Ruc, l'Ordine degli architetti: "Troppi punti critici sulle trasformazioni urbane, aree verdi e attività edilizia"

Sì alla possibilità di demolire gli edifici di scarso valore architettonico e no a regole troppe rigide sulle ristrutturazioni. Sì alla pedonalizzazione totale delle Cascine, no a chioschi in giardini e parchi storici. Sì a norme migliori sulle trasformazioni urbane e alla creazione di un Registro dei Crediti Edilizi, no al rischio di innalzamento della rendita fondiaria.

E' una sorta di appello quello lanciato dall'Ordine degli architetti della provincia di Firenze in vista dell'approvazione del nuovo Regolamento Urbanistico, che dalla prossima settimana sarà all'ordine del giorno del consiglio comunale.
“La discussione e la votazione in consiglio comunale – dice la presidente dell'Ordine Marzia Magrini – sono l'ultima occasione per migliorare il Ruc, lo strumento che renderà operative, cioè concrete, le previsioni del Piano Strutturale del 2011. Sarebbe fondamentale superare le importanti criticità che, insieme agli altri Ordini e Collegi tecnici, abbiamo più volte segnalato all'amministrazione comunale e alla commissione urbanistica”.

Secondo l'Ordine degli architetti i grandi “capitoli” del Ruc da migliorare sono tre.

Attività edilizia ordinaria. “Oggi, nel nuovo Regolamento, la maggior parte degli edifici è classificata come storica o storicizzata, una categoria per la quale è prescritto il restauro e il risanamento conservativo. In questo modo però – spiega Magrini – si rischia di mettere sullo stesso piano, ad esempio, un intervento edilizio su un normale palazzo di Campo di Marte con un intervento su un palazzo storico rinascimentale. Imponendo il restauro in modo così largo si rischia di 'ingessare' tutti gli interventi”.

L'Ordine degli architetti chiede che “sia prevista la categoria di ristrutturazione edilizia, naturalmente con le opportune limitazioni (come il mantenimento della facciata e di altri eventuali elementi di pregio) a seconda del valore storico e architettonico dell'edificio in questione”.

L'Ordine propone anche che sia prevista la possibilità di “demolizione con ricostruzione” per gli edifici di poco valore architettonico. “Il patrimonio edilizio recente è purtroppo di scarsissima qualità e il nuovo Ruc può essere lo strumento per riqualificarlo dal punto di vista architettonico e energetico, oltre che per adeguarlo alle nuove norme anti-sismiche”, dice Magrini.

Trasformazioni urbane“Le trasformazioni dovevano essere la chiave di volta della pianificazione comunale – dice la presidente dell'Ordine – ma il nuovo Regolamento non favorisce la loro fattibilità, perché prevede lo spostamento dei volumi inutilizzati in comparti edificatori discontinui e molto complicati. Ma così si rischia di rendere inapplicabili la maggior parte delle trasformazioni previste e di fare innalzare notevolmente la rendita fondiaria”.

Gli architetti propongono che sia istituito il Registro dei Crediti Edilizi e che siano aumentate le premialità per chi trasforma e recupera un'area urbana.

Sistema del verde. “Proponiamo che il Parco delle Cascine diventi completamente pedonale per consentire la sua piena riqualificazione storico-ambientale”, dice Marzia Magrini. “Siamo invece molto perplessi dal fatto che il nuovo Ruc conceda la possibilità di realizzare in giardini e parchi storici 'chioschi e manufatti per attività complementari di servizio'. La proliferazione di queste strutture – conclude la presidente dell'Ordine degli architetti – snaturerebbe l'identità e le funzioni del verde storico”.

Fonte: Ordine degli Architetti - Ufficio Stampa

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