Nuova 429, le vicende ripercorse dalla commissione regionale Mobilità. Piace l'idea di un portale 'trasparente'

(foto gonews.it)

Ritardi nell’esecuzione dei lavori, contributi, finanziamenti, contenzioso con la ditta appaltatrice, richiesta di altri finanziamenti, blocco dei lavori, nomina del commissario straordinario e ripartenza. Queste in sintesi le tappe della strada regionale 429, ripercorse in aula dal presidente della commissione Mobilità e infrastrutture Fabrizio Mattei (Pd). Diciassette chilometri da Ponte a Elsa, Brusciana a Molin Novo, attraverso Sant’Andrea, Fontanella e Cambiano, fino a Castelfiorentino da ultimare e consegnare ai cittadini entro fine 2017.

Mattei ha illustrato all’aula la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva della settima commissione nata per verificare lo stato dei lavori della nuova variante, le cause che hanno comportato ritardi e le prospettive concrete per il raddoppio della strada.

L’indagine, attivata su richiesta della portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni (Forza Italia), è iniziata con le audizioni delle istituzioni regionali e dei comuni interessati, dei comitati e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, del personale tecnico, del commissario straordinario, del direttore dei lavori e del rappresentante della ditta appaltatrice. A chiudere il percorso il sopralluogo della commissione accompagnata dal commissario Alessandro Annunziati sui cantieri.

“La commissione – ha ricordato Mattei – ha condiviso il piano di lavoro di Annunziati che prevede di mettere in sicurezza le opere finite per salvaguardarle dal degrado, di terminare gli interventi necessari per lo svolgimento dei collaudi, di realizzare le opere complementari all’asse principale e di portare avanti un’operazione di appalti mirati”.  Mattei ha parlato poi, del “disagio che la mancata conclusione dell’opera ha creato nei cittadini”. “Basti pensare – ha detto – alle opere idrauliche lasciate a metà che creano allagamenti in tutta la zona”.

Tra le proposte operative condivise dalla commissione, il presidente ha ricordato la “realizzazione di un portale web regionale per una pubblicità trasparente e un’immediata visualizzazione dell’andamento dei lavori e del cronoprogramma”; la “creazione di un tavolo di monitoraggio istituzionale aperto agli enti locali”; si prevede inoltre di “assicurare al commissario le competenze e le risorse umane necessarie per un miglior svolgimento del suo incarico”. E ancora: “previsione delle criticità”; “piano finanziario dei lotti da concludere” e “aggiornamento da parte del commissario ad un anno dal suo insediamento, per informare Giunta e Consiglio sull’avanzamento dei lavori”.

“Quell’opera – ha dichiarato il consigliere regionale Nicola Nascosti  (Forza Italia) – è sempre rimasta incompleta e rappresenta un’arteria principale per l’economia dell’empolese-valdelsa”. “Ritengo fondamentali – ha aggiunto il consigliere – la presenza della cabina di regia in grado di gestire la realizzazione dell’opera in più lotti, il monitoraggio dei lavori e il portale web che dà trasparenza e favorisce la partecipazione dei cittadini”.

Plauso per il lavoro svolto dalla commissione dal consigliere regionale Eugenio Giani (Pd) che ha ricordato di aver proposto come presidente della consulta per la denominazione dei beni regionali il nome “Terre di Boccaccio” per quel tratto di strada.

“I tempi non sono certi – ha detto Giovanni Donzelli, capogruppo FdI – finché i collaudi previsti non vengono portati a termine. Bisogna lavorare per mettere in sicurezza le opere. Al momento – ha concluso il consigliere regionale – siamo fermi sia sui collaudi che sulla messa in sicurezza”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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