
Il primo effetto politico della fusione tra le due società aeroportuali di Pisa e Firenze è il restringimento della maggioranza di centrosinistra al Comune di Pisa. Sel infatti abbandona la coalizione e domani la capogruppo Simonetta Ghezzani, che già si era espressa contro questa operazione, e Paolo Fornai, segretario del circolo pisano, illustreranno ufficialmente i motivi di questa scelta. Il partito dunque segue la strada intrapresa dall'ormai ex assessore alla Cultura, Dario Danti, che si è dimesso ieri dalla Giunta. Non è stato sufficiente l'appello della maggioranza a ripensarci. E la frattura non solo resta, ma, se possibile, si allarga ulteriormente con i vendoliani che tornano all'opposizione dopo quasi due anni di governo.
Oggi Danti ha anche inviato una seconda lettera al sindaco Marco Filippeschi, rinunciando all'incarico di presidente del museo della Grafica, che sotto la sua guida, fanno sapere i suoi fedelissimi, "in questi anni ha quasi triplicato le presenze passando da 4.900 a 13.400 visitatori". Il passaggio all'opposizione di Sel (rimasta con un solo consigliere dopo il passaggio al gruppo misto del secondo eletto) non farà mancare i numeri alla Giunta anche se non si possono escludere ripercussioni dentro il gruppo Pd che annovera una pattuglia di consiglieri 'critici' verso la linea dell'amministrazione.
Il documento della maggioranza
Pisa si amministra dimostrando cultura di governo e capacità di confronto e di assunzione di responsabilità.
La città gode da lunghi anni di e capacità di fare e coerenza, con le componenti politiche che hanno sempre rispettato le regole che assicurano la stabilità, il ruolo dei sindaci e il compito del consiglio comunale.
La scelta fatta a freddo, con motivazioni contraddittorie, con uno stile irriguardoso verso le altre forze che hanno condiviso un serio impegno di fronte alla città, appare come una sconfessione del patto saldato con gli elettori, una regressione di una componente della maggioranza e un disimpegno dalle responsabilità.
L’ex assessore Danti e Sel hanno approvato con il voto in Consiglio comunale, l’11 dicembre scorso, il percorso di verifiche e garanzie sul progetto di fusione SAT-AdF, presentato dall’azionista di controllo delle due società, che il Sindaco Filippeschi ha gestito, informando e confrontandosi su ogni passaggio e condividendolo con gli altri soci pubblici di SAT – rappresentativi di tutte le realtà sociali ed economiche –, fino all’ultima seduta del Consiglio comunale del 5 febbraio. Nei due mesi intercorsi Sel non ha mai distinto la sua posizione e tantomeno Dario Danti ha riportato in nessuna sede proposte diverse da quelle avanzate dal Sindaco.
La scelta delle dimissioni di un assessore e la rottura del patto di maggioranza appaiono dunque infondate per qualsiasi ragione che appartenga al percorso comune fatto fino a due giorni fa e ad un mese di distanza dall’approvazione del Bilancio comunale.
Le motivazioni che sono state addotte appaiono quanto di più contraddittorio si possa leggere. Nulla si può obiettare e si obietta su un percorso e su scelte condivise e si dà un giudizio positivo sull’operato dell’amministrazione comunale. Dunque far discendere la rottura di un accordo programmatico, validato dagli elettori pisani da giudizi di ordine nazionale e regionale, su scelte che non sono di competenza del Comune e che non hanno visto altra responsabilità del Comune che quella di una distinzione o di un’opposizione, appare una forzatura davvero ingiustificabile e lesiva dell’autonomia della città. Una forzatura che indebolisce Pisa in un frangente delicato, di riassetto dei poteri locali e di realizzazione di progetti di valore decisivo per il futuro della città e della Toscana costiera.
Sel evidentemente ha scelto di rifluire su posizioni radicali e disinteressate al governo della città e d’imprigionarsi in una logica d’opposizione, invertendo un percorso positivo, che riconosciamo costruttivo e apportatore di ispirazioni e proposte, e l’ha fatto nel peggiore dei modi.
Un assessore ha scelto senza comunicare la sua scelta al Sindaco e ai colleghi, dopo una riunione di Giunta municipale che poteva essere la sede di una presa d’atto, e prima che gli organi del suo partito prendessero una decisione. Un partito ha deciso senza confronti con le altre componenti della coalizione e non partecipando alla riunione della maggioranza consiliare per motivare una scelta tanto pesante, nonostante l’appello da tutti rivolto per un confronto e un ripensamentoLa maggioranza conferma il suo lavoro per la realizzazione del Programma di Mandato, per il bene della città, il suo sostegno al Sindaco Marco Filippeschi e la volontà di sviluppare ogni scelta con spirito di dialogo e inclusivo verso tutte le forze politiche e con tutte le componenti attive della città. La città, nella crisi economica e con i suoi progetti, ha più che mai bisogno d’essere governata con autorevolezza e nella stabilità
La reazione del sindaco Marco Filippeschi
"Sono rimasto sconcertato dalle dimissioni di Dario Danti, che ho appreso solo leggendo i giornali nel giorno dell'assemblea dei soci di Sat". Lo ha detto il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, in un'intervista all'emittente pisana 50Canale commentando lo 'strappo' di Sel in dissenso con la maggioranza rispetto al sì alla fusione delle società aeroportuali di Pisa e Firenze. "Sel - ha spiegato Filippeschi - aveva votato l'11 dicembre lo stesso ordine del giorno con cui il Comune, la Camera di Commercio e la Fondazione Pisa hanno dettato le condizioni e le garanzie necessarie per il progetto. Mi sono ritrovato il giorno della decisione sulla fusione con l'intervista sul giornale in cui Danti annunciava le dimissioni, mentre anche il giorno prima, in giunta, nulla era emerso". Infine, il primo cittadino pisano ha dato comunque un giudizio positivo sull'operato di Danti: "È cresciuto in un'esperienza di riformismo e gestione di governo, nella quale ha imparato cosa significhi assumersi delle responsabilità, e affrontare scelte come quella di non isolarsi nella vicenda regionale sull'aeroporto. Ho usato la forza della battaglia per imporre delle richieste di garanzia, in un tentativo che ha avuto successo".
