
Sì all’aeroporto e alla nuova pista di Peretola, ma solo a condizione che siano messi in sicurezza l’osservatorio con la presenza della Toscana al Ministero dell’Ambiente per vigilare sulla criticità emerse e il piano di riordino della Piana. Queste le tappe che il Governatore Enrico Rossi ritiene fondamentali lo sviluppo della pista di 2mila 400 metri dello scalo fiorentino. Il parere tecnico del Nucleo di valutazione regionale ha espresso vincoli, evidenziato criticità e indicato approfondimenti.
“Nella delibera regionale – ha precisato Rossi – chiederemo di istituire presso il Ministero dell’Ambiente un osservatorio ambientale di cui faccia parte la Regione per verificare la fase di progettazione definitiva e la realizzazione, per un controllo trasparente”. Rossi ha parlato del progetto della Regione, “di un atto di regolazione della qualità dell’aria e della vita con il Parco, con interventi di viabilità su ferro e di compensazione”, di una “volontà di superare le criticità per garantire la connessione della Regione con il mondo e per infrastrutturarla in modo adeguato”. Il presidente si è soffermato sulle differenti tipologie di passeggeri che volano su Pisa e Firenze, a Pisa prevale la tipologia turistica, per “il 63-64 per cento”, mentre a Firenze quella “manifatturiera e della ricerca che arriva all’84 per cento”.
“Il parere di carattere tecnico – ha detto Rossi – sta nell’ambito di un procedimento di carattere nazionale sul quale cercheremo di dare una risposta con la delibera che faremo nei prossimi giorni. Il nucleo di valutazione regionale rivela l’impossibilità di pronuncia di parere sulla base di una documentazione carente”. Poi Rossi ha elencato le criticità emerse. La prima riguarda l’atmosfera. “La documentazione – ha detto – non è sufficiente e vogliamo avere approfondimenti per sapere come si gestirà la partita dei cantieri”.
Approfondimenti sono necessari anche “sull’impatto rispetto al parco che si dovrebbe costruire nella zona dove adesso insiste la vecchia pista”. “Bisogna fare un paragone tra la situazione attuale e quella preventivata con il masterplan e poi avere una valutazione complessiva su cosa avverrà quando l’aeroporto sarà realizzato”. Il presidente ha poi parlato di “un’adeguata caratterizzazione idrogeologica per la messa in sicurezza idraulica”, della questione relativa agli aspetti infrastrutturali, che sarà “risolvibile” e che “riguarda anche l’intreccio con la linea due della tramvia”. “Su flora, fauna ed ecosistemi – ha detto Rossi – il parere prende atto che c’è un’incidenza negativa sugli stagni della Piana fiorentina e indica misure di compensazione specifiche che sono ritenute idonee. Rimane però da valutare una corretta tempistica per gli interventi e che questi siano efficaci”.
Sul rumore si rileva “la necessità di approfondimenti per verificare il superamento delle soglie di legge. Si tratta di prevedere un intervento di delocalizzazione di alcune case per un totale di 20 abitanti”. Approfondimenti necessari anche sul tema della valutazione di impatto sanitario.
“Abbiamo pensato – commenta Rossi – che la modernizzazione della pista aeroportuale dovesse essere inquadrata in una serie di interventi di riordino e riqualificazione di tutta l’area. Aeroporto e pista si fanno a condizione che si faccia anche il Parco agricolo della Piana di 7 mila ettari tra Prato e Firenze con vincolo di inedificabilità”, “con una parte boscata e orti”, “vogliamo procedere alla piantumazione”, “realizzare piste ciclabili”.
Rossi ha evidenziato che “occorre un accordo di programma con il Governo per avere chiarezza degli enti attuatori, degli investimenti, dei tempi di realizzazione degli interventi”.
Un altro punto è il trasferimento del traffico dalla gomma al ferro con la creazione della linea dall’aeroporto verso Campi e da Peretola verso Sesto. “Occorre – ha detto Rossi – realizzare il collegamento tra il Ponte all’Indiano e l’autostrada”.
Il presidente ha poi evidenziato i “contrasti urbanistici tra il masterplan e il pit”, “tuttavia – ha detto – non mi appassiono più alla diatriba della lunghezza della pista, ma la monodirezionalità è importante. Se si va a imporre una pista senza rollaggio, decollare e atterrare in un’unica direzione, il numero degli aerei che volano sarà contenuto”. Rossi ha parlato di “una previsione di “quattro milioni di passeggeri”.
Riguardo ai vincoli su Castello, il presidente afferma “non è che in quell’area si possa confiscare tutto. Se l’aeroporto riduce Castello, bene, ma non sono favorevole a correre il rischio che eventuali contenziosi tra Aeroporti Toscana e Unipol possano coinvolgere la Regione”.
