Immigrazione, Bongiovanni (Pd): "I Comuni devono essere coinvolti nell'accoglienza"

Patrizia Bongiovanni

"Aspettiamo nuovi sbarchi e nuovi migranti -afferma Patrizia Bongiovanni, architetto, consigliere comunale del PD - che arriveranno anche nella nostra Regione. Ancora una volta il problema, ormai noto, si pone come emergenza: le persone rischiano di venire spostate come pacchi, senza alcuna progettualità e senza una regia tra prefetture ed enti locali che si preoccupi di loro, tanto da creare situazioni emergenziali e critiche che fanno percepire ai cittadini italiani un senso di insicurezza".

"L'accoglienza deve uscire dallo schema dell'emergenza e deve essere un'accoglienza dignitosa. È assurdo che delle persone arrivino su un territorio senza che le istituzioni o gli enti locali ne siano a conoscenza. La disinformazione crea luoghi comuni che alimentano la paura, per cui chi paga il prezzo più alto sono le persone che vengono in Italia in cerca di aiuto.

La Regione Toscana - continua Bongiovannni - ha indicato in cinque punti le modalità per far fronte alla nuova drammatica emergenza umanitaria rappresentata dalla migliaia di profughi che tentano di raggiungere l'Europa: limitata nei numeri, da realizzare in piccole strutture, fondata su criteri di reciprocità nelle responsabilità.

In particolare in Toscana vogliamo parlare di giusta accoglienza: un principio che deve valere verso chi arriva e anche nei confronti dei cittadini italiani che vivono nei territori perché si evitino tensioni, conflitti e paure. C'è quindi bisogno di fissare un limite all'accoglienza,
che deve essere sostenibile.

Il modello che propone la Toscana si fonda sull'uso di piccole strutture, distribuite adeguatamente su tutto il territorio regionale.
Non più di poche decine di persone per gruppo, affidate alla gestione delle associazioni del volontariato e del terzo settore, e con un ruolo di
riferimento e coordinamento tenuto dal Sindaco del Comune interessato.

Non esiste una buona accoglienza e una integrazione adeguata se non c'è anche un impegno da parte di chi viene accolto a restituire alla comunità che accoglie un servizio di utilità pubblica. Tale attività dovrà tenersi, senza remunerazione, ed è compito dell'associazione individuare le modalità concrete di svolgimento di intesa con il sindaco.

Questo modello di accoglienza - conclude Bongiovanni - può funzionare con numeri limitati, per cui la politica nazionale ed europea deve farsi carico di iniziative internazionali per colpire i mercanti del traffico umano ovunque essi si trovino e bene ha fatto il Governo italiano a chiedere la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio Europeo".

Fonte: Ufficio Stampa

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