
Partorire in modo naturale dopo aver in precedenza subìto un taglio cesareo si può e, stando ai numeri, all’ospedale dell’Annunziata dell’Azienda sanitaria di Firenze con percentuali da fare invidia agli ottimi risultati ottenuti in Toscana su questo fronte che primeggiano anche nei confronti dei livelli richiesti dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Uno studio in via di pubblicazione su “Toscana Medica” curato dai dottori Pasqua Cianciolo, Angelo Scuderi, Paolo Gacci e Sonia Vavolo sulle 448 pazienti che, fra il 2011 e il 2014, hanno portato a termine una seconda gravidanza, o anche più, avendo già subito in precedenza un taglio cesareo, al reparto di ostetricia di Ponte a Niccheri, evidenzia che il 65% delle 200 donne entrate in travaglio spontaneamente ha partorito per via vaginale, il 35% ha subito un taglio cesareo in travaglio. A fronte di queste 200 donne entrate in travaglio spontaneamente, per le altre 248 è stato programmato un taglio cesareo elettivo.
La ricerca portata avanti dai quattro medici dell’Azienda sanitaria di Firenze è mirata ad incoraggiare le pazienti sottoposte in precedenza a taglio cesareo, ad affrontare un parto di prova per via vaginale, evitando in questo modo di ricorrere al taglio cesareo di elezione.
I buoni risultati devono molto al fatto che dal 2011 nel reparto diretto dal dottor Alfio Frizzi è stato messo in piedi un ambulatorio che fornisce alle donne in gravidanza precesarizzate corrette informazioni e consulenza riguardo alla scelta di intraprendere senza particolari fattori di rischio un travaglio di prova per un parto vaginale o un taglio cesareo elettivo. Le donne vengono accolte da un ginecologo e da un'ostetrica e, attraverso un'attenta anamnesi clinica, si valutano le effettive possibilità di un eventuale parto vaginale. Durante il colloquio alla donna vengono esposti rischi e benefici del travaglio di prova rispetto al taglio cesareo d'elezione.
La percentuale di successo del travaglio in una donna con una precedente incisione trasversale bassa sul segmento uterino inferiore, senza particolari controindicazioni, è, secondo la letteratura internazionale, del 60-80%, percentuale che, riferiscono i dati della Regione, ha una media nazionale del 10%, che in Toscana sale al 21%.
Organizzazione mondiale della sanità e Ministero della salute raccomandano di non superare il 15-20% di tagli cesarei, ma in l'Italia, il ricorso al cesareo, è passato dall'11% nel 1980 a circa il 39%, con percentuali che superano il 60% in alcune regioni, diventando così il primo paese in Europa e fra i primi al mondo per tasso di tagli cesarei.
Dei 318 tagli cesarei, elettivi e in travaglio, effettuati all’Annunziata fra il 2011 e il 2014 su donne che avevano già subito questo intervento, il 37,7% è stato eseguito per volontà materna, il 31,4% su indicazione medica, il 22% in travaglio e l'8,8% per gravidanza in prossimità della 42° settimana di gravidanza.
Non si sono praticate induzioni al travaglio del parto secondo il protocollo della Asl 10, che si basa sulle linee guida e sui protocolli internazionali.
Nell'8,8% delle 200 donne entrate in travaglio di prova all'Annunziata si è fatto uso di ossitocina, non per induzione, ma come a sostegno dell'attività contrattile in travaglio avanzato, dopo attenta valutazione ostetrica. Al 7,7% di loro è stata effettuata l'analgesia peridurale che, secondo la letteratura internazionale non ha controindicazioni, in quanto non maschera i segni e i sintomi di rottura d'utero. L'Apgar al primo e al quinto minuto dei neonati nati da parto spontaneo e nati da taglio cesareo in travaglio sono risultati positivi nella totalità dei casi.
Fonte: ASL 10 Firenze
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