Sì a nuovo aeroporto e Parco della Piana, Consiglio approva risoluzione Pd
Passa a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni e l’astensione del capogruppo di Forza Italia, Stefano Mugnai, la risoluzione presentata dal gruppo Pd, a firma Marras-Baccelli. “Lo sviluppo di un unico sistema aeroportuale toscano, attraverso il rafforzamento della dotazione aeroportuale esistente e la valorizzazione della specializzazione delle funzioni degli Aeroporti di Pisa e Firenze, rappresenta un obiettivo fondamentale della programmazione regionale al fine di consolidare il complesso toscano quale terzo sistema aeroportuale a livello nazionale”, si legge nel dispositivo della risoluzione. La scelta di integrare le due società aeroportuali “risulta coerente ed obbligata rispetto alle determinazioni a livello nazionale” e la qualificazione dell’aeroporto di Firenze riveste “un ruolo strategico nella programmazione regionale”. In considerazione delle valutazioni d’impatto ambientale e del Masterplan aeroportuale, del quale vengono rilevate “alcune incoerenze urbanistiche”, “sia in riferimento alla pianificazione regionale che comunale, con particolare riferimento alla lunghezza della pista e alla viabilità di Sesto Fiorentino ed alla interferenza con il PUE di Castello”, si segnala la necessità di una “ricomposizione ai fini della successiva approvazione”.
La risoluzione esprime “la volontà di procedere alla realizzazione di un intervento infrastrutturale strategico per lo sviluppo economico e sociale della Regione Toscana”, quale la riqualificazione dell’Aeroporto di Firenze, ed esprime indirizzi alla Giunta Regionale: 1) importanza strategica dello sviluppo di un unico sistema aeroportuale toscano, in un’ottica di gestione integrata dei due scali; 2) costante azione di sorveglianza della Regione sull’operato della società aeroporti al fine di monitorare i benefici complessivi attesi dell’integrazione per uno sviluppo equilibrato del relativo servizio; 3) il percorso di approvazione del Masterplan dell’aeroporto di Firenze dovrà essere accompagnato dalla contestuale realizzazione e valorizzazione ambientale del Parco della Piana e dall’attuazione della complessiva strategia in materia di pianificazione urbanistica e di infrastrutturazione dell’area interessata; 4) predisposizione di strumenti di verifica, assieme al Ministero dell’Ambiente e la Commissione tecnico/consultiva competente, sulle fasi successive di definizione tecnica del progetto, anche al fine di monitorare l’effettivo superamento delle criticità emerse dall’esame del Nucleo unificato regionale di valutazione (Nurv); 5) conferma della monodirezionalità della nuova pista e cessazione dell’operatività della pista attualmente in funzione; 6) apertura di un tavolo di consultazione delle amministrazioni interessate in vista dell’elaborazione di un accordo di programma per interventi utili al miglioramento infrastrutturale, paesaggistico ed ambientale dell’area. Con la previsione di: estensione del sistema tranviario fiorentino verso Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e collegamento con l’aeroporto; completamento del people mover tra Pisa stazione e Pisa aeroporto; potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Pistoia, Prato e Firenze a seguito degli interventi infrastrutturali programmati o in corso, tali da realizzare una sorta di “metropolitana leggera di superficie”; potenziamento dei collegamenti tra gli aeroporti di Firenze e Pisa; progettazione e realizzazione della Tangenziale nord-est di Pisa; realizzazione della terza corsia autostradale tra Firenze e Pistoia e risoluzione dello svincolo urbano di Peretola e Ponte a Greve; potenziamento dei collegamenti stradali nella Piana fiorentina e costruzione di un nuovo Ponte sull’Arno, a Signa. E ancora, l’opportunità di “istituire un Osservatorio di controllo di cui facciano parte i soggetti istituzionali coinvolti”. La Giunta regionale sarà chiamata a riferire nuovamente non appena possibile in Consiglio in merito alle soluzioni procedurali adottate e in relazione agli ulteriori passaggi che si intendono porre in essere al fine del raggiungimento degli obiettivi espressi nei punti sopra indicati.
“Il dibattito di oggi è frutto del lavoro e del rigore della Regione Toscana – ha dichiarato il capogruppo Pd Leonardo Marras, illustrando la posizione del gruppo Pd in Aula – Certo, ci sono state e ci sono perplessità, criticità, sensibilità anche diverse, anche al nostro interno, ma il rigore che ci siamo imposti non ha fatto sottacere nulla”.
Sono state respinte proposte di risoluzione presentate dai gruppi di opposizione. Quelle del Movimento 5 Stelle: sulla necessità di “promuovere una valutazione di impatto sanitario del progetto di qualificazione aeroportuale, che tenga conto delle principali previsioni nell’area, quali il termovalorizzatore e l’adeguamento autostradale”; sull’attivazione del dibattito pubblico, secondo quanto previsto dalla legge regionale; sul rispetto delle decisioni espresse dal Nucleo di valutazione dell’impatto ambientale; sulla richiesta (proposta firmata insieme con il gruppo Sì-Toscana a sinistra) di interrompere l’iter in corso e svolgere una nuova analisi trasparente e rigorosa” del progetto aeroportuale.
Respinta una proposta di risoluzione della Lega Nord, illustrata in Aula da Claudio Borghi, per una revisione radicale del progetto, che tenesse in massima considerazione “il parere negativo espresso dagli uffici tecnici” della Regione. Respinta dalla maggioranza anche una proposta di risoluzione presentata da Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) tesa ad impegnare la Giunta regionale “a garantire la salvaguardia del posto di lavoro di tutti gli operatori allo stivaggio bagagli, nonostante l’esternalizzazione del servizio”. Respinta infine anche la mozione del gruppo Sì Toscana a sinistra, primo atto che ha dato il via alla decisione di tenere una seduta straordinaria sul nuovo progetto di aeroporto a Firenze.
