
Per questa settimana i 'toscani in giro' che pubblichiamo 'sfuggono' alle nostre domande e si presentano in modo autonomo. Ecco solo le note anagrafiche principali: Lorenzo La Vecchia ha 21 anni e viene da Vinci, Lorenzo Cappellini ne ha invece 26 di anni e viene da Montelupo Fiorentino. La loro avventura non li ha portati a vivere in capo al mondo per fuggire dalla carenza di lavoro, ma il contrario. Come studenti della Scuola di Scienze Aziendali di Firenze sono a Guangzhou (Cina) per uno stage di 3 mesi.
"Abbiamo cominciato il nostro periodo formativo il 20 ottobre 2014 - raccontano - e come prevede il percorso della scuola, per chi decide di specializzarsi in marketing e commerciale, sono previsti 3 mesi di stage all’estero. Siamo partiti il 30 agosto dall'Italia e rimarremo qui fino al 20 novembre.
Al momento stiamo effettuando lo stage presso la Living Hardware Solution, azienda produttrice di utensili da cucina situata a Pan Yu, distretto della città di Guangzhou conosciuta con il suo nome internazionale di Canton. Nessuno studente era mai stato mandato fino a quest’anno in Cina".
Com'è vivere a Guangzhou?
Nonostante la Cina venga presentata come un paese ancora lontano dalla modernità, possiamo garantire che niente è più lontano dalla verità. Guangzhou si presenta come una città piena di grattacieli, uffici, servizi pubblici puntuali e svilppati, con una mentalità molto aperta verso tutte le novità tecnologiche che potrebbero andare a migliorarla.
Le attrazioni sono molteplici: dalla Canton Tower ai distretti finanziari, passando per gli impianti sportivi e i teatri. Non mancano supermercati che si estendono per kilometri sotto il livello della strada e luci al led che illuminano i grattacieli fornendo un bellissimo spettacolo agli occhi di chi non ci è abituato.
Nonostante questo, le periferie di Guanzhou come Pan Yu, che è il distretto in cui abitiamo noi, si caratterizzano per gli usi tradizionali cinesi, fornendo tantissimi street food (molto street, tanto che non verrebbero mai presi in considerazione da uno straniero) ai lati della strada, moto-taxi fino ad un massimo di 5 passeggeri (naturalmente senza casco) e un traffico inferocito in cui forse solo loro sono capaci a guidare.
Tutto ciò è la Cina.
Giovani ma già al lavoro: ecco cosa fanno i due ragazzi:
"Il nostro compito consiste nello svolgere il lavoro di advisors per quanto riguarda il sales department, nello specifico ci occupiamo di creare valore aggiunto in azienda cercando di migliorare i rapporti con i clienti “dormienti”: ovvero coloro che hanno avuto in passato rapporti commerciali con l’azienda che sono stati successivamente interrotti.
In un’ottica più ampia cerchiamo di comprende i processi interni all’azienda al fine di individuare quali possono essere le aeree di miglioramento e cercare di entrare nell’ottica di come funziona il mercato orientale, molto differente dai nostri canoni di business.
Per esempio lo straniero viene accolto nelle aziende cinesi con del thè verde a cui non può rinunciare, lo scambio dei biglietti da visita avviene usando entrambe le mani per porgerli all’ospite secondo le tradizioni cinesi e durante le cene di rito è vietato non accettare i brindisi di festeggiamento perché portano fortuna.
Perché proprio Canton: la Fiera dal respiro internazionale
Queste tre settimane vedono Canton diventare meta di business men provenienti da tutto il mondo dato l’inizio della Fiera di Canton. Questo evento è una grandissima opportunità per chi cerca nuovi partner commerciali o nuovi fornitori dalla Cina e non solo, dato che ci sono stand provenienti da tutta l’Asia".
In esposizione, per quasi due mesi, vi sono gli articoli più disparati: dalle ceramiche ai prodotti per la casa e per la famiglia, dagli orologi ai prodotti alimentari, dal materiale per l'edilizia ai medicinali.
"Siamo andati a visitare la fiera nel suo giorno di apertura - raccontano - e nonostante le nostre 5 ore di permanenza non siamo riusciti a vederla. Nel complesso si parla di 1.180.000 mq di grandezza.
All’interno abbiamo avuto modo di parlare con molti espositori che si sono posti interessati ad esportare i loro prodotti nel nostro mercato, ma a nostro malgrado non siamo incappati in nessun visitatore italiano. È possibile sedersi direttamente agli stand ed intavolare trattative sul posto approfittando dell’occasione".
Il futuro: come rimanere in Cina
"Vorremmo sfruttare questo periodo - continuano i ragazzi - per fare da ponte con un mondo così in espansione ma così lontano, protetto ancora dalle profonde tradizioni culturali come quelle cinesi.
In questo momento stiamo raccogliendo informazioni e contatti per alcuni imprenditori italiani ma vorremmo estendere questa grande opportunità a tutte le aziende del nostro territorio.
- Lorenzo Cappellini e Lorenzo La Vecchia
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina
- Guangzhou, Cina






















