
Il 5 giugno 2015 si è svolta la giornata nazionale di mobilitazione della scuola, e tutta la toscana ha aderito con mobilitazioni e manifestazioni: ad Arezzo, Livorno e Pistoia si sono svolte delle fiaccolate per le vie cittadine nella serata, a Firenze e Livorno concerti Live con varie iniziative, a Piombino si è svolto un FLASH-MOB a Pisa una manifestazione in piazza e a Siena un’assemblea pubblica. Anche Lucca, la città del ministro Giannini, all’istruzione, ha aderito in gran stile a tale mobilitazione, nel pomeriggio, per le vie della città il Coordinamento delle scuole di “Lucca e Dintorni” ha effettuato volantinaggio dalle 17.00 per sensibilizzare la cittadinanza tutta delle motivazioni di queste agitazioni che investono il mondo dell’istruzione, contro il provvedimento chiamato della “Buona Scuola”.
Un disegno di legge che aggrava pesantemente la situazione della scuola pubblica, e portata avanti dal Governo Renzi senza prendere minimamente in considerazione l’ enorme dissenso che permea tutto il mondo scolastico. Non sono infatti solo gli insegnanti ad esser in stato di agitazione, ma anche i collaboratori scolastici, per i quali è previsto un taglio di 2000 unità circa, a fronte di 4000 pensionamenti, creando così di fatto un buco di 6000 posti, in un mondo dove già con grande difficoltà ed affanno si riescono a svolgere tutte le mansioni. Anche gli studenti partecipano alla protesta, per loro si prospetta un futuro di lavoro gratuito alle aziende prestato per 400 ore annue, sottratte all’insegnamento in classe, laboratoriale o a progetti.
Sempre per gli studenti si perderà il diritto ad avere una docenza di qualità, infatti gli insegnanti neo assunti (i famosi 100.000, che con le regole decise unilateralmente dal Governo, escludono 200.000 persone con esperienza pluriennale dal mondo dell’insegnamento) saranno destinati per un 52% ad insegnare la materia che gli compete, e per un 48% in quello che si chiama l’organico funzionale, verranno cioè “scelti dal super-preside-padrone-sceriffo, e gli potranno essere conferiti incarichi progettuali, od insegnamento di materie “Affini” per cui non hanno un abilitazione e quindi le competenze reali di insegnamento. Alle ore 19.00 si è svolto un apericena in piazza Napoleone con cibo, bevande e intrattenimento musicale, per manifestare il dissenso e la preoccupazione per tutte le questioni riguardanti questa controriforma, nel disegno di Legge non si prevedono infatti investimenti reali nel mondo della scuola, né per l’edilizia scolastica, né per la messa in sicurezza degli stabili, mentre in tutta italia crollano soffitti.. Si prevede però uno sgravo fiscale per le scuole private, che dovrebbero esercitare, secondo la costituzione, senza oneri per lo stato, ma di fatto non lo fanno, ricevendo anche da questo governo finanziamenti in questo senso. Alle 21.00 poi, tutte le sigle sindacali hanno indetto una Passeggiata sulle mura Urbane, con un lumino in mano, a manifestare contro il funerale della scuola pubblica, con la partecipazione di circa 350 insegnanti.
Lucca ieri si è mossa per chiedere un decreto stralcio per l’assunzione dei precari, che, come sentenzia la corte europea, hanno diritto tutti alla stabilizzazione, e non solo una parte, dilazionati su più anni. Lucca Chiede a gran voce investimenti reali nel mondo della scuola, con conseguente pensionamento di chi ha maturato i diritti, e allargamento dell’organico, in modo da rendere reale e fattibile quella che si chiama “didattica personalizza”, per un miglior insegnamento, e per realizzare la scuola dell’inclusione, nei riguardi della disabilità, che nel disegno di legge compie gravi discriminazioni, non coprendo tutte le ore di sostegno per cui si prevede la richiesta nei prossimi anni, e demandando ad agenzie esterne tale compito, con rischio reale di far diventare la scuola un “parcheggio” per gli alunni con disabilità, o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Bisogni Educativi Speciali. Insomma, anche Lucca si mobilita contro “la Buona scuola” di Renzi e della Giannini, e lo fa in grande stile, ribadendo il suo NO alla riforma e il suo ritiro.
Fonte: ufficio stampa
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