
Via libera all'attuazione dei progetti sperimentali della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne. Per la Toscana sono le aree del Casentino, Valtiberina, Valdarno aretino, della Garfagnana, Lunigiana, Valdarno e Valdisieve, quelle che potranno intanto partire con i progetti. Lo ha deciso la giunta che ha comunque inviato anche le altre candidature (Amiata Grossetana e Val di Cecina) al Comitato tecnico nazionale per il loro inserimento nel pool di progetti che potranno essere finanziati successivamente.
L'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha convocato i sindaci dei Comuni interessati per tutte le cinque aree che avevano presentato la propria candidatura per fare il punto sulla strategia e il percorso da seguire a conclusione del procedimento di selezione, che ha previsto il passaggio dal parere del Nucleo nazionale di valutazione.
Sono Amiata grossetano, Garfagnana, Lunigiana, Val di Cecina e Valdarno e Valdisieve, le cinque aree della Toscana che avevano presentato la propria candidatura a realizzare un progetto pilota nell'ambito della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, lanciata in parallelo alla discussione sui fondi europei 2014-2020. Il termine per partecipare all'avviso pubblico e finalizzato ad individuare un'area (o, al massimo, due) su cui avviare un progetto pilota si è concluso lo scorso 15 settembre.
Le candidature coinvolgono complessivamente ben 118 Comuni e hanno attivato l'adesione di ulteriori 145 soggetti pubblici e privati.
L'obiettivo della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne è quello di invertire la tendenza demografica allo spopolamento e lo squilibrio di quei territori definiti “fragili”. Si punta a consolidare servizi essenziali, ridurre l'emorragia di popolazione, determinare condizioni per una crescita.
"La strategia che la Regione Toscana ha subito fatto propria – spiega l'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini - richiede un'attenzione specifica alle sfide territoriali dell'Unione europea e infatti vi sarà un'integrazione anche con questi fondi.
La Regione, sulla base dello studio metodologico condotto da Irpet per affinare e adeguare al territorio regionale la classificazione di "aree interne", ha elaborato un documento strategico di indirizzo e successivamente ha definito i criteri e le priorità funzionali per la valutazione dei progetti. I progetti, secondo le direttrici approvate dalla giunta, devono essere indirizzati a riequilibrare i sevizi di base e allo sviluppo delle potenzialità socio-economiche".
Le risorse a disposizione sono complessivamente pari a 3.740.000 euro di risorse nazionali per area, ma si prevede che alla strategia sarà destinato sino all'1% dei Programmi oerativi dei Fondi strutturali (Fesr e Fse), Programma di sviluppo rurale (Feasr) e Programma del Fondo di sviluppo e coesione (FSC).
“Anche in questo caso – conclude l'assessore Simoncini - come Toscana abbiamo voluto anticipare le possibilità di sostegno allo sviluppo di aree delicate e con minori possibilità di crescita. Un anticipo che non è stato solo di risorse, ma permette anche di procedere prontamente. La Regione Toscana, unica a livello nazionale, ha deciso di prevedere che soltanto le prime tre aree possano partire insieme”.
Fonte: Regione Toscana
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