Pronto soccorso, un lettore: "Al freddo per ore in un corridoio dopo un sospetto infarto"

Il pronto soccorso del San Giuseppe di Empoli

Un lettore di gonews.it ci ha voluti raccontare la sua esperienza al pronto soccorso di Empoli dopo aver avuto un malore. L'episodio risale ai giorni scorsi. Pubblichiamo di seguito.

"Un plauso all'equipaggio dell'ambulanza della Misericordia che martedì, per un sospetto infarto, mi ha portato a braccia per una rampa di scale (sono malato e peso 120 chili) e mi hanno prestato i primi soccorsi con competenza, preparazione e attrezzatura!

Un rammarico per la situazione del pronto soccorso che è risultato intasato e sprovvisto della minima attrezzatura di accoglienza; per necessità di protocollo son dovuto restare 7-8 ore appollaiato in un corridoio freddo su una seggiola di ferro poco anatomica e, per concludere il famoso protocollo, avrei dovuto restarci ancora per altre 6 ore circa, senza un the o un bicchier d'acqua (i parenti non > possono accedere al pronto soccorso).

Data l'età, la salute minata da un tumore in essere, l'insorgere di dolori da postura, mi son visto costretto a firmare la deresponsabilizzazione per farmi dimettere lo stesso.

Il giorno dopo sono andato a farmi l'esame mancante, bontà del medico che mi ha ricettato nonostante il rifiuto di appollaiarmi ancora per la prova enzimatica a 12 ore...

Il rammarico sta nel protocollo che impedisce la dimissione in attesa del tempo di prelievo a distanza, ma non prevede un ricovero accettabile se non la 'seggiola da tortura'.

Mi sa che ci sia di peggio in altre regioni ma anche qui si combatte per adeguarsi forse!".

Lettera firmata

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