Tangenti per le grandi opere, i commenti. Il prefetto: "La corruzione è un tumore come la mafia"

Luigi Varratta (foto gonews)

Tangenti: Nardella, corso giustizia non blocchi opere

Con l'inchiesta sulla Tav e sulle grandi opere "non c'e' dubbio, il rischio del blocco dei lavori c'è, ma questo non deve giustificare qualunque tipo di attenuazione dell'allerta. E' bene tenere alto il livello di attenzione: la giustizia faccia il suo corso fino in fondo e dall'altro lato tutti insieme dobbiamo essere impegnati affinchè il corso della giustizia non possa poi scaricare conseguenze sui cittadini e sulle comunità bloccando le opere pubbliche".

Lo ha detto, a margine di una iniziativa a Firenze, il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella. "Sono certo che possiamo trovare una strada per garantire che le opere pubbliche vadano avanti e che dall'altro lato la giustizia arrivi fino in fondo, dove deve arrivare", ha aggiunto Nardella.

"Bisogna tenere quanto più alta possibile l'asticella - ha proseguito ancora - perchè qualunque forma di malcostume o di mancanza di rispetto delle regole può poi lasciare il campo ad una vera e propria corruzione. Tutti dobbiamo trovare una forma che garantisca le opere pubbliche vadano avanti, si completino. Al contempo si consenta alla giustizia di fare il proprio corso rapidamente e fino in fondo", ha ribadito.

Tangenti: prefetto di Firenze, corruzione è tumore come mafia

"L'Italia non è un paese strano. Purtroppo noi abbiamo una predisposizione all'irrequietezza, non vorrei dire all'illegalità, che purtroppo c'è. E' un paese il nostro in cui la corruzione è un tumore come la mafia". Lo ha detto, a margine di un'iniziativa a Firenze, il prefetto del capoluogo toscano, Luigi Varratta, in merito all'inchiesta sulle grandi opere. "Sono dell'avviso - ha aggiunto - che la corruzione va combattuta come la criminalità organizzata. Non vorrei dire che l'Italia è un paese corrotto, però lo dicono studi ed osservatori internazionali che ci collocano all'ultimo posto fra i paesi europei come percezione della corruzione. Quello che è accaduto stamattina purtroppo è in linea con queste riflessioni".

Corruzione, Segoni (Al): "Basta grandi opere, sì alla prevenzione"

"Gli arresti di oggi per gli appalti Tav ed Expo confermano ancora una volta che le grandi opere hanno sempre un lato poco chiaro che facilita la corruzione alla faccia della crisi che affrontano quotidianamente i cittadini italiani. E' ora di dire basta a un contropotere criminale che si annida nel sistema della politica dei lavori pubblici e che viene alimentato da questi progetti". Lo ha dichiarato Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera.

"Quello che chiediamo da tempo come Alternativa Libera è di rilanciare l'economia tramite un piano di piccole e medie opere infrastrutturali, un piano per la prevenzione ed il contrasto al dissesto idrogeologico ed un piano per rilanciare le attività agro-silvo-pastorali che preservano il territorio. Le colate di asfalto e cemento sono solo colate di soldi nelle solite tasche: meglio non lasciare alcun margine di azione alla corruzione o alla criminalità organizzata" conclude. 

Grandi opere, Donzelli (FdI): "Esilio e sequestro dei beni per i corrotti"

La proposta del candidato a governatore Donzelli: "Applicare a chi ruba la norma sui Savoia" "Prevedere il sequestro dei beni, il ritiro della cittadinanza e l'esilio per chi si macchia di gravi reati di corruzione". A proporlo è il candidato a governatore per la Toscana Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, alla luce degli arresti di cui si è appreso oggi nell'ambito degli appalti per le grandi opere. "Non è accettabile che mentre la gente fatica ad arrivare a fine mese, a pagare tasse e bollette, lo Stato getti al vento miliardi di euro in corruzione - aggiunge Donzelli - per questi personaggi non deve esserci pietà, è giusto prevedere l'espulsione dall'Italia per chi commette un reato così grave: le norme della legge Severino non possono certo bastare".

"Per anni abbiamo tenuto in esilio i discendenti dei Savoia per un'assurda norma costituzionale - conclude Donzelli - non credo che qualcuno piangerà, se non i diretti interessati, se i corrotti non potranno più mettere piede in Italia".

Nicchi e Petraglia (Sel): "Insopportabile che i costi del malaffare siano pagati dai toscani"

"Sinistra Ecologia Libertà vuole accendere le luci sulle zone d'ombra di tutte le grandi opere toscane, a cominciare dalla TAV. E' insopportabile che siano i Toscani a pagare il costo della corruzione e del malaffare. SEL, da tempo, chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sulla TAV: i fatti di queste ore ci dicono che la sua istituzione non è più rinviabile".

