Oltre 2mila studenti in campo per la giornata della violenza di genere. Il Ferraris Brunelleschi e il Pontormo uniscono le forze

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Decisivo il ruolo della consulta di Vinci e l'opere del centro aiuto Lilith. I casi di persone che si rivolgono per abusi sono in crescita. I commenti dei presidi Mancini e Salvadori


Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

La giornata per sollevare l’attenzione sulla violenza di genere si avvicina a grandi passi. Il mondo della scuola si è preparato con largo anticipo a questo appuntamento in quanto luogo cardine per poter iniziare a fare cultura e prevenzione su questo tema così delicato. Il bacino di studenti interessato dai progetti e dalle lezioni portate avanti dai soggetti in campo è molto ampio: oltre 2mila. Si tratta degli studenti del Ferraris Brunelleschi e del Pontormo di Empoli. Negli ultimi giorni inoltre l’attenzione si è rafforzata e ci sono stati alcuni incontri sul tema in cui l’attenzione è stata puntata sull’emergenza presentando il prezioso lavoro svolto dal terzo settore come il Centro