Il dibattito in aula
“Siamo preoccupati perché è evidente che non ci sono garanzie per la tutela ambientale e della salute”. Lo ha detto Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra), aprendo il dibattito in aula dopo la comunicazione del presidente Enrico Rossi. “Le valutazioni dei tecnici – ha spiegato Fattori – ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Secondo Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”.
Per Giacomo Giannarelli (M5S) l’intera vicenda “è imbarazzante” e crea dubbi. “Il parere dei tecnici è di merito – ha detto Giannarelli – e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale. Se si fanno proprie le loro considerazioni non si può esprimere parere favorevole. Le opere di mitigazione sono tutte già nel Pit, e sappiamo quanto peso abbiano gli osservatori. Ci troviamo davanti a una pianificazione creativa fatta con metodi inaccettabili, che minano l’autorevolezza e l’autonomia della Regione”. Da ciò, ha aggiunto il consigliere, discendono numerose domande: “Come è possibile che per un’opera così importante si sia fatto un progetto di tale superficialità e approssimazione? Chi lo ha deciso? Quale ruolo intende svolgere la Regione senza scaricare la responsabilità a qualcun altro?”.
“Sono nato esattamente 43 anni fa – ha invece commentato Jacopo Alberti (Lega Nord) – e in quel giorno sui giornali si parlava di aeroporto esattamente negli stessi termini in cui lo si fa oggi. Questo dimostra chiaramente l’inadeguatezza decisionale di chi ha governato in questi quaranta anni”. Oggi, si è domandato il consigliere “c’è da capire se si parli di nuova pista o di nuovo aeroporto, se il Pd toscano e quello romano siano sulla stessa linea, perché si tratta di progetti del tutto diversi”. “Mi chiedo – ha concluso – se un giorno Firenze avrà un aeroporto all’altezza del suo ruolo”.
Stefano Baccelli (Pd) ha espresso una raccomandazione: “Alziamo la testa dai pareri tecnici e dalle singole posizioni e torniamo alla sintesi del nostro ruolo politico: cercare di fare gli interessi della Toscana, contemperando gli interessi locali diversi”. Secondo il consigliere la posizione del Pd è chiara: “Siamo a favore della realizzazione del nuovo aeroporto di Firenze e vogliamo che sia realizzato per bene sotto il profilo della sicurezza, dell’equilibrio urbanistico e ambientale e dello sviluppo economico e sociale”. “Chiediamo – ha aggiunto – che la Giunta regionale tenga conto del parere del nucleo di valutazione e allarghi anzi il campo rispetto alle segnalazioni di alcune criticità, cercando un equilibrio e usando attenzione a tutto il territorio”.
Per Paolo Bambagioni (Pd) “il recupero della credibilità della classe politica può avvenire se si fanno scelte di governo”. Per questo, ha proseguito, “mi auguro che questo sia uno snodo fondamentale per la modernizzazione della Toscana, che è rimasta per tanti versi superata, con un sistema infrastrutturale fermo agli anni Cinquanta”. Bambagioni ha spiegato che il lavoro della Giunta regionale “ha modificato profondamente il progetto iniziale, facendolo diventare un’opera diversa da quella proposta sulla spinta del Comune di Firenze e trasformandolo in un sistema aeroportuale integrato”.
Monia Monni (Pd) ha sottolineato che “le valutazioni fanno emergere problematiche che impongono una riflessione molto seria. C’è la necessità di analizzare la questione in maniera differente rispetto a come è stato fatto fino ad adesso”. “Dobbiamo – ha detto ancora la consigliera – dare un contributo essenziale per ridisegnare il futuro della piana, che oggi è considerata banalmente la periferia di tre Comuni. Noi possiamo nobilitarla e farla diventare il cuore pulsante della Toscana. Per questo è necessario estendere la progettualità a tutta l’area, interrogandosi sulla sua identità e ridisegnandola con tutte le opere importanti”.
Ripartire dalla Vis (Valutazione d’impatto sulla salute), stralciare il progetto di Enac, rispettare le disposizioni contenute nel Pit (Piano di indirizzo territoriale), fare il punto sulla Piana e soprattutto “avviare subito il dibattito pubblico”. Sono questi i passi “necessari” secondo Gabriele Bianchi (M5S). Procedendo a ritroso ed elencando tutti gli atti regionali già prodotti, tra cui la modifica alla legge urbanistica fino alla delibera per l’integrazione al Pit definita “legge quadro”, il consigliere ha osservato come “oggi si stia proponendo il modello che fu di Forza Italia: la pista a 2400 metri”. “Peretola ha bisogno di un piccolo intervento per realizzarsi come city airport ma non condividiamo l’aiuto pubblico” ha ribadito tornando sul punto “veramente importante: la Toscana ha una legge sulla partecipazione che non applica. Ha discusso l’aeroporto solo nelle sedi di partito. Il dibattito pubblico è il cuore della politica, senza il confronto c’è solo l’autoreferenzialità”.
“La Piana fiorentina è davvero smisurata. Vista dall’alto ci sta tutta la Toscana”. Con ironia Paolo Sarti (Sì) ha affrontato il dibattito stigmatizzando l’assenza in Aula del governatore Rossi al quale ha comunque chiesto un impegno: “Se le soluzioni alle criticità rilevate non arrivano, se i costi per i cittadini saranno troppo elevati, ci si deve fermare. Ho sentito dai colleghi del Pd che è loro interesse fare le cose per bene. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda”. Sarti ha poi criticato quella sorta di “ricatto su opere e infrastrutture che pare siano condizionate alla realizzazione dell’aeroporto. In realtà dovevano essere già state realizzate”.
