
«Buongiorno, lei è in possesso della tessera sanitaria elettronica? Sa cos’è e a cosa serve?» Da lunedì 13 aprile 3 detenuti in regime di semilibertà negli istituti penitenziari Gozzini e Sollicciano, che usufruiscono cioè di misure alternative alla pena, seguiti costantemente da un tutor professionale della cooperativa sociale Ulisse, da anni impegnata nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate e in progetti di recupero in ambito carcerario, telefoneranno ai cittadini di Firenze il cui nominativo compare sulle pagine bianche allo scopo di promuovere, per conto dell’Azienda sanitaria fiorentina, l'attivazione e l’uso concreto della carta sanitaria elettronica, il cui pieno utilizzo è per tanti ancora poco conosciuto, in particolare per le persone più giovani.
Moltissimi infatti non sanno che essa fornisce il codice fiscale, dà accesso alle prestazioni sanitarie nazionali e all’assistenza medica in ambito comunitario. E che, con un computer dotato di lettore smart card fornito presso gli sportelli della Asl, si può accedere al sito della Regione Toscana per verificare l’archivio dei propri dati sanitari personali, come per esempio i referti degli esami o l’acquisto di farmaci, per consultare il fascicolo sanitario elettronico, per compilare l’autocertificazione della propria posizione economica e l’eventuale esenzione dal ticket, nonché, entrando nel sito internet della Asl 10, per prenotare o disdire esami, visite ed anche per cambiare on line il proprio medico di base.
Il progetto si chiama Panacea, è finanziato dalla Regione Toscana, durerà un anno, con una pausa in agosto ed una a Natale, prevedendo 17-18 mila telefonate, e già in questo mese sono stati individuati i detenuti dei due istituti di pena fiorentini in condizione di poter usufruire delle misure alternative alla pena e con caratteristiche compatibili con la tipologia di lavoro da svolgere, tra i quali sono stati selezionati dagli educatori tramite colloqui e prove pratiche i 3 candidati idonei. Per loro è già stata avviata la fase di formazione da parte della società che fornisce il supporto tecnologico necessario ad effettuare dalla sede della cooperativa Ulisse le chiamate, monitorando i risultati raggiunti fra gli utenti, dati che saranno costantemente messi a disposizione dell’Azienda sanitaria di Firenze per valutare l’effettivo miglior utilizzo della tessera sanitaria elettronica.
La cooperativa sociale Ulisse è nata a Firenze nel 1998 da un progetto congiunto tra Asl 10, Arca cooperativa sociale, associazionismo e terzo settore, al fine di creare e sviluppare servizi per la comunità con l’ausilio di personale svantaggiato proveniente da diverse aree di disagio. Attualmente occupa 48 persone di cui 23 con handicap o pazienti della salute mentale o in cura nei servizi per le dipendenze o, ancora, detenuti impegnati nel reinserimento lavorativo. Di questi 16 sono soci della cooperativa e gli altri assunti a tempo indeterminato.
Proprio nel carcere di Sollicciano la cooperativa Ulisse dal 2000 gestisce l’officina di riparazione di biciclette “PiedeLibero” e, dal 2014, un vivaio per la coltivazione di rose in collaborazione con una ditta specializzata di Pistoia sulla base di un progetto della Regione Toscana mirato all’agricoltura sociale. Inoltre dal 2015, presso il carcere di Prato, è stato avviato un laboratorio di lavorazione dei libri per conto di una importante casa editrice che impiega 3 detenuti.
Ai cittadini contattati telefonicamente, senza la possibilità di richiedere dati sensibili e sempre con la supervisione di un responsabile, i detenuti forniranno con garbo e previo consenso dell’interessato, informazioni utili a conoscere le opportunità offerte da un utilizzo pieno della tessera sanitaria elettronica e le modalità per attivarla rivolgendosi a uno degli 8 presidi cittadini della Asl o a una delle 20 farmacie fiorentine che erogano questo servizio. L’avvio dell’attività sarà accompagnato da una piccola campagna di comunicazione tramite depliant che segnalano il servizio “Panacea”.
«Impegni come questi con le cooperative sociali di tipo B – dice il garante per i diritti del detenuto del Comune di Firenze Eros Cruccolini – sono fondamentali per attivare percorsi alternativi a quelli che hanno portato in carcere per chi sta scontando una pena. L’auspicio è che in questa direzione di muovano tutti gli Enti locali».
Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze
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