
Gli ex presidenti della Fondazione Mps Giuseppe Mussari, Gabriello Mancini e Antonella Mansi, gli ex governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e Mario Draghi, l'ex vicedirettrice Anna Maria Tarantola, e ancora l'ex presidente dell'istituto Alessandro Profumo e l'ex direttore generale Antonio Vigni. Sono alcuni dei soggetti che la commissione di inchiesta del Consiglio regionale toscano su Mps e i rapporti con la Regione Toscana, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s), intende invitare in audizione. A darne notizia, in una nota, è lo stesso Giannarelli che sottolinea come "lo scandalo Monte dei Paschi non è un fatto solo senese, né unicamente toscano. Ha interessato la vita di centinaia di migliaia di persone e l'insieme di fatti riconducibili a questo scandalo rappresenta il cedimento di un sistema che li ha resi vittime".
Per Giannarelli "è dovere di questa commissione d'inchiesta dare a questi cittadini delle risposte sulle responsabilità politiche dietro quanto hanno subìto. Ma soprattutto è dovere mio e degli altri commissari usare la commissione per portare alla luce quel sistema in parte ancora presente e superarlo, per quanto compete la Regione Toscana e i suoi rapporti con il gruppo Monte dei Paschi di Siena". "Siamo certi di ricevere da Enrico Rossi e il resto degli esponenti del Pd convocati - aggiunge - la massima collaborazione per raggiungere gli obiettivi della commissione d'inchiesta" e "ci auguriamo infine che rispondano al nostro invito anche Mario Draghi, Anna Maria Tarantola e Ignazio Visco".
Giannarelli ricorda che il 22 ottobre apriranno la serie delle audizioni Paolo Emilio Falaschi, storico legale di parte civile nei procedimenti su Mps, e Paolo Spagnoli, ex membro del Cda di Fidi Toscana che "scoprì e denunciò il passaggio illegittimo dei Fondi Ue dalla finanziaria che la Regione Toscana condivide con Banca Mps".
MARRAS REPLICA A GIANNARELLI
«Non ho alcun dubbio sul fatto che “gli esponenti del Pd convocati” offriranno la “massima collaborazione per raggiungere gli obiettivi della commissione d’inchiesta”. Non posso chiaramente sbilanciarmi sugli impegni e le volontà del presidente della Bce, ma auspico che lui e tutte le altre personalità convocate autonomamente da Giannarelli possano prestare ascolto a un invito così istituzionale e disinteressato. Una lista di convocati, quelli del presidente della commissione, che rappresenta una rosa ampia, ottima per affrontare una lunga stagione agonistica.
Una comunicazione così prettamente istituzionale, quella di Giannarelli, che viene illustrata nei post su Facebook con la singolare immagine che accomuna Draghi, Mussari e Rossi, sormontati dalla scritta “scandalo di sistema” e con didascalia “ecco i nomi dell’inchiesta”. Ecco, se si vuole fare un’inchiesta, vera, attinente ed adeguata al nostro ruolo politico, che non è mai giurisdizionale, un sistema serio di cominciare c’è ed è quello di non farne la vetrina di propaganda dei 5 Stelle e, soprattutto, di non emettere sentenze.
Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd e vicepresidente della commissione d’inchiesta del Consiglio regionale toscano su Mps e i rapporti con la Regione Toscana, replica a Giannarelli.
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