Corteo selvaggio del collettivo degli studenti del 'Russoli'

"Come collettivo abbiamo lanciato di prima mattinata un corteo per "celebrare" il funerale della scuola pubblica, annientata dalla cattiva e privatizzata "buona scuola", dopodiché siamo entrati nella scuola e abbiamo depositato una bara in presidenza, luogo dove risiede uno dei responsabili dello sfacello della nostra scuola, la preside!

Nell'assemblea d'istituto abbiamo affrontato le problematiche delle scuole e della scuola. Le risposte alle richieste riguardo ai materiali e al non trasferimento dei docenti come al solito si sono ridotte ad un semplice scarica barile nei confronti di presidi, ministeri e altre istituzioni varie, oltre a bugie e paternali sulla maniera corretta di manifestare.

Per questo motivo questa mattina all'assemblea d'istituto abbiamo abbiamo lanciato un corteo selvaggioche ha percorso il centro di Cascina, dove abbiamo fatto degli interventi in piazza dei Caduti per spiegare le nostre motivazioni e le nostre intenzioni.

Il corteo si è voluto spostare verso l'istituto Antonio Pesenti dove volevamo far scendere gli studenti in piazza per protestare insieme a noi, ma i bidelli sotto ordine del preside hanno chiuso i cancelli dell'istituto. Siamo rimasti per circa un'ora in presidio ma come sempre la preside ha chiamato i carabinieri e ci è stato impedito di rientrare.

Dopo abbiamo ripercorso il centro di cascina fino ad arrivare nella nostra scuola, per concludere in assemblea straordinaria il corteo. Arrivati nel cortile esterno, troviamo la preside che ci avverte che rischiamo delle sanzioni per essere usciti senza permesso, visto che avevamo già fatto l'appello.

In realtà tutto questo era solo una minaccia per intimidirci e spaventarci. Noi non ci facciamo mettere i piedi in testa e a queste intimidazioni rispondiamo con questa affermazione: Siamo e resteremo attivi!".

Fonte: Collettivo Resistenza Studentesca

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