“Il nuovo aeroporto di Firenze rientra nel processo di integrazione degli scali aeroportuali toscani. Misure e interventi che riguardano anche l’area pisana sono doverosi”. Così Andrea Pieroni (Pd) che ha rilevato come il tema degli aeroporti sia “una medaglia a due facce: da un lato le opportunità, dall’altro le criticità”. In un’ottica di “rafforzamento del sistema aeroportuale regionale e di progetto complessivo”, secondo il consigliere è necessario lavorare alla “velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra Pisa e Firenze e alla realizzazione della tangenziale a nord est di Pisa, opera attesa da anni e condizione indispensabile per un migliore assetto infrastrutturale di tutta l’area”.
“Nella scorsa legislatura due emendamenti di Forza Italia per non inserire nel Pit dimensionamenti specifici della pista di Peretola o per indicare 2400 metri sono stati bocciati. Fu una scelta ambigua del Pd che oggi, invece, modifica in maniera sostanziale”. Così Stefano Mugnai (Fi) che ha rilevato come l’indicazione di 2000 metri operata nel Piano di indirizzo territoriale “non era necessaria, si poteva esplicitare solo il concetto. Fu un’ipocrisia di fondo a guidare la scelta perchè in quel momento serviva a mantenere compatto il Pd”. “Quando si assumono decisioni così importanti con ambiguità, si compromette un percorso complesso” ha continuando ribadendo una posizione “chiara prima e ancora di più oggi: mettere in sicurezza l’aeroporto di Firenze come city airport”.
“Sono così tante le criticità, le carenze e le mancanze che dovrebbe venir meno la volontà del progetto” ha esordito Irene Galletti (M5S), criticando apertamente le “illazioni, fatte fuori microfono dal presidente Rossi, sul parare che l’Università avrebbe reso solo per avere fianziamenti”. Ribandendo la necessità del dibattito pubblico, la consigliera ha osservato che le “decine di milioni di euro per opere di mitigazione dovrebbero indurre a fermarsi. L’aeroporto è stato definito strategico con riserva non a caso e le continue forzature che si stanno pervicacemente portando avanti ci preoccupano seriamente”.
Di “storia infinita” ha parlato Manuel Vescovi (Lega) che ha rilevato come ci siano “opere da fare al di là dell’aeroporto”. “Mi pare – ha detto – che sia in atto una battaglia tutta interna al Pd”.
“La Piana è un tossicodipendente che vogliamo eliminare con una overdose. Il progetto sull’aeroporto è diabolico, un’opera inutile che crea spaccatura con i cittadini” ha dichiarato Andrea Quartini (M5S) illustrando alcune stime che fotograferebbero, nel caso in cui il progetto andasse avanti, un “eccesso di 4mila ipertesi, 3,4 casi di infarto in più, 5mila residenti con disturbo del sonno”.
“Il nostro compito è vigilare e controllare perché tutte le indicazioni, anche in tema di salvaguardia ambientale, siano rispettate” ha detto Ilaria Bugetti (Pd). “Oggi ufficializziamo un passaggio importante. Quando avremo tutte le risposte potremo muoverci di conseguenza e fugare ogni dubbio sulle criticità”.
“Vengo da una provincia, Prato, che non ha mai fatto mistero di essere contro l’Aeroporto”, così ha esordito il consigliere Nicola Ciolini (Pd), parlando di posizione critica nei confronti dell’ampliamento di Peretola, con i sindaci della Piana che hanno sottolineato tutta una serie di considerazioni, prima su tutte la salute dei cittadini. E registrando le “non banali novità” evidenziate dal presidente Rossi nella comunicazione, il consigliere ha affermato che “oggi la realizzazione dell’aeroporto è condizionata da tutta una serie di vincoli: sono in condizione di poter dire che i cittadini sono tutelati da questo percorso”, ha concluso.
Elisabetta Meucci (Pd), partendo dallo stupore per la convocazione dell’Assemblea su un parere tecnico, ha ringraziato per aver sollecitato il dibattito, per riaffrontare un tema che dal 2008 è stato approfondito e studiato, come dimostrano tutti gli atti del Pit. Da qui l’invito a “non strumentalizzare i pareri tecnici e quindi a tener presente che amministrare vuol dire scegliere”. “Voglio testimoniare la serietà su questo percorso – ha sottolineato – che è la serietà della Regione Toscana nell’ambito del governo del territorio”.
“Non voglio parlare di aeroporto, ma voglio parlare ai colleghi del Partito democratico – ha sottolineato Enrico Cantone (M5S) – che più o meno convintamente hanno espresso il proprio parere, cercando di spiegarsi alla meglio con frasi del tipo: ‘speriamo che poi verrà, che poi sarà fatto, che poi sarà controllato’”. “A noi il compito di inserirci in questa incrinatura per impedire atti come quelli sull’aeroporto, sulla sanità, sulla darsena di Livorno… Alla fine ce la faremo”, ha concluso Cantone.
