Forteto, Chincarini (Gruppo misto): "Spero che il processo resti a Firenze, per rispetto delle vittime"

Il Forteto a Vicchio

"Finalmente, a metà giugno, il processo sul Forteto arriverà a sentenza. Trasferirlo a Genova significherebbe gettare al vento due anni di dibattimento e ledere in modo vergognoso il diritto delle vittime di ottenere verità e giustizia circa i fatti avvenuti nella Cooperativa degli orrori per oltre vent'anni". Con queste parole, la Consigliera regionale Maria Luisa Chincarini (Gruppo Misto), già Membro della Commissione d'Inchiesta sul Forteto, torna a parlare del processo che vede imputati Rodolfo Fiesoli e altri ventidue soci.

"Con il massimo rispetto per il pronunciamento della Corte di Cassazione del prossimo 12 maggio, il mio auspicio è che la richiesta di spostare a Genova il processo presentata dalla difesa, con la motivazione di un clima poco sereno e persecutorio che aleggia su Firenze, venga respinta. Già la vicenda della ricusazione del Presidente del Collegio Marco Bouchard ha fatto perdere tempo prezioso allo svolgimento del processo, trasferirlo significherebbe infliggergli un colpo mortale, con il rischio di lasciar cadere ogni eventuale reato in prescrizione", argomenta Chincarini. "Finalmente il dibattimento è chiuso e la sentenza è ormai vicina. Trasferire e ricominciare da capo il processo sarebbe un fatto senza precedenti in Italia".

"Non intendo anticipare la sentenza del prossimo giugno, ci mancherebbe, anche se ho un'idea ben chiara sulle colpe e le responsabilità degli abomini perpetrati al Forteto", conclude Chincarini. "Ma sono convinta che, con tutti i mali che affliggono la giustizia italiana di cui ogni giorno si riempiono paginate di giornale, di tutto ci sia bisogno tranne che di distruggere due anni di lavoro e riprendere da capo altrove".

Fonte: Ufficio Stampa

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