"I container della vergogna a San Rossore": Sel attacca "la cultura dello scarto"

Nel tempo in cui i migranti ammassati a Ventimiglia e il muro deciso dal governo fascistoide d'Ungheria al confine con la Serbia spaccano le ragioni stesse dell'unità europea, nei giorni in cui la legittimità democratica del governo di Alexis Tsipras è sottoposta alle forche caudine del liberismo teutonico, la vicenda dei profughi e richiedenti asilo ammassati in roventi container a san Rossore è una pessima pagina per la nostra città. Abbiamo piena coscienza del tempo in cui avviene questa vicenda: siamo negli anni in cui un pezzo di classe media italiana, impoverita dalla crisi e dalle pessime scelte economiche dei governi di larghe intese, fa sfociare la propria sfiducia nell'indifferenza verso la politica, nell'astensionismo, nel voto alla Lega Nord di cui Matteo Salvini disegna una prospettiva dominata da paura per l'accoglienza e rifiuto.

Il rifiuto dello straniero e il respingimento del profugo, accusato di togliere agli Italiani quei pochi soldi rimasti sul versante delle politiche sociali: ecco le parole guida della nuova destra. Le risposte fornite dal governo a guida Partito Democratico sono timide, insufficienti, inefficaci. Il taglio alle risorse che gli Enti Locali spendono per fornire politiche di welfare ha acuito la guerra fra “nuovi poveri”, migranti, ceto medio impoverito. Ecco perché l'appuntamento proposto dalle associazioni pisane – la passeggiata nel parco di san Rossore contro i container e per la dignità – è un appuntamento che Sinistra Ecologia e Libertà sostiene e cui prenderemo parte convintamente.

L'accoglienza non è solo facile retorica, ma la chiave di lettura di una società che, per superare la crisi sociale ed economica, integra nuovi cittadini nel suo tessuto per costruire, insieme, le sfide del futuro. Esigiamo, insieme alle associazioni e alle forze politiche che sostengono tale iniziativa, che si adottino soluzioni alternative che tengano concretamente conto della Convenzione di Ginevra sul diritto d'asilo.

Noi ci battiamo per una società in cui la dignità della persona batte la cultura dello scarto, fortemente denunciata da Papa Francesco nella sua ultima enciclica: quando gli esseri umani diventano oggetto di profitto ed eccedenze del capitale, da farcire (al massimo) di mero assistenzialismo o da respingere perché “parassiti”, la società crolla e la paura dà spazio alla morte della giustizia e della solidarietà. Quando le associazioni pisane parlano dei siti sfitti e inutilizzati come soluzioni alternative ai “container della vergogna”, esprimono un punto fondamentale e che condividiamo appieno: il riuso nel nome dell'utilità sociale dell'immenso patrimonio inutilizzato delle nostre città è lo strumento cardine per riaprire la partita dei diritti nel tempo in cui lo Stato e gli Enti Locali tagliano in modo incessante il budget per le politiche sociali.

Noi ci battiamo per questo modello di società e, in tale lotta, faremo sì che siano tante e tanti i cittadini che vorranno condividere questo appello e che Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali eletti con la nostra comune lista Si – Toscana a Sinistra, possano portare questa battaglia in seno alle istituzioni regionali, depositarie di molti poteri in materia di welfare e diritti. Non esiste “nuova sinistra”, non esiste proposta di cambiamento senza la centralità nella propria agenda per nuove politiche di integrazione sociale e cittadinanza.

 

Paolo Fornai, coordinatore SEL Pisa Città, Simonetta Ghezzani, capogruppo consiliare SEL Pisa Città, Ettore Bucci resp. welfare, diritti e nuove generazioni SEL Pisa Città

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