Rossi risponde alla Confesercenti: "Priorità credito e nuove regole per orari". Il candidato di zona Sostegni consegna la lettera a Cantini

(foto gonews.it)

Il presidente Enrico Rossi ha affidato a Enrico Sostegni, segretario Pd Empolese Valdelsa, e candidato al consiglio regionale nel collegio Firenze 3, la risposta alla lettera che Confesercenti gli aveva consegnato il 22 aprile quando Rossi è stato in visita nell’Empolese Valdelsa.

Ieri a Empoli si è tenuto un incontro nella sede empolese di Confesercenti e in quella occasione Sostegni ha consegnato brevi manu la lettera di risposta a Lapo Cantini, responsabile Confesercenti Empolese Valdelsa.

Il presidente Rossi ha accolto le istanze della categoria e oltre a rivendicare ciò che la Regione in questi anni ha fatto per normare e tutelare il commercio, si è anche impegnato, qualora venga rieletto a farsi portavoce delle necessità dei cittadini premendo affinché il Parlamento approvi dei limiti orari (la normazione della aperture domenicali non è di competenza regionale ma statale ndr).

Sulla riforma della normativa dei saldi Rossi ha sottolineato che tutte le decisioni prese sono frutto di discussioni e accordi con gli operatori del settore e le associazioni di categoria. Si è detto però disponibile a discutere ancora sul tema e se verrà rieletto afferma: «…continuerò ad impegnarmi per garantire la tutela anche delle piccole realtà commerciali e dei negozi di vicinato, vera risorsa per il nostro territorio».

Confesercenti si è dichiarata soddisfatta della risposta del presidente poiché sono state individuate delle priorità importanti per la categoria, che dovranno però essere approfondite all’indomani delle elezioni regionali.

La lettera consegnata al presidente Rossi

Gentile Governatore,

Gli ultimi 5 anni sono stati molto difficili e complicati per la nostra categoria, quella del piccolo commercio tradizionale.

Come solo adesso forse si comincia a comprendere la crisi l’hanno causata gli altri, i grandi banchieri, l’alta finanza, chi ha inventato e si è arricchito con i derivati e i mutui subprime; ma poi le “bastonate” quelle vere, sono arrivate a noi, al piccolo commerciante e lavoratore autonomo che tutte la mattine tira su il bandone e con l’incasso quotidiano cerca di far vivere decorosamente la propria famiglia.

Come se ciò non bastasse, siamo stati ( come al solito!) anche gli unici, a subire le pesanti conseguenze di processi di pseudo-liberalizzazione che, specialmente su orari e nuove aperture GDO hanno definitivamente compromesso i già precari equilibri della nostra struttura distributiva.

Noi le riconosciamo, Caro Governatore, di essersi adoperato, spingendosi fino al conflitto di attribuzione con l’Esecutivo in carica ( e con quelli precedenti) per ripristinare, in tali materie, l’esistenza di pochi, ma efficaci principi normativi.

Ma, almeno finora, tutto è stato vano, la Corte Costituzionale, in questo Paese, purtroppo per noi, non solo ritiene di difendere le Pensioni d’Oro, ma appellandosi al concetto di libera concorrenza, anche i grandi potentati economici che investono in Outlet e GDO.

E a noi, che alla fine, di queste cose capiamo fino ad un certo punto, a noi che fino a prova contraria manteniamo, ancora oggi, un fondamentale servizio di presidio del territorio, chi pensa veramente?

Caro Governatore, noi non chiediamo molto anzi, a dire la verità non sono più di quattro le cose che ci interessano davvero:

Torniamo alle regole del gioco

Norme certe e trasparenti su orari ed aperture domenicali, programmazione apertura Outlet e Grande Distribuzione

Senza lilleri un si lallera

Nuovi strumenti di facilitazione del credito che diano finalmente una boccata d’ossigeno alla stragrande maggioranza delle Pmi commercio, turismo, servizi

Saldi veri

Riforma della normativa sui saldi, con posticipo data di inizio invernale ed estiva

Non solo Start UP

Aiuti concreti, anche di carattere economico, per piccole imprese ed aggregazioni commercianti che operano nei nostri centri storici ed urbani.

Negli ultimi tempi e, sinceramente non sappiamo spiegarci perché, si parla solo di Start Up, innovazione tecnologica, APP di vario genere e tipo.

Benissimo, nulla quaestio, e noi certo non vogliamo fare come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma talvolta un po’ più di attenzione, per esempio, per i pochissimi punti vendita abbigliamento plurimarca rimasti nei nostri centri storici non guasterebbe.

Governatore, in bocca al Lupo per la sua campagna Elettorale, noi confidiamo tenga in considerazione queste poche righe scritte forse un po’ di getto, ma che, ci creda, rappresentano bene, in questo momento, il nostro particolarissimo stato d’animo.

Cordialmente,

I commercianti Empolese-Valdelsa

La risposta del presidente

Gentilissimi
Mi trovo a darvi una risposta un po’ in corsa tra i vari appuntamenti della campagna elettorale, ma spero ugualmente di essere esaustivo. Conosco molto bene, purtroppo, la situazione di crisi che attanaglia il commercio locale, non soltanto nell’empolese Valdelsa ma in tutta la Toscana.

