Bacino di Roffia, Rifondazione: "Altro che successo, è un altro pastrocchio"

(foto gonews.it)

"Il sindaco Gabbanini sta cercando di vendere come un successo la vicenda del bacino di Roffia, quando invece tutti si ricordano ancora la paura legata agli episodi di tracimazione dell’Arno, dagli anni novanta in poi, e i relativi ingenti danni. Si ricordano bene anche l’alluvione evitata per un soffio lo scorso anno, solo per puro caso, quando mancavano pochissimi metri perché l’acqua invadesse tutta Roffia e San Miniato basso.

Eppure dai documenti emerge che il sindaco e il dirigente comunale erano al corrente della pericolosità della situazione già nel settembre 2013. Nonostante questo, non furono eseguiti quei lavori che avrebbero messo in sicurezza l’area. A causa di ciò si sono rischiate due esondazioni, e solo dopo i gravi rischi corsi nel gennaio 2014 si è attivata una procedura definita di somma urgenza, che oltretutto ha costretto il Comune a impegnare circa un milione di euro fuori bilancio.

Forse il sindaco non ricorda più che appena un anno fa i suoi concittadini chiesero a gran voce che venisse tolta al suo comune la direzione dei lavori, per i ritardi e l’incapacità di affrontare una problematica così rilevante. Evidentemente non consideravano così trionfale il suo operato. Noi chiedemmo subito la rimozione del dirigente comunale che aveva progettato e diretto i lavori, cosa poi avvenuta. Ma tutti questi episodi sono costati centinania di migliaia di euro alla comunità. Davvero un bel successo.

Oltretutto ancora c’è la seria eventualità che non sia possibile utilizzare il bacino di Roffia contemporaneamente come cassa di esondazione e come impianto sportivo. Ciò renderebbe quindi impossibile realizzare la tanto decantata cittadella dello sport. C’è pure la questione degli espropri della ditta Borgioli, ancora tutta aperta, che rende incerta la proprietà dei terreni e quindi getta un’ombra sulla futura funzionalità dell’opera.

Gabbanini addirittura si vanta di aver affidato i lavori d’urgenza con affidamento diretto.

Questo non ci fa stare per niente più tranquilli. Anzi, ci fa sorgere delle gran perplessità rispetto a questa procedura molto singolare per un’opera così importante e costosa. Una gara d’appalto avrebbe almeno dato più garanzie di trasparenza. Certo, bisognava evitare la gestione d’estrema emergenza, e si sarebbe potuta evitare se i lavori fossero stati fatti a regola d’arte precedentemente, specie dal settembre 2013, data in cui il sindaco era già a conoscenza delle gravi problematiche. Chissà quanti milioni si sarebbero potuti risparmiare.

Ecco, magari il sindaco potrebbe farci sapere questo, invece di vantarsi di aver speso milioni per affidamento diretto".

Partito dalla Rifondazione Comunista

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