Lo affermano le parlamentari toscane di Sinistra Ecologia Libertà, sen. Alessia Petraglia e on. Marisa Nicchi.

perUnaltracittà - Corruzione nelle grandi opere: noi un futuro così non lo vogliamo

Quattro arresti e una cinquantina di indagati per la gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere. Tutto è partito dagli appalti per l’Alta velocità nel nodo fiorentino. Da lì l’inchiesta si è allargata a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia ed a una lunga serie di appalti relativi ad altri Grandi Opere, compresi alcuni relativi all’Expo: sotto inchiesta quindi, la Tav di Firenze, City Life e Fiera Milano, Metro 5 Milano, Fiera di Roma, Autostrada Salerno Reggio Calabria. Nel mirino ci sarebbe anche la costruzione della Tirrenica.

Dunque dietro le “grandi opere” si celerebbe in realtà una gigantesca macchina corruttiva per gonfiare i profitti di amici e sodali.

Dunque lo scempio del territorio parrebbe non rispondere a esigenze di “sviluppo” e “modernità”, ma a illeciti quanto enormi arricchimenti della ennesima cricca.E qualcuno, su in alto ai posti di comando, farà mostra di stupore e indignazione, forse. O forse anche no. Ma i movimenti che contestano il TAV, EXPO, il MOSE, le grandi opere, hanno svelato il meccanismo da anni, inascoltati.

Ercole Incalza, il nome più altisonante fra gli arrestati odierni, è stato il primo Amministratore Delegato di TAV spa, e come tale principale protagonista dell’affidamento diretto a Eni, Fiat e Iri, i tre “General Contractor” per la costruzione delle prime linee ad alta velocità in Italia. Quello che Ivan Cicconi ha sempre individuato come il mattone principale di tutte le storture che hanno portato un KM di TAV a costare fino a 7 – 8 volte che nel resto del mondo.

Campione della riconferma, ha attraversato 7 governi, restando sempre ai vertici dell’apparato decisionale del ministero delle infrastrutture. Alla faccia della rottamazione e del rinnovamento.

Riconfermato da Lupi nel governo Renzi anche quando già indagato nellinchiesta sul sottoattraversamento fiorentino dellAlta Velocità. Del resto Lupi già al meeting di CL del 2005 chiedeva un applauso a Incalza, una persona eccezionale e un patrimonio per il nostro Paese”. Insomma, sempre più il re è nudo: ci stanno rubando il futuro, stanno devastando il territorio, stanno sperperando l’inestimabile patrimonio ambientale che appartiene a tutti, unicamente in nome del profitto degli amici, e tutto cercando di farci credere che quello è il progresso, quello è lo sviluppo, quello è il futuro.

E’ il momento di fare chiarezza, di dirlo forte: quello è solo malaffare, ingiustizie, iniquità, e noi, un futuro così, non lo vogliamo.

Razzanelli: “Arresti TAV: avevamo ragione noi su Grandi imbrogli, non si parli più di Foster”

"Abbiamo parlato di appalti eccellenti poco chiari, abbiamo sollevato la questione della legalità nell'affidamento di lavori a ditte che non avevano solidità economica, abbiamo denunciato la scarsa trasparenza dei procedimenti, abbiamo chiesto al Comune di Firenze di sorvegliare e verificare il percorso che ha portato all'affidamento dei grandi appalti in città, nello specifico: Tav, Tramvia e Nuovo Teatro dell'Opera.

Ogni appello è caduto nel vuoto, ha dovuto pensarci la Magistratura a cui va il nostro plauso e le notizie che emergono anche stavolta ci danno ragione. Tutto è partito da un' inchiesta sul nodo Tav fiorentino i cui lavori sono stati affidati al consorzio Nodavia, su cui già c'era un procedimento in corso che aveva portato a scoprire un'associazione a delinquere che coinvolgeva imprenditori e politici. Ora le nuove indagini si incentrano più direttamente sulla questioni appalti e committenze pilotate dalla Tav all'Expo a cui corrispondeva un giro di tangenti e favori.
E anche in questo caso torniamo a fare la nostra solita domanda: cos'altro c'è da sapere prima di fermare definitivamente il progetto della stazione Foster di Firenze i cui costi sono già triplicati prima ancora di cominciare?

E ancora domandiamo: i lavori della tramvia, le ditte che hanno acquisito l'appalto dopo svariati passaggi di mano sono senza ombra di dubbio in regola?".

 

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