Mazzeo, Nardini e Pieroni (Pd): “Buon lavoro per Pisa: impegni precisi”
«La risoluzione di maggioranza che abbiamo approvato in Consiglio regionale, grazie al nostro lavoro, prevede un forte impegno della Regione che mette al centro questioni importanti per l’area pisana. Impegni non certo scontati e che vanno ad integrare la comunicazione portata in aula dal presidente Rossi, segno questo di ritrovata autorevolezza del Pd di Pisa nel contesto regionale. Infatti abbiamo messo nero su bianco alcuni punti decisivi, che dovranno far parte dell’accordo di programma: la progettazione e realizzazione della tangenziale nord-est di Pisa; il completamento del people mover tra Pisa stazione e Pisa aeroporto; il potenziamento dei collegamenti tra Firenze e Pisa attraverso interventi di velocizzazione ferroviaria, investimenti sulla rete infrastrutturale e sul livello di qualità dei convogli. Abbiamo inoltre chiarito definitivamente la questione della monodirezionalità della pista di Peretola in linea con l’obiettivo dei 4 milioni di passeggeri sul Vespucci e dei 7 sul Galilei previsti dal Masterplan. Insomma, è questa l’ottica complessiva che ci ha visti impegnati: uno sviluppo integrato in una logica di sistema, nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente, che farà di Pisa il punto di riferimento per il traffico low cost e di Firenze l’aeroporto orientato prioritariamente a quello business. Nella logica della vera integrazione, che eviti ogni concorrenza e potenzi le specializzazioni dei due scali. Ora avanti veloce verso nuovi investimenti che permettano la realizzazione della nuova aerostazione in linea con gli obiettivi di crescita del Galilei».
Così Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni (Pd), commentano il voto sulla risoluzione collegata alla comunicazione di Rossi sull’aeroporto di Firenze, avvenuto oggi in Consiglio regionale.
Aeroporto di Firenze, Stella (FI): "Noi unici da sempre per pista 2400 metri"
"Noi siamo da sempre a favore dell'allungamento a 2400 metri della pista dell'aeroporto di Firenze. Abbiamo presentato un emendamento ad hoc al Pit, ci siamo battuti da sempre con convinzione per potenziare lo scalo di Peretola, consapevoli che anche e soprattutto da lì passa la strada per il rilancio dell'economia del territorio fiorentino e della Toscana". Lo afferma il coordinatore di Forza Italia Firenze, Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
"Quel che trovo assurdo, in questa vicenda - aggiunge Stella - è che ci sia ancora chi lavora contro l'ammodernamento del Vespucci, senza considerare che dallo sviluppo dell'aeroporto Firenze può trarre solo benefici in termini di rilancio del business e dell'occupazione. Se verrà realizzata la nuova pista da 2.400 metri, passeremo da 2,2 milioni a 4,5 milioni di passeggeri e avremo 2.000 nuovi posti di lavoro, con quasi 200 milioni di euro di investimenti. E' un'opportunità che non possiamo assolutamente perdere".
Fattori e Sarti (Sì): “Rossi prima conferma le criticità irrisolte, poi fa come Ponzio Pilato”
“Come Sì Toscana a Sinistra siamo da sempre contrari alla nuova pista, sostenendo un progetto alternativo che punti su Pisa”. “Ma oggi nel corso di questo Consiglio straordinario, richiesto dal nostro gruppo e non promosso dalla Giunta, è bene ricordarlo, come giusto momento di trasparenza, abbiamo voluto entrare nel merito del master plan di Enac/Toscana Aeroporti, perché preoccupati e allarmati per la situazione”.
“Registriamo che viene presentato come definitivo un “piano” che sembra scritto da un geometra, con tutto il rispetto per i geometri, che non sono tenuti a essere esperti di aeroporti”. “Se si è fatto per negligenza e incapacità sarebbe gravissimo, se si fosse fatto intenzionalmente sarebbe ancor più grave”.
“Il Presidente Rossi non ha potuto far altro che prendere atto delle innumerevoli criticità, incompatibilità e incongruenze urbanistiche di questo pseudo-progetto, ma decide poi di rimandare tutto alla valutazione del Ministero dell'Ambiente dando comunque un sostanziale parere favorevole”. “Neanche ascolta tutto il dibattito in aula, come suo solito”. “Insomma un novello “Ponzio Pilato”, che liquida con poche parole i dettagliatissimi pareri del Nucleo di Valutazione regionale (NURV) e del pool dei docenti dell’Università di Firenze, che parlano di profili di grave illegittimità e di dati calcolati in difformità delle normative internazionali, abdicando così al suo ruolo di garante della salute e dell’ambiente dei toscani”. “Come fidarsi di un uomo politico che si era impegnato per una pista di massimo 2000 metri, che parlava di partecipazione, di nessun sorvolo su Firenze, per poi rimangiarsi tutto in ossequio al presidente del consiglio Renzi?”
“Oggi quindi viene comunicato di stare tranquilli, che le debolezze del progetto potranno essere superate in “fasi successive”, si parla di “accordi di programma” e di “mitici” osservatori ambientali che in questo paese hanno dimostrato, purtroppo, tutta la loro inutilità”. “Ci chiediamo quindi se i pareri tecnici devono servire per prendere una decisione ponderata o si utilizzano a piacimento per coprire decisioni già prese”. “Scelte del genere possono fare a meno di leggi, norme e regolamenti?". “Certamente anche lo spostare l’attenzione sul cancellare la lottizzazione di Castello è solo uno strumento di “distrazione”, un tentativo, piuttosto rocambolesco, di nascondere l’insostenibilità di questo progetto che rischia di esporre la Regione, quindi i cittadini, ad ulteriori esborsi economici”. “Così come il Parco della piana e gli interventi di viabilità su ferro non possono essere presentati come compensazioni, sono atti dovuti a prescindere dall’aeroporto”.
