
Il compito spetta al medico. È lui che – dinanzi a un paziente impossibilitato, temporaneamente o definitivamente e in modo più o meno grave, a provvedere ai propri interessi – deve segnalare al giudice tutelare la necessità di nominare un amministratore di sostegno. Lo prevede una legge del 2004, la n. 6, che fissa appunto questo obbligo per tutti i responsabili dei servizi sanitari e sociali.
Compito non facile, con cui hanno a che fare quanti sono direttamente impegnati nella cura e assistenza di disabili, alcolisti, tossicodipendenti, soggetti colpiti da ictus cerebrale o da demenza senile. Cifre precise non ce ne sono, ma si calcola che si tratti di almeno un paziente su dieci solo di quelli in carico agli ambulatori per i disturbi cognitivi dell’Azienda sanitaria di Firenze che sono coordinati dalla dottoressa Maristella Piccininni, neurologa a Torregalli.
È lei che ha organizzato un importante seminario che si terrà venerdì 25 settembre all’aula Muntoni dell’ospedale San Giovanni di Dio e verrà poi ripetuto il 23 ottobre all’ospedale di Borgo San Lorenzo e il 18 novembre alla biblioteca del Comune di Bagno a Ripoli.
Il seminario sarà aperto dall’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, dal direttore sanitario della Asl 10 Alberto Appicciafuoco e vi parteciperà il giudice tutelare Maria Grazia Aloisio.
Sono previste relazioni della dottoressa Gemma Brandi a cui la Asl 10 ha affidato i servizi in ambito penitenziario, di Patrizia Brandini, responsabile delle strutture socio-sanitarie dell’Azienda sanitaria, del dottor Alessandro Weber medico di medicina generale, dell’avvocato Massimo Bigoni, del direttore della Società della salute di Firenze Andrea Francalanci, Direttore SdS Firenze, del Presidente di A.I.M.A. Manlio Matera.
I medici, gli infermieri e gli assistenti sociali che partecipano al seminario verranno informati sulle implicazioni legate alla nomina (o alla mancata nomina) dell’amministratore di sostegno per il paziente di cui si sospetta un deficit volitivo e/o cognitivo e sugli gli aspetti sanitari, giuridici e sociali della normativa, per evitare il rischio che incorrano in responsabilità giuridiche, ma anche per essere quanto più possibile i garanti di quel sentimento di reciproca fiducia e benevolenza che sta alla base dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente.
La legge che introduce l’amministratore di sostegno è stata una vera e propria rivoluzione istituzionale che ha confinato in uno spazio residuale i desueti istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione. Scopo della legge è quello di coadiuvare tali persone mediante un amministratore che dia loro sostegno al fine di affrontare problemi concreti come: acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro.
Fonte: ASL Firenze - Ufficio Stampa
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