Dimissioni Danti, il deputato Gelli “Scelta contraddittoria, così non si aiuta la città”
“La scelta dell’assessore Danti di rassegnare le dimissioni al Sindaco Filippeschi appaiono totalmente contraddittorie e soprattutto arrivano in un momento nel quale sarebbe più opportuno aiutare la giunta e la città di Pisa” lo dichiara il deputato Pd Federico Gelli, renziano della prima ora, commentando la scelta dell’assessore Dario Danti di rassegnare le proprie dimissione dalla giunta del comune di Pisa. “Il giudizio che Danti esprime sul mandato della Giunta – continua Gelli - sembra essere positivo e in sintonia con quanto fatto fino ad oggi. Allora perché abbandonare il suo ruolo di amministratore capace disinteressandosi del futuro della città? Non sarà procurando l’indebolimento di Pisa in una fase così delicata che Danti rende onore alla sua attività politica. La giunta guidata da Filippeschi, che fino ad oggi ha portato avanti importanti provvedimenti per la nostra città, deve poter contare su chi si mette al servizio dei cittadini e non su chi sfrutta una situazione difficile per improbabili azioni di autopromozione.”
L'intervento dei segretari Nocchi e Ferrante
Siamo di fronte ad una plateale sconfessione del patto che abbiamo siglato con gli elettori, in nome di un lucido calcolo elettorale, fatto con la volontà di rendere non più ricomponibile la frattura che Sel ha creato nella maggioranza pisana.
Si è scelto infatti di non attendere neppure la riunione convocata dal Pd toscano che si terrà domani proprio con l'obiettivo di affrontare il tema delle alleanze in vista delle prossime elezioni.
Così come si è scelto di non partecipare alla riunione della maggioranza convocata alle 17 proprio per confrontarci tutti insieme sul da farsi e chiedere a Danti e Sel di retrocedere dalla loro decisione.
E' un'occasione persa. Un atteggiamento poco leale nei confronti degli altri partiti della coalizione, della Giunta e dello stesso Sindaco. E opaco, perché non se ne comprendono le reali ragioni.
In questi primi anni di governo insieme c'è stata profonda sintonia, massima condivisione delle scelte di fondo. Non si spiega questo cambio di linea, questo rifluire su posizioni di retroguardia.
Anche scorrendo la lettera di dimissioni di Danti c'è il riconoscimento della giustezza della scelta che abbiamo fatto insieme di costruire un'alleanza larga di centrosinistra, c'è la giusta rivendicazione dei risultati della giunta Filippeschi. E soprattutto c'è il riconoscimento del comportamento “inecccepibile” tenuto dal sindaco sulla vicenda di Sat e del sistema aeroportuale toscano. Le scelte di questi mesi le abbiamo condivise tutte. Non c'è stato alcun cambio di linea da parte della maggioranza, quanto piuttosto la presa d'atto del cambio di fase che si è determinato con la privatizzazione e la necessità di tutelare al meglio, anche attraverso il voto per la fusione, l'interesse pubblico e continuare ad esercitare, pur minoranza, un ruolo di controllo e indirizzo sulle scelte che la nuova società opererà.
Tutti percorsi fatti nella piena condivisione delle decisioni, sempre scaturite da un confronto.
Sel e lo stesso Danti decidono di uscire dalla maggioranza per motivi politici e non per questioni attinenti all'azione amministrativa pisana. Così facendo mettono solo in pericolo la realizzazione del programma di mandato.
Pisa invece ha bisogno di certezze e non di un quadro di instabilità. In ogni caso continuiamo a lavorare per un ripensamento, per il mantenimento di quell'alleanza di centrosinistra che governa non solo a Pisa, ma in tanti comuni della provincia in cui Sel esprime amministratori con ruoli di responsabilità in molte giunte.
Non accettiamo che si dica che “nel Pd toscano non è rimasto nulla di sinistra” come ha affermato Cecchetti. A Pisa ed in Toscana le politiche di sinistra vengono portate avanti, con coraggio e lungimiranza, sui diritti civili, sulle politiche sociali, sull'urbanistica e il governo del territorio, sulle politiche di bilancio e la cultura.
Sel sceglie di abbandonare questa esperienza, sperando di lucrare qualche consenso di protesta.
Siamo il più grande partito del socialismo europeo: neppure Cecchetti può negarlo.
Fonte: Ufficio Stampa
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