“Come ultimo regalo di questo iter scandaloso negli attuali piani è prevista una fase transitoria di sei anni, con entrambe le piste, la vecchia e la nuova, funzionanti”. “Chi garantisce che il transitorio non diventi la norma?”. “La nuova pista, infatti, è in regime di venti molto sfavorevole, unica al mondo con venti prevalenti perpendicolari, quindi cosa di meglio che tenere anche l'altra?” “Così il progetto da insostenibile diventerebbe un incubo per la salute, l’ambiente e i rischi d’incedenti aerei!”.
“Oggi non abbiamo avuto la possibilità di svolgere un dialogo neanche minimo, il PD ha respinto compatto e unanime ogni atto delle opposizioni”. “Aspettiamo quindi l’ultima parola del Ministero, ma se la Valutazione d’Impatto Ambientale fosse approvata, non ci resterebbe altro che rivolgersi al TAR per far valere i diritti dei nostri concittadini a essere difesi davanti alla protervia del potere”.
I leghisti Alberti e Vescovi: "Una storia infinita"
In merito all’annosa questione relativa all’aeroporto di Firenze, queste le dichiarazioni di Manuel Vescovi e Jacopo Alberti, Consiglieri regionali. “ Sono anni- afferma Vescovi- che si parla di questo benedetto aeroporto fiorentino e sinceramente penso che i toscani siano stufi di sentire tante parole, magari poi smentite da altrettante affermazioni”. “ Tra il dire ed il fare- sostiene l’esponente leghista- questa volta non c’è di mezzo il mare, ma una struttura che dovrebbe essere organizzata a dovere”. “Invece- sottolinea il Consigliere- veniamo costantemente edotti da innumerevoli pareri tecnici e considerazioni politiche, spesso fini a se stesse”. “Oltretutto- asserisce il rappresentante del Carroccio- bisognerebbe, a prescindere dall’aeroporto, che venisse finalmente realizzato un collegamento veloce ferroviario fra Firenze e Pisa, nonchè la terza corsia tra Firenze e Pistoia che sono un’esigenza, ormai, imprescindibile”. “ Sull’area dell’aeroporto- conclude Vescovi- si sono spesi fiumi di parole ed allora, provocatoriamente, perché non ci costruiamo anche un bel parco acquatico che possa far divertire i bambini?”.
“Sono nato esattamente quarantatre anni fa- commenta, invece, Jacopo Alberti- ed in quel giorno sui giornali si parlava di aeroporto, esattamente negli stessi termini in cui lo si fa oggi”. “Ciò dimostra chiaramente- precisa il Consigliere- la totale inadeguatezza di chi ha governato la regione in questi quarant’anni”. “Ad oggi, dunque- prosegue Alberti- c’è da chiedersi se si parli di nuova pista, oppure di nuovo aeroporto, se il Pd toscano e quello romano, siano sulla stessa lunghezza d’onda, perché si tratta di progetti profondamente diversi”. “Mi chiedo- conclude amaramente l’esponente leghista- se mai un giorno la splendida Firenze avrà veramente un aeroporto degno del suo ruolo mondiale”.
Pd, gli interventi della vice capogruppo Monni e dei consiglieri Bambagioni, Pieroni, Bugetti, Ciolini e Meucci
“Parliamo di un’opera complessa che sicuramente crea preoccupazione e che impatta su un’area fortemente urbanizzata ma dobbiamo essere consapevoli che quella attuale è una pista inadeguata e pericolosa. Nel contempo nella piana fiorentina la realizzazione di alcune infrastrutture è ormai improcrastinabile, penso all’estensione del sistema tramviario e al Ponte sull’Arno, opera di cui si parla da decenni. Ritengo inoltre che si sia guardato con troppo allarmismo a un parere tecnico, quello del Nurv, che proprio in quanto tecnico tende a mettere in luce criticità che poi è la politica a dover affrontare. E sta alla classe politica fornire risposte su questo e elaborare scelte all’altezza; va in questo senso la richiesta di istituire un Osservatorio che possa monitorare ogni aspetto”, ha dichiarato Paolo Bambagioni.
“La decisione oggi assunta dal Presidente Rossi e dal Consiglio regionale rende merito ad un territorio importante che rappresenterà, grazie agli interventi infrastrutturali, il cuore pulsante della città metropolitana. Era doveroso tenere in grande considerazione le osservazioni puntuali svolte dal Nucleo regionale di Valutazione di Impatto Ambientale perché esse rappresenteranno prescrizioni chiare e puntuali cui attenersi nella fase di progettazione definitiva. Ma la politica ha il compito di assolvere un ruolo di indirizzo che, in un contesto così ampio ed importante, deve riguardare l’area nel suo complesso. La terza corsia autostradale, la tramvia, il termovalorizzatore, il Parco della Piana, il ponte tra Signa e Lastra a Signa, il completamento della Perfetti Ricasoli. Uno sguardo complessivo che dovrà ricomprendere anche Osmannoro 2000 e l’area di Ingromarket, nonché il nuovo impianto sportivo della Fiorentina e la Mercafir. Nostro compito è quello di vigilare ma, soprattutto, di consegnare alla cittadinanza una riqualificazione infrastrutturale all’altezza della Piana e capace di rispettare l’ambiente e la salute di chi abita in quella zona”. E’ quanto afferma Monia Monni, vice capogruppo Pd in Consiglio Regionale.
