
Dal ciclo di audizioni delle Commissioni Affari Istituzionali di Barberino e Tavarnelle (conclusesi lo scorso 18 marzo con quella del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana (A.I.T.)) sono finalmente emerse delle verità “scomode” che finora pochi avevano ammesso a viso aperto.
In primo luogo è stato certificato che nelle tariffe applicate fino a tutto il 2015 è presente una componente che garantisce ai gestori del servizio idrico un utile garantito pari a circa il 6,3 % (a fronte del famigerato 7% che i cittadini italiani avevano abolito a schiacciante maggioranza con i referendum del 2011) che viene poi distribuito come dividendo ai Soci pubblici e privati.
Per citare il caso della sola Publiacqua, nei 3 anni successivi al referendum ha distribuito ai Soci più di 30 milioni di Euro di dividendi. In secondo luogo il Direttore di A.I.T. ha confermato che alcuni gestori (fra cui Publiacqua) hanno in corso da tempo una serie di attività per mettere in comune determinate aree operative in vista della loro fusione in un unico gestore regionale. Questo stride con le dichiarazioni dei Sindaci di Barberino e Tavarnelle che nelle riunioni precedenti avevano sempre detto che si trattava solo di voci giornalistiche. E ricordiamo che il Sindaco Trentanovi fa addirittura parte dei 50 dell’assemblea dell’A.I.T. Ci chiediamo perché i Sindaci abbiano fatto finta di non sapere...Come Obiettivo Comune, dopo aver studiato il complesso Metodo Tariffario messo a punto dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico, coscienti del fatto che la politica si riempie troppo spesso la bocca di parole e dichiarazioni di intenti, abbiamo pensato di proporre una mozione che miri ad ottenere qualche risultato immediato per gli utenti.
In particolare, abbiamo proposto che, cominciando dall’Assemblea dei Soci di Publiacqua di cui facciamo parte, si proponga ai Soci pubblici (i Comuni) di rinunciare ai loro utili destinandoli al fondo per nuovi investimenti o al fondo per le agevolazioni tariffarie alle fasce più deboli. Abbiamo anche proposto che, attraverso l’Assemblea dell’A.I.T., questa proposta venga presentata anche ai Soci privati ed estesa a tutti gli altri Gestori della Toscana. Non c’è nessuna legge che impedisca di fare questo, si tratta solo di volontà. Stiamo dando ai nostri Comuni la possibilità di mettere in pratica l’affermazione che “sull’acqua non si fanno profitti” senza se e senza ma.
Vedremo se i Comuni, in qualità di Soci di Publiacqua e degli altri gestori se la sentiranno di fare davvero gli interessi dei cittadini-utenti. La mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Barberino. Allo stesso tempo il gruppo di maggioranza ha presentato una propria mozione indirizzata al Parlamento ed agli altri Enti coinvolti nella gestione dell’acqua che mira a chiedere una modifica alla normativa di settore per andare nella direzione del rispetto della volontà popolare sia in termini di remunerazione garantita che di gestione totalmente pubblica dell’acqua. Obiettivo Comune ha votato a favore anche se abbiamo qualche perplessità sul fatto che si riesca a cambiare una situazione dove non c’è riuscito nemmeno il referendum...
Fonte: Movimento Civico Obiettivo Comune
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