
Sulla base dei dati territoriali del commercio estero diffusi dall’Istat il 12 marzo scorso, il valore dei prodotti pistoiesi esportati nel 2014 è stato di 1,25 miliardi di Euro, in lieve contrazione rispetto all’anno precedente (-1,7%).
La flessione è stata contenuta per i prodotti manifatturieri (-2,1%) ed ancora più contenuta (-0,8%) per il gruppo dei prodotti manifatturieri che esclude i principali elementi di anomalia ciclica e di prezzo (metalli preziosi, prodotti energetici e ferrotranviario, il cui andamento risulta fortemente irregolare a causa dei cicli pluriennali che caratterizzano la produzione del settore).
Il confronto con la Toscana, le cui esportazioni sono cresciute del +2,2% e del +4,7% escludendo le principali anomalie e la media italiana, dove la crescita è risultata pari, rispettivamente, a +2% e +2,2% è leggermente sfavorevole per Pistoia.
Il risultato pistoiese del 2014 è stato condizionato soprattutto da una frenata registrata nel terzo trimestre (-6% tendenziale), cui ha fatto seguito una normalizzazione nel quarto (-0,6% tendenziale).
In definitiva, alla fine dell’anno trascorso, il livello delle esportazioni pistoiesi valutate nelle loro componenti di fondo, risultava ancora leggermente inferiore (per circa il 7%) rispetto al livello pre-crisi.
In una prospettiva nazionale, il tasso di crescita delle esportazioni pistoiesi nel 2014 rispetto al 2013 (valutato al netto dei principali elementi di anomalia), pone Pistoia all’83-esimo posto fra le province italiane. Fra le province toscane, si tratta di un risultato paragonabile a quello di Pisa ed Arezzo.
Fra i principali contributi positivi alla crescita delle esportazioni pistoiesi nel 2014 si segnalano la maggior parte dei prodotti del comparto “moda” a partire dalle calzature, con oltre 9 milioni di Euro in più rispetto all’anno precedente ed una crescita tendenziale del +7,6% ai prodotti del comparto tessile (filati, tessuti, ed “altri tessili”, essenzialmente biancheria per al casa) ed all’abbigliamento in tessuto, tutti con tassi di crescita superiori al 10%, la sola eccezione rilevante essendo rappresentata dalla flessione delle esportazioni di “articoli di maglieria”.
Sempre fra i maggiori contributi positivi, alcuni prodotti dell’elettromeccanica, i prodotti cartari e cartotecnici e gli articoli in materie plastiche.
In negativo, alla perdurante flessione dei “mobili” si affianca la frenata di alcuni tipi di “macchine” e di alcune categorie di prodotti alimentari (le “bevande” rappresentano un’eccezione positiva).
Cristiana Pasquinelli, Consigliere delegato per il Centro Studi di Confindustria Pistoia, ha commentato: “Lo sviluppo modesto delle esportazioni alla fine del 2014 rappresenta un dato atteso
sulla base delle nostre indagini. Il risultato complessivo di per se’ è deludente, ma per certi settori ha pesato il condizionamento di un terzo trimestre molto al di sotto delle attese.
In alcuni casi, inoltre, il dato dell’ultimo anno presenta elementi particolari che non rendono giustizia al buon andamento di medio periodo: per diversi prodotti alimentari e dell’elettromeccanica la crescita rispetto al periodo precedente la crisi resta superiore alla media italiana.
Il deprezzamento dell’Euro dovrebbe fornire uno stimolo crescente alle esportazioni e contiamo sul rafforzamento della ripresa che già si intravede nei dati dell’ultimissima parte dell’anno trascorso”.
Fonte: Confindustria Pistoia - Ufficio Stampa
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