“Il tema dell’aeroporto è strettamente legato alla questione del riequilibrio delle cosiddette due Toscane: quella costiera e quella centrale che ancora vanno a due velocità. E’ importante allargare il contesto. Per questo chiedo al presidente Rossi che si faccia garante del completamento del people mover, del nuovo radar, del potenziamento ferroviario Pisa-Firenze, della realizzazione della tangenziale Nord/Est di Pisa che collega autostrada e superstrada, passando per il Polo ospedaliero di Cisanello. Questi sono elementi importanti che vanno inseriti nell’accodo di programma relativo alla nuova pista di Firenze. Chiedo impegno su questi punti alla giunta così come chiedo attenzione sul masterplan presentato anche in relazione alle criticità evidenziate in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), così come agli investimenti che riguardano lo scalo di Pisa per raggiungere 7milioni di passeggeri. Il sistema aeroportuale toscano- che può diventare il terzo polo italiano- si basa sulla diversa specializzazione degli aeroporti, evitando ogni tipo di concorrenza fra gli scali che servirebbe solo a spostare passeggeri, traffico e ricchezza da Pisa a Firenze. Solo così la Toscana potrebbe fare un salto di qualità”, così Andrea Pieroni.
“Non è un mistero che da anni stiamo facendo un grande lavoro raccogliendo le sensibilità che vengono dai vari territori. Già nel 2011 ci siamo espressi su quelle che erano le valutazioni di impatto ambientale. Tutta la provincia e anche io eravamo contrari e chiedevamo valutazioni ambientali e sanitarie Oggi nella nostra proposta di risoluzione noi chiediamo e ufficializziamo un passaggio importante: Far si che si fughi ogni dubbio e che la giunta dia risposte a tutte le criticità in modo dettagliato. E con grande senso responsabilità ci impegniamo affinché le criticità si risolvano. In questo momento nostro compito è quello di vigilare che le nostre richieste vengano rispettate e che la salute dei cittadini venga tutelata. In questo risoluzione abbiamo chiesto che siano coinvolti tramite conferenza dei servizi i sindaci i cui Comuni sono coinvolti nella realizzazione dell’opera”, è quanto dichiara Ilaria Bugetti.
“Veniamo da una provincia che non ha mai fatto mistero delle problematiche legate alla realizzazione dell’aeroporto e abbiamo mantenuto una posizione critica nei confronti dell’ampliamento di Peretola. Anche i sindaci della Piana hanno fatto emergere il maggior numero di criticità. Grazie al loro tavolo attento e scrupoloso al cui primo punto c’è la salute dei cittadini. Non siamo in una fase di progetto, ma in una fase di masterplan in cui tutta una serie di approfondimenti andranno fatti sul progetto vero e proprio. Alla fin fine si mettono in gioco una serie di elementi che rendono più complesso di oggi il raggiungimento dell’obiettivo finale. Il carico urbanistico da ridimensionare nell'area di Castello che rilevava il presidente non è una cosa banale, l’istituzione dell’osservatorio non è certo secondario. La discussione vera è su quelle che saranno le condizioni per il superamento delle criticità. con le novità introdotte dalla comunicazione del presidente e dalla risoluzione presentata tutto il gruppo del PD condiziona la realizzazione dell'aeroporto ad una serie di vincoli. Siamo nelle condizioni di poter affermare che i cittadini saranno tutelati”, così Nicola Ciolini.
“Sono rimasta molto stupita per la convocazione di questa assemblea per un parere tecnico. Vi ringrazio però per aver sollecitato questo dibattito perché abbiamo potuto riaffrontare questo tema che non è nuovo, ma che ha una storia dietro se e nasce dal 2008, da approfondimenti seri. Nel 2008 c’era un gruppo di lavoro, ci sono stati poi 3 anni di approfondimento del PIT, dibattiti pubblici durati due giorni. Tutto filmato e agli atti del PIT. Dentro questa procedura c’è un approfondimento serio dal cui rapporto ambientale risulta una riduzione dell’inquinamento, fatto sempre da tecnici. Allora qual è il rischio oggi, il rischio è che questa seduta usi un parere tecnico in maniere strumentale. Non si può motivare una visione diversa basandola su pareri tecnici, strumentalizzandoli a piacimento. Non si può dire che ci sia una superficialità su questo tema, perché il procedimento che è in atto ha approfondito tutto il possibile. La serietà che la Regione Toscana ha sempre dimostrato, prevedendo con proprie leggi l’obbligatorietà del parere regionale nell’ambito del procedimento di VIA nazionale. Fino da ultimo con quanto previsto dal presidente Rossi con la riqualificazione di un’area pensata oggi come complessiva e integrata e non frammentata come successo fino ad oggi”, conclude Titta Meucci.
M5S: "Pd estraneo alla legalità"
I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle commentano la bocciatura del Consiglio regionale alle tre risoluzioni M5S che richiedevano tre obblighi di legge sul progetto di Nuovo aeroporto da 2400 metri: la Valutazione di Impatto Sanitario, il Dibattito Pubblico e il rispetto del parere n.110 espresso dal Nucleo di Valutazione dell’Impatto Ambientale.
