Casaggì contro l'Anpi: "La smetta di incitare all'odio e di negare le Foibe"

Apprendiamo dagli organi di stampa che l’Anpi, l’associazione dei partigiani che gode di finanziamenti pubblici ed elargisce patenti di democrazia, avrebbe dichiarato inaccettabile la nostra presenza sul territorio della Valdisieve. Vorremmo sgomberare subito il campo da ogni equivoco, anche per evitare ulteriori sollecitazioni emotive nel caldo torrido e destabilizzante di questi giorni: noi, a casa nostra, abbiamo tutta l’intenzione di continuare a starci e a farci politica. Purtroppo l’esilio è una pratica in disuso da qualche anno e i paladini della libertà dovranno sopportare la terribile presenza di chi, in barba alla storia, continuerà a calpestare il suolo della Valdisieve.

Non abbiamo voglia di rispondere ai solerti guardiani dell’antifascismo in merito al nostro diritto di esistere e alla nostra pericolosità, da loro richiamata, perché sarebbe oltremodo svilente doversi giustificare con chi non meriterebbe neanche queste poca considerazione: troviamo pericoloso, quello davvero, l’atteggiamento di chi si permette di lanciare allarmi del tutto immotivati, soffiando sul fuoco dell’odio politico e alzando la tensione, invocando repressioni e sbandierando un neanche troppo celato istinto di intolleranza delle idee altrui. Uno strano concetto di libertà, il loro: si ferma sempre dove finisce il confine della loro egemonia culturale, valoriale e politica.

Troviamo anche di pessimo gusto il definire “revisionista” la nostra attività in ricordo dei martiri delle foibe, con la quale da anni ricordiamo migliaia di vittime innocenti. “Revisionista”, semmai, è l’attività di chi continua a negare o sminuire una tragedia che il nostro Stato ha voluto riconoscere con una giornata dedicata. Ma comprendiamo che per i partigiani non sia facile ammettere un crimine atroce compiuto da altri partigiani.

All’Anpi ci permettiamo di dare un consiglio: siamo nel 2015 e la guerra civile è finita molti, molti anni fa. Pensate ai vostri connazionali che non arrivano alla fine del mese, ai tanti italiani colpiti dalla crisi, dai contratti a termine, dalla crisi economica, dal declino etico e morale che affligge questa Nazione, ormai privata di una sovranità popolare, nazionale e monetaria. Se volete difendere la libertà non prendetevela con dei ragazzi che cercano di dare un contributo nella direzione della giustizia sociale, ma prendetevela con chi sfrutta, chi umilia e con chi affama il nostro popolo.

Fonte: Casaggì

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