
Maria Liberia Pini, compagna di vita di Vinicio Berti, lei stessa pittrice, è morta nell’aprile del 2012. Essendo erede universale del pittore, morto nel 1991, Liberia custodiva, nella loro casa-studio,nel cuore del centro storico di Firenze, il corpus delle opere più importanti dell’artista.
Liberia Pini rimasta sola dalla morte del maestro ne aveva gelosamente custodito le opere , destinandole per lascito testamentario al Comune di Firenze.
Incaricata di stilare l’inventario dell’eredità giacente è stata la Dott.ssa Elisabetta Mignoni, in qualità di perito del Tribunale di Firenze , e successivamente nominata custode delle opere. Elisabetta Mignoni è AU della Casa d’Aste Maison Bibelot che ormai da anni è un vero punto di riferimento per i collezionisti ed estimatori dell’opera di Vinicio Berti .
Il lascito dell’erede e compagna del Maestro è composto di circa 600 dipinti, dagli Anni Cinquanta, che ripercorrono l’evolversi dell’artista, da uno stile figurativo all’astrattismo classico di cui è stato capostipite.
Della cospicua eredità del maestro fiorentino, fanno parte anche tutti i diari (quarantuno taccuini), dal 1947 al 1991, fondamentali per l’analisi delle sue opere. Inoltre tanti disegni, fumetti e tante opere grafiche.
Completato l’inventario, con oltre 18 mesi di lavoro del perito, e analizzate le opere, il Comune di Firenze ha accettato all’inizio di Febbraio 2015 la non semplice eredità, considerato il volume, riconoscendo l’indiscusso valore dell’opera di Vinicio Berti che si consolida storicamente in un accresciuto valore artistico ed economico.
Fonte: Ufficio Stampa
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