“Il PD è ormai forza di opposizione, considerato il diktat del capogruppo secondo il quale, senza entrare nel merito degli atti presentati, i consiglieri del Partito Democratico non li avrebbero votati. Da forza di governo chiedevamo il rispetto della legge – dichiarano i consiglieri M5S - avere la Valutazione di Impatto Sanitario, il Dibattito Pubblico e il rispetto dei pareri tecnici dati dal Nucleo di Valutazione dell’Impatto Ambientale.
Ma il PD non è forza di legalità e pone qualcosa che sembra più un capriccio renziano davanti alla tutela della salute e del benessere dei cittadini della piana fiorentina. In tal senso ci sconcerta – proseguono i 5 Stelle - il voto sfavorevole dei consiglieri PD che in dibattiti televisivi e dichiarazioni stampa si sono sempre schierati contro il progetto ENAC da 2400 metri.
Li aspettiamo nei loro comuni di origine a raccontare le loro scelte consiliari su un progetto diabolico, nel senso letterale, perché divide e dividerà i cittadini dalla politica. Noi li vogliamo ascoltare – concludono i consiglieri M5S - il Partito Democratico ha deciso di no”.
Aeroporto, Marras (Pd): “Un lavoro improntato al rigore. Superare le criticità rispondendo alla complessità dei problemi”
«Come è apparso evidente dalla discussione c’è stato in questi mesi un lavoro della Regione, improntato all’assoluto rigore. Certo, ci sono state e ci sono perplessità, criticità, sensibilità anche diverse, anche al nostro interno, ma il rigore che ci siamo imposti non ha fatto sottacere nulla. Cosa c’è che ci divide? L’indirizzo politico, cioè la volontà di procedere o no a una scelta che noi riteniamo utile per Firenze e per la Toscana. E il nostro indirizzo politico contempla la forte volontà di superare le criticità. La complessità della situazione ambientale ed urbanistica esige una soluzione completa. Per questo abbiamo presentato una risoluzione estesa, completa, che comprende tutto ciò che, a nostro avviso, serve affinché si vada avanti. E’ evidente che la questione della lunghezza della pista non è dentro un indirizzo politico, ma appartiene al piano della mediazione politica. Il nostro ruolo è politico e punta a raggiungere un equilibrio, come ha detto bene il presidente della commissione Baccelli. Credo che da questo voto discenderanno molte cose concrete, ma anche e soprattutto una certa chiarezza politica. Sul piano degli indirizzi, delle capacità di attuazione dei progetti, dell’attenzione e della vigilanza che non mancherà e che anzi abbiamo sancito con la richiesta di nuovi passaggi in Consiglio da parte del presidente Rossi».
Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, dichiarando il voto favorevole del gruppo Pd alla risoluzione di maggioranza dopo la comunicazione del presidente Rossi sul nuovo progetto di aeroporto di Firenze.
Baccelli (Pd): “Andare avanti e bene. Equilibrio ambientale e urbanistico per l’area coinvolta, integrazione tra i due scali”
Procedere con la qualificazione dell’aeroporto di Peretola, intervento infrastrutturale strategico per lo sviluppo economico e sociale della Regione Toscana, per rafforzare e così consolidare quello toscano come il terzo sistema aeroportuale a livello nazionale, specializzando i due scali di Pisa e Firenze, nell’ottica di una gestione integrata: è la volontà del gruppo Pd espressa da una risoluzione, presentata in aula da Stefano Baccelli, consigliere regionale e presidente Commissione Ambiente e territorio. A questo intervento strategico si deve accompagnare una riqualificazione complessiva di tutta l’area coinvolta, attraverso un miglioramento infrastrutturale, paesaggistico ed ambientale, a partire dall’inderogabile realizzazione e valorizzazione del Parco della Piana, a molti altri interventi, come l’estensione del sistema tramviario fiorentino fino a Sesto e Campi, il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Firenze, Pisa e Prato, e molti altri ancora; monitorare lo sviluppo progettuale complessivo e garantirne un’efficace comunicazione a cittadini e enti coinvolti spetterà a un Osservatorio di controllo che comprenda le istituzioni coinvolte. Questi gli aspetti principali contenuti nell’atto presentato dal gruppo consiliare, che impegna la Giunta regionale a riferire nuovamente in Consiglio i passaggi procedurali che si intendono portare avanti per quest’opera.
“La posizione del gruppo Pd è netta. Siamo a favore del potenziamento dell’aeroporto di Firenze e vogliamo che ciò sia fatto per bene. Per questo, bisogna andare oltre la valutazione sulla singola infrastruttura e guardare a tutta l’area della Piana. L’obiettivo è raggiungere il maggior equilibrio possibile tra la salvaguardia ambientale, l’urbanistica e la celerità dei trasporti. Ecco perché, con la nostra risoluzione, impegniamo la giunta toscana a tornare in Consiglio, dopo i prossimi passaggi istituzionali, per verificare se questo maggior equilibrio è stato raggiunto attraverso gli interventi che abbiamo proposto. Siamo consapevoli inoltre dell’ importanza strategica dello sviluppo di un unico sistema aeroportuale toscano, che passa da un rafforzamento della dotazione esistente e la specializzazione delle funzioni degli scali di Pisa e Firenze, in un’ottica di gestione integrata, con l’obiettivo di consolidare quello toscano quale terzo sistema aeroportuale a livello nazionale.”, ha riferito in aula Stefano Baccelli.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





