
"Difendiamo i nostri figli" è il titolo della manifestazione nazionale che si terrà sabato 20 Giugno 2015 alle ore 15.30 a Roma, in Piazza San Giovanni. Scopo di questo evento, promosso da molte associazioni e da cittadini di diverso credo, è quello di far conoscere e denunciare all’opinione pubblica il diffondersi, nella cultura e nella scuola italiane, della cosiddetta “ideologia gender” e affermare – laicamente e su un piano di ragione – il valore sociale della famiglia naturale.
Anche Papa Francesco più volte ha messo in guardia dalla colonizzazione ideologica del “Gender” indotta dalla globalizzazione, che ha paragonato alle dittature totalitarie del secolo scorso, definendola "un errore della mente umana”. Il gender (termine inglese che significa “genere” e che si contrappone a sex, che indica il sesso maschile o femminile) è un fenomeno che deriva dai movimenti femministi radicali della fine del XX secolo. Secondo le teorie che si rifanno agli studi di genere, la sessualità umana non dipende dalla natura, non esistono differenze tra maschi e femmine, l’identità sessuale è frutto di condizionamenti culturali e si può quindi scegliere e cambiare anche più volte genere a prescindere dal proprio sesso biologico. Agire sulla base del sesso biologico sarebbe discriminante e oggi non si parla più di due sessi ma di svariati generi. Dai 5 più noti (Lesbica, Gay, Bisessuale, Transessuale, Intersessuale) deriva la sigla LGBTI. Ma i generi sono sempre in aumento (ad esempio su Facebook oggi si può scegliere tra ben 56 generi).
L’”eterosessualità” viene presentata quindi come norma culturale imposta dalla società. La diffusione di queste teorie comporta il rischio di una precoce sessualizzazione, di confusione nella crescita psicologica, nello sviluppo dell’identità affettiva e sessuale. Queste teorie sono quasi di casa nelle scuole, attraverso numerosi progetti di educazione “alle differenze” o contro il bullismo omofobico promossi da associazioni, istituzioni pubbliche e proposte di legge sull’educazione di genere che si presentano con il condivisibilissimo fine di combattere le discriminazioni. E prevedono già da 0 a 4 anni, per esempio, la masturbazione infantile precoce. Molte famiglie ne denunciano le conseguenze negative sui propri figli. Numerosi gli obiettivi di queste teorie, lo scardinamento del matrimonio tra uomo e donna e della famiglia stessa, la legittimazione del matrimonio omosessuale e del diritto di adozione da parte di coppie omosessuali, la diffusione della pratica dell’utero in affitto, l'adozione di leggi che limitano il diritto di opinione e di espressione, la fluidità dei modelli sessuali, l'educazione sessuale nelle scuole priva di fondamenti scientifici, e senza un pieno coinvolgimento delle famiglie. All'insaputa dei più, il gender si sta diffondendo a fino a diventare “pensiero unico”. Viene imposto dai vertici di numerose organizzazioni transnazionali come battaglia di progresso a favore dei diritti della popolazione LGBT e delle donne, senza che sui contenuti e obiettivi si avvii una democratica discussione politica e culturale. Chi denuncia la criticità di tutto ciò non lo fa perché è omofobo, oscurantista o bigotto. Ma si vuol far credere questo, per chiudere la bocca a chi la pensa diversamente. Si usano concetti di tolleranza e diritti umani, per confondere.
Vere e proprie attività di lobbying tentano di imporre questo pensiero per forzare provvedimenti legislativi che rimodellino l’istituzione del matrimonio, della famiglia, della persona e della società. Respingiamo questi metodi e modelli, specie se danneggiano i più piccoli. Ai bambini serve crescere con riferimenti stabili, non fluidi; in una cornice di ragione e non di ideologia, e senza venire ipersessualizzati. Alla società serve la famiglia, fondata sulla naturale complementarietà tra sessi. Essa viene prima dello Stato stesso e ne è il fondamento. Lo Stato, pur dovendo garantire i diritti di tutti i cittadini, deve riconoscerla come tale. Con le sue fragilità, essa resta l’istituzione più adatta ad assicurare la stabilità del patto sociale, il mantenimento delle generazioni, il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un babbo. Per partecipare alla manifestazione di sabato prossimo, la parrocchia di San Nicola ha organizzato cinque pullman. È possibile ancora aderire, chiamando il numero 3485607388. Insieme ribadiamo che: I bambini hanno il diritto a non essere confusi riguardo alla loro identità sessuale, con teorie prive di qualsiasi validità scientifici I bambini hanno il diritto di crescere con una mamma e un papà Il matrimonio è riconosciuto dallo Stato come l’unione di un uomo e di una donna, potenzialmente aperta alla generazione di figli Nessun’altra unione può essere equiparata alla famiglia formata da un uomo e una donna (i diritti delle persone omosessuali possono essere garantiti con altre forme giuridiche, diverse dall’istituto matrimoniale).
Moltissime saranno anche le partenze dalla Toscana. Ad oggi per esempio questi sono i pullman già previsti
- PISA sono già stati organizzati 6 Pullman , altre 50 persone arriveranno a Roma in macchina.
- Da S. Maria a monte, Località Cerretti, un ulteriore Pullman con 60 persone
- Da VIAREGGIO sono stati organizzati 1 Pullman
- Da EMPOLI sono stati organizzati 2 Pullman
- Da PISTOIA sono stati organizzati 1 Pullman
- Da SCANDICCI sono stati organizzati 4 Pullman
- Da MASSA sono stati organizzati 1 Pullman
- Da Pontemoli sono stati organizzati 1 Pullman
- Da POGGIBONSI sono stati organizzati 3 Pullman
- Da SIENA sono stati organizzati 1 Pullman
Fonte: Ufficio Stampa
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