Piano Paesaggistico, il dibattito in Commissione. Sgherri (PRC in Regione): "Su cave e lungo costa piano stravolto"

Monica Sgherri

IlPiano di Indirizzo Territoriale (Pit) con valenza di Piano Paesaggistico passa l’esame della commissione Ambiente, presieduta da Gianfranco Venturi (Pd). L’atto è stato licenziato nella seduta di oggi, venerdì 13 marzo, con i voti favorevoli di Pd, Ptr e quelli contrari di Forza Italia e Rc/Ci.  Il Piano passa adesso all’esame del Consiglio regionale, convocato per il 17 e 18 marzo.

Ringraziamenti per il lavoro fatto “in primis dagli uffici” sono stati espressi dal presidente Venturi. “Dopo un lungo lavoro di approfondimento e di votazione dei numerosi emendamenti, presentati sulla base delle osservazioni già pervenute, dai consiglieri di maggioranza e opposizione, licenziamo un atto fondamentale di questa legislatura”.

In sede di dichiarazione di voto Marta Gazzarri (Il popolo toscano - riformisti 2020.) ha chiarito che il suo è un “parere di incoraggiamento e ringraziamento del lavoro fatto”.

Monica Sgherri (Rc/Ci) ha invece osservato come gli emendamenti votati abbiano dato un “colpo mortale soprattutto alle zone delle Alpi Apuane e lungo la costa”.

Nicola Nascosti (Fi), annunciando la presentazione di altri emendamenti in Aula, ha formalmente chiesto un parere agli uffici legali del Consiglio circa la “conformità del Piano” alla legge regionale 65/2014 (Norme per il governo del territorio.

“Abbiamo cercato di migliorare un Piano che aveva una visione retrò” è stato il commento di Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd). “Il nostro è stato un contributo importante e lo dimostrano i tanti emendamenti presentati. Crediamo e vogliamo un Piano che abbia valenza di tutela ma che non sia un freno alle attività della Toscana”.

L’assessore Anna Marson ha ribadito le perplessità già espresse su alcune modifiche apportate in commissione. Ha inoltre risposto alla richiesta avanzata dal consigliere Nascosti spiegando che il Piano “non necessità di conformità, semmai di coerenza. La conformità cui è tenuto è con il Codice dei beni culturali e del paesaggio”. (f.cio)

 

Sgherri (PRC in Regione): "Su cave e lungo costa piano stravolto"

Voto contrario oggi in Commissione Urbanistica al Piano del Paesaggio così come esce trasformato dalla Commissione stessa, cioè dagli emendamenti PD.
Avrei votato con convinzione il piano del paesaggio adottato dalla Giunta, frutto fin dall’inizio di un ampio confronto con tutte le rappresentanze della società e avrei comunque votato il  piano rielaborato dalla Giunta in risposta alle osservazioni presentate. Il testo della Giunta portato in discussione era già il risultato di una mediazione significativa con Sindaci e categorie su questioni importanti e delicate, un piano ancora convincente. Segnava soprattutto la mediazione tra la scelta di continuare attività anche con forti impatti però coniugandoli con sostenibilità paesaggistica e ambientale. Gli emendamenti del Pd passati in commissione equivalgono invece a delle vere e proprie picconate proprio su due situazioni delicatissime come le cave sulle Apuane e il lungo costa. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo in Consiglio Regionale.

Per quanto riguarda le cave – prosegue Sgherri – si è smarrito così interesse generale a favore dei grandi potentati del marmo. Il combinato disposto dei vari emendamenti infatti potrebbe essere sintetizzato così: avanti tutta a scavare senza ripensamenti, si potrà continuare a farlo su vette e crinali sopra i 1200 metri perché oltre alle cave attive vengono riammesse le cave dismesse, anche quelle pluricentenarie (basta avere avuto una qualunque autorizzazione dopo il 1985) anche ovviamente se sono su vette e crinali! Sotto i 1200 metri si potranno aprire nuove cave su vette e crinali “integri” a condizione che non interferiscano in “modo significativo”, vincolo tanto ambiguo quanto non misurabile. Insomma aggirata la legge nazionale che proibisce le cave sopra i 1200 metri e via libera a nuove cave su vette e crinali sotto i 1200 metri. Per essere certi di questo risultato il PD, non contento, fa approvare altri due emendamenti: la cancellazione, per la valutazione paesaggistica, della Carta della Intervisibilità, ossia è come proibire una foto panoramica per capire gli effetti di più cave sullo stesso versante, e con un colpo di spugna vengono cancellati dalla carta tutte le vette e crinali sotto i 1200 metri. Come dire, negare che ci sono nella speranza di non cadere in nessuna tutela!

Per quanto riguarda la costa il ragionamento è semplice, cioè un unico emendamento identico, per 10 schede (su 12)  sul sistema costiero, con cui si introducono ampliamenti e cambi di destinazioni anche nelle fasce lungo la battigia.  Insomma un regalo per chi già è proprietario di volumetrie!

Ripresenterò in aula il testo approvato dalla Giunta con le proposte di controdeduzione alle osservazioni presentate, perché le scelte devono avvenire in sede pubblica, mettendoci la faccia.

Per quanto riguarda le cave vorrei concludere dicendo: non un posto di lavoro in più, perché le cave dismesse non occupavano nessuno, tanto è che i “suggeritori” degli emendamenti portati e approvati in commissione sono i proprietari delle “grandi cave” . Nessun suggerimento è stato accolto invece da tutto quel mondo che si sta sviluppando che non vive in dipendenza delle attività delle cave, bensì di quelle attività legate a un turismo sensibile a quel paesaggio particolarissimo frutto di emergenze uniche in Europa e nel mondo.

 

Chiurli (Democrazia Diretta), “Emendamenti e controemendamenti? Siamo al teatro dell’assurdo”

“Sul Pit siamo ormai al teatro dell’assurdo: emendamenti e contro emendamenti provano che ancora una volta in Toscana è destinato a vincere il partito del cemento. E sulla geotermia si cambia di nuovo rotta: a poche settimane dallo stop alle trivellazioni approvato dal Consiglio, tornano in auge norme molto più soft”. Alla “vigilia” della discussione in Aula del nuovo Piano del paesaggio, il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) attacca su tutta la linea il lavoro svolto in Sesta Commissione.

“A forza di limare – sottolinea Chiurli – sono sparite dalle schede del Piano tutte le parole scomode. A partire da ‘rifiuti e discariche’, sostituite da perifrasi o del tutto eliminate. Per non parlare delle correzioni apportate per rendere più larghe le maglie del Pit, degne di una commedia tutta italiana”.

“Evitare diventa limitare, senza alcuna indicazione sulla misura in cui limitare gli elementi riconosciuti come potenzialmente nocivi (escavazioni, trivellazioni, insediamenti), contrastare (ad esempio la realizzazione di villette sulla costa) si trasforma in armonizzare con il paesaggio, prevenire diventa contenere: cose che farebbero ridere, se non dimostrassero l’aperto tentativo in corso da parte delle solite lobby del cemento e dell’energia per sfruttare il territorio toscano con le mani libere”, chiosa il consigliere.

“Nella guerra degli emendamenti – dichiara Chiurli – Pd e Forza Italia si equivalgono: ognuno tira l’acqua al mulino dei propri grandi elettori, a scapito dei cittadini toscani. A pochi mesi dalle elezioni forse sarebbe auspicabile che il Presidente Rossi si mettesse una mano sulla coscienza e rimandasse il pacchetto Pit alla prossima legislatura, onde evitare di trasformare la Toscana letteralmente in un campo di battaglia”.

 

Forza Italia, “Le parti modificate in modo significativo del Piano del paesaggio vengano riadottate”

“Dopo la discussione in VI Commissione, nonostante il nostro parere contrario, abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci al Collegio di garanzia statutaria e all'Ufficio giuridico legislativo del Consiglio regionale al fine di verificare se le numerose parti del Piano approvate oggi costituiscano modifiche sostanziali, in maniera tale da comportare un mutamento delle caratteristiche essenziali e dei criteri che presiedevano all'impostazione iniziale del Piano”.

E' il commento del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Giovanni Santini e del consigliere Nicola Nascosti alla luce di quanto accaduto oggi in VI commissione in sede di approvazione definitiva del Piano del paesaggio.

“Questa scelta – proseguono i due esponenti di Forza Italia - deriva dalla necessità di mettere in sicurezza tutte le modifiche che potrebbero essere oggetto di ricorsi amministrativi, a partire dal MIBAC, con il rischio di un ritorno al precedente Piano adottato dalla Giunta che è oggettivamente inaccettabile. Il nostro fine rimane quello di tutelare inoltre sia l'Ente regione da eventuali ricorsi, sia anche tutto quel mondo economico e sociale che a gran voce ha richiesto queste significative modifiche al Piano”.

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