Già nella scorsa legislatura abbiamo attivato o predisposto all’attivazione alcuni strumenti in aiuto delle piccole e medie imprese e dei negozi di vicinato, sia per le nuove che per le realtà già esistenti.
Senza volermi troppo dilungare in un elenco di norme, non posso non citare ad esempio:

 la Legge finanziaria regionale 2012 (articolo 31 bis) per “Emergenza microimprese: bando per piccoli prestiti”, che garantiva un prestito agevolato da 5000 a 15.000 euro, a tasso zero e con restituzione da 36 a 60 rate mensili posticipate, e con il pagamento della prima rata dopo un anno dalla concessione del finanziamento.
 Il Bando Par Fas per "Aiuti agli investimenti delle imprese commerciali" del 2012 e il Bando Par Fas per "Aiuti agli investimenti delle imprese commerciali di vicinato" del 2013, che concedevano un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 75% dell'investimento ammissibile, nel limite massimo di 80.000 euro il primo e 120.000 euro il secondo, per lavori di ampliamento e ristrutturazione delle strutture delle attività commerciali
 Il Bando Prse 2012-2015 - Par Fas 2007-2013 "Fondo rotativo per aiuti agli investimenti delle imprese del commercio, turismo, cultura e terziario”, per cui era possibile fare domanda fino ad aprile 2015, che prevedeva misure simili ai bandi Par Fas precedenti con in più l’opzione di poter utilizzare i finanziamenti non solo per opere di ristrutturazione e ampliamento, ma anche per l’acquisto e costruzione di nuove strutture.
 I bandi Por Creo Fesr 2007-2013 "Fondo di garanzia - Sostegno agli investimenti dei settori commercio, turismo, cultura e terziario" e Por Creo Fesr 2007-2013 "Fondo di garanzia - Sostegno alla liquidità delle PMI dei settori commercio, turismo, cultura e terziario" tutt’ora attivi (http://www.regione.toscana.it/creo) per agevolare l'accesso al credito per la liquidità delle imprese, con la concessione di garanzie sia per singole imprese che gruppi.
Oltre alle difficoltà legate all’acceso al credito e alla disponibilità di liquidità, la vostra lettera mi poneva delle domande in merito alle decisioni su aperture domenicali anche in relazione con la grande distribuzione organizzata, e sulla normazione dei saldi.
Per quel che riguarda la normazione delle aperture domenicali, purtroppo vi è una totale mancanza di competenza regionale in materia. Infatti la Corte Costituzionale ha attribuito la materia degli orari alla “tutela della concorrenza” e non al “commercio”, confermando la competenza statale, e ha bocciato le leggi regionali (tra cui quella toscana). Attualmente gli orari sono disciplinati unicamente dall'art. 3, comma 1, del D.L. n. 223/2006, convertito in legge dalla L. n. 248/2006, che esclude ogni obbligo di rispetto di orari
di apertura e chiusura giornaliera nonché di chiusura domenicale e festiva o della mezza giornata infrasettimanale. La Regione ha già provato a farsi portavoce delle esigenze dei territori con una una proposta di emendamenti che prevedeva, oltre a 6 domeniche o festività di chiusura obbligatoria stabilite a livello nazionale, altre 6 giornate da individuare a livello regionale, anche differenziandole in relazione alle esigenze e caratteristiche dei territori, per evitate, tra l'altro, rischi di situazioni di concorrenza tra comuni vicini. Si prevedevano inoltre sanzioni da irrogare in caso di violazione degli obblighi di chiusura, e si
rimarcava inoltre l'esigenza, da affrontare con gli strumenti e nelle sedi opportune, di affrontare il tema della turnazione e della retribuzione del lavoro domenicale e festivo.

La nostra proposta non ha avuto alcun seguito legislativo; l'intenzione, se verrò rieletto, è di continuare a farmi portavoce delle necessità dei cittadini premendo affinché il Parlamento approvi dei limiti orari.

Per quel che riguarda il periodo dei saldi, si è giunto a stabilirlo dopo lunghe discussioni e accordi con gli operatori del settore e le associazioni di categoria. Si tratta di soluzioni recenti e ci siamo lasciati aperti di verificare quali siano stati i risultati prodotti dall'anticipo dell'inizio dei saldi invernali e trovare soluzioni e date condivise, proprio per evitare, come dicevate voi, che i saldi perdano la loro valenza originaria, ossia quella di vendita straordinaria che serviva a liberarsi dell'invenduto della stagione appena trascorsa e vengano invece effettuati a inizio stagione. Inoltre controlleremo a livello interregionale per evitare lo spiacevole fenomeno degli spostamenti dei consumatori tra Regioni confinanti, che si registra di frequente, soprattutto quando alcune Regioni anticipano le date di inizio dei saldi, incuranti degli impegni assunti.

Va peraltro aggiunto che, mentre la legge toscana vieta lo svolgimento delle vendite promozionali nei trenta giorni antecedenti i saldi per i prodotti soggetti a saldo, altre Regioni non pongono limitazioni alle vendite promozionali, che si trasformano, sovente, in un saldo “camuffato”, con scarsa tutela della
concorrenza. Se verrò rieletto, continuerò ad impegnarmi a fianco delle associazioni di categoria per garantire la tutela anche delle piccole realtà commerciali e dei negozi di vicinato, vera risorsa per il nostro territorio.

Un saluto
Enrico Rossi

Fonte: ufficio stampa

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