
Fedeli: "Dalla cultura nascono le energie per reagire alla crisi"
Un riconoscimento “non scontato”, ad un figlio di Toscana che parla al mondo e al futuro, raccontando a tutti la sua terra e l’operare dell’uomo sulle colline, tra i cipressi. Il Gonfalone d’argento a Giuliano Ghelli arriva nel giorno in cui si chiude la personale dell’artista in palazzo Panciatichi, “50 anni in viaggio tra pittura e scultura”. A consegnare il massimo riconoscimento il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuliano Fedeli, presente con un altro componente dell’Ufficio di presidenza, Marco Carraresi. Ad introdurre la cerimonia, alla quale è intervenuto anche il consigliere Enzo Brogi, il presidente della commissione Cultura del Consiglio Nicola Danti, che aveva inugurato anche la mostra lo scorso 8 novembre.
Fedeli richiama “originalità e freschezza” di un tratto, quello di Ghelli, cui si deve il logo della prima Festa della Toscana, nel 2001; da allora, dice, riconosciamo un “filo conduttore fra istituzioni e cittadini”; in quei colori densi, nelle finestre spalancate “tra pittura e mondo”, c’è “un messaggio positivo, di apertura e di novità; da qui nascono le energie per reagire”. Fedeli rimarca che “nei momenti di crisi non c’è cosa più sbagliata che tagliare sulla cultura”, perché è da lì, dall’intelletto, che possono venire soluzioni per smuovere in meglio l’ordine delle cose.
Tra le peculiarità nella pittura del maestro c’è l’arcobaleno, continua il vicepresidente; il Paese che per eccellenza è stato definito “Nazione arcobaleno”, il Sudafrica, oggi piange la scomparsa di Nelson Mandela. “Un gigante umano che con il suo esempio di vita ha segnato la storia del mondo”, dichiara Fedeli che conclude: “Il nostro Gonfalone d’Argento consegnato oggi a Ghelli è in buone mani”.
Da Nicola Danti il richiamo alla capacità dell’artista di “trasmettere la Toscana al mondo dandone un tratto distintivo”; il gonfalone è “un dovere, un atto dovuto a un figlio della nostra terra”. Dentro le tele e nelle terracotte dell’artista si coglie “una prospettiva di speranza per il nostro tempo”, si risponde al bisogno “di sognare, sperare e lottare per un mondo migliore”. Nelle finestre dei quadri di Ghelli, ha aggiunto Danti, c’è “l’affaccio su una società diversa, migliore”.
Ghelli ha ammesso “un’emozione particolare, perché questa è una terra particolare”. Speciale in tutto, secondo l’artista che ha ripetuto di avere in Toscana “le radici” e un “piccolo magone quando sono fuori, per la necessità di tornare”. Ma anche perché qui “è diverso dalle altre regioni: anche i bambini si donano completamente e alla fine scappa fuori la battuta”, perché sono toscani “anche loro”; perché “le colline sono quelle che vedo a San Casciano, ma sopra c’è l’opera dell’uomo, la prosecuzione e la memoria, l’indirizzo per le generazioni nuove”. E perché basta fare un giro per l’artigianato artistico e vedi “la storia nelle mani degli artigiani”. I colori sulla tela, nel tempo, si sono fatti “sempre più forti per dare un segnale fortissimo di energia e fiducia”.
Alla cerimonia di conferimento è intervenuto anche l’attore Antonio Petrocelli. (Cam)
Fonte: Toscana Conisglio Regionale
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