
“Ciascuno scelga la scuola che ritiene migliore per i propri figli, ma niente ipocrisie per favore. Quante sono le donne che hanno salvato o stanno disperatamente cercando di salvare un uomo, il proprio compagno, un figlio, centinaia di migliaia in Italia, milioni nel mondo, ed allora 1-10-100-1000 volte 'La Principessa e il Drago'”: così Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana a proposito della famiglia che ha tolto la figlia dalla scuola che, nell'ambito del progetto regionale Liber* tutt*, ha questa favola fra i testi a disposizione.
“Credo passato, ha aggiunto, il tempo in cui le donne avevano bisogno di un principe che le liberasse. Oggi le donne studiano, lavorano, sono protagoniste della vita sociale al pari e forse più degli uomini, ma non sono parimenti riconosciute, è questo il problema, non altri. Faccio davvero fatica a capire chi lega il futuro dei propri figli alla loro identità sessuale tanto da temere che una favola possa metterla in discussione”.
Al progetto Liber* tutt*, ha concluso Angelini, hanno aderito 35 istituti scolastici, il mio augurio è che molti altri se ne aggiungano.
Fonte: Cgil Toscana Ufficio Stampa
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