Commercio e servizi: le aziende in crisi e il problema di contratti a 'clausole flessibili'

foto d'archivio

E’ un settore in continuo movimento quello del commercio e dei servizi nell’Empolese Valdelsa. E purtroppo anche in questo caso le novità non sono positive.

Varie infatti le questioni seguite dalla Camera del lavoro del territorio. Alla Ilio Pesca di Bassa di Cerreto Guidi sono circa 40 i dipendenti (in tutto sono 60) in contratto di solidarietà al 30%. Per loro è stata aperta la procedura di mobilità in base al ‘criterio della non opposizione’.

Altre partite aperte sono poi  quella del Centro Inox di Barberino Valdelsa e della Ugo Scotti che conta oltre 100 dipendenti nelle varie sedi, di cui circa 30 in contratto di solidarietà.  C’è poi la questione di Pizzo Etichette di Vinci, dove su 21 dipendenti, 16 sono in solidarietà.

Altra questione da seguire da vicino è quella della Reha di Empoli che vede i lavoratori in esercizio provvisorio grazie ad una deroga ministeriale.

Da circa un mese la storica azienda è stata ‘data in affitto’ a Cascina. “Tra sei mesi – ha detto Donatella Galgani, responsabile della Filcams Empolese Valdelsa - si capirà se si procederà con l’acquisizione vera e propria. A fine maggio, poi, ci sarà da discutere della fine della cassa interrogazione in deroga per dieci dipendenti e più in là anche di quella straordinaria”.

In questo panorama c’è comunque una marea di aziende non in crisi ufficialmente ma che sono indietro con il pagamento degli stipendi.

“Così, a braccio, - prosegue Donatella Galgani - si potrebbe dire che le aziende in ritardo sono almeno una su cinque. Per quanto riguarda poi le attività commerciali molto piccole spesso non sappiamo nulla di quello che succede ed è quindi impossibile intervenire”.

Altro nodo spinoso è poi quello del part time, soprattutto per le donne. “Si sta sviluppando – conclude la sindacalista -  la tendenza di fare contratti con ‘clausole elastiche e flessibili’. Si fanno quindi contratti per esempio a venti ore, ripartite però a discrezione del datore di lavoro. Di fatto quindi l’impegno diventa costante ed è difficile per queste commesse trovare un’altra occupazione. Stiamo seguendo molti casi di quello che si definisce stress da lavoro correlato”.

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