendendo campo e lo strumento su cui in forma costante e periodica scommettiamo è la formazione qualificata e accessibile a tutti, senza alcun costo”.

Un percorso sistematico, incentrato sulla costruzione di una nuova consapevolezza che mette al centro il coinvolgimento e il contatto diretto con i produttori agricoli.

“Le normative regionali che dettano le regole per un corretto uso dei fitofarmaci esistono e devono essere osservate – aggiunge l'assessore Gionni Pruneti – per questo è importante che l’amministrazione comunale intervenga con un’attività di controllo, anche più serrata, ma imporre il divieto di questi prodotti con un'ordinanza del sindaco non avrebbe alcun effetto positivo ai fini della risoluzione del problema, occorre guardare oltre e fare molto di più, tracciare la strada di una nuova prospettiva che crei cultura, faccia formazione e renda consapevoli le aziende che esistono delle alternative”.

Quella biologica è una pratica apprezzata a livello europeo e mondiale anche per le importanti ricadute economiche, sia in termini di vendita del prodotto finito sia in termini turistico-ricettivo, che genera sul tessuto produttivo e imprenditoriale del mondo agricolo.

In Toscana, nel 2015, sono aumentate dell’8 per cento le aziende che producono biologico, parallelamente all’incremento dei consumi dei prodotti bio. Nel complesso sono 102mila gli ettari coltivati secondo criteri biologici, una fetta economica significativa alla quale la Regione Toscana risponde con incentivi per 129milioni di euro attraversoil Psr (Piano di Sviluppo Rurale) 2014-2020. 

Oltre ai corsi di formazione obbligatoria per il corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari che il Comune ha ospitato e ospiterà nel mese di gennaio, l'amministrazione comunale invita le aziende a partecipare al seminario formativo, in programma nei primi giorni del 2016, una due giorni caratterizzata dalla partecipazione di agronomi, enti di certificazione biologica e aziende che operano nella realizzazione di prodotti alternativi ai fitofarmaci.

Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino Comuni di Barberino Val d’Elsa, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa

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