
"Dall’Assemblea tenutasi martedì 21 aprile presso la sede Citroen di Empoli, presieduta, come da comunicazioni precedenti, dal Sindaco Alessio Falorni in qualità di delegato alle attività produttive dell‘unione dei comuni, possiamo dire di essere arrivati ad un chiarimento necessario per la categoria.
La categoria Acconciatori/estetiste/tatuatori, ormai da diverso tempo, a seguito di cambiamenti del mercato derivanti dalla crisi, si è trovata dinanzi a diverse problematiche.
L’Abusivismo sempre più dilagante, la diatriba dell’apertura dei negozi che trova divisa la categoria tra chi caldeggia la liberalizzazione dell’orario, e chi invece preferisce la disciplina di un orario di lavoro più consono all’area in cui lavora e al tempo di crisi.
La liberalizzazione dell’orario di lavoro è vista dalla maggioranza della categoria sfavorevole e questa è stata l’espressione inequivocabile data dalla maggioranza delle imprese che si sono presentate all’assemblea.
Le motivazioni addotte sono diverse pur avendo come denominatore comune due fattori principali: la crisi economica e i cambiamenti del vissuto quotidiano.
Chi preferisce il mantenimento dell’attuale orario ritiene che, un orario libero, non cambierebbe di fatto l’introito della propria impresa ma, anzi, le spese potrebbero essere molte di più, dovendo impegnare del personale fuori dell’orario di rito con pagamento di straordinari e spese di gestione del negozio, e poiché prevalentemente, questa tipologia di attività è svolta dal genere femminile, sacrificando maggiormente la famiglia.
Chi invece sarebbe favorevole alla liberalizzazione vede, questa , come una opportunità in più per andare incontro ai clienti che, avendo anche loro modificato la tipologia della propria occupazione lavorativa, potrebbero trovare più agevole una apertura svincolata da orari predefiniti. Quindi più disponibilità da parte dell’esercente vuol dire più probabilità e opportunità di lavoro. E visti i tempi e le tasse che pesano sulle loro imprese, questo potrebbe dire avere più disponibilità economica per far fronte ai pesanti impegni fiscali e di gestione della loro attività.
E’ bene dire che la maggioranza della categoria corrisponde alla maggioranza delle imprese che hanno ritenuto giusto rispondere al questionario.
Per la prima volta il questionario è stato spedito a tutte le imprese del settore del territorio, associati alle associazioni di categoria e non associati a nessuna associazione di categoria.
Su un totale di 350 imprese del settore, le risposte ottenute non sono state del 100% ma del 30% di esse. Le motivazioni potrebbero essere diverse ma, avendo inviato il questionario a TUTTI o per posta o per mail o telefonando riteniamo di doverci sentire in obbligo verso chi ha creduto importante l’indagine e quindi risposto e, laddove non si è ricevuta risposta considerare questa decisione comunque come risposta.
Detto questo in premessa, dall’assemblea possiamo dire di essere usciti soddisfatti per l’impegno che il Sindaco Alessio Falorni ,a nome dell’UNIONE DEI COMUNI, ha dichiarato, voler combattere l’Abusivismo, usando gli strumenti che attualmente hanno a disposizione i Comuni, come il programma Tosca , per un controllo incrociato dei dati economici/finanziari /reddituali dei cittadini, usando la lista dei nomi degli abusivi già segnalati in precedenza, ristabilendo il tavolo con gli enti preposti al controllo (ASL, INPS, GUARDIA DI FINANZA, INAIL, ISPETTORATO DEL LAVORO, VIGILI) e creando una corpo di vigili atti al solo controllo sul territorio.
Si vuole tranquillizzare comunque la categoria sulla possibile elasticità di orario di apertura dei propri locali, dicendo che l’orario delle 53 ore settimanali può essere distribuito, a proprio piacimento, nell’arco della giornata, tra le ore 7 e le ore 22; che l’orario definito deve obbligatoriamente essere apposto sulla vetrina ben visibile all’esterno e che, se CASUALMENTE un cliente si dovesse trovate all’interno del proprio locale, anche dopo l’orario stabilito, per eventuali problemi , questo non deve e non può essere inteso come un “fuori regola” contrariamente a chi invece in MANIERA SISTEMATICA e non conforme alle regole, supera l’orario di apertura, creandosi il suo personale ampliamento d’orario.
Il Sindaco Falorni inoltre ha dichiarato che, l’Unione dei Comuni ha un Regolamento comune e unitario per tutto quello che interessa le attività in questione ma per quello che concerne l’orario di lavoro e quindi di apertura dei negozi, inoltrerà all’UNIONE dei Comuni e quindi a tutti gli 11 Comuni del territorio, un Atto di indirizzo a quali i Comuni dovranno attenersi. Fatto è, comunque, che essendo un atto che non ha una validità cogente, ogni Comune potrebbe decidere soluzioni diverse, sentite comunque le Associazioni di categoria. Questo vale sia per l’orario di lavoro, che per le chiusure estive, per i Patroni e per le altre festività tradizionali.
In conclusione possiamo dire che la categoria ha ottenuto: un forte controllo contro l’abusivismo in TUTTE LE SUE FORME, attraverso l’impegno dei comuni che diventano interlocutori principali con gli Enti preposti al controllo sul territorio, (auspicato da tempo) e il mantenimento dell’orario in vigore.
Il punto è fatto almeno per un periodo di tre anni. Ora sta alla categoria avvalersi di una unità di intenti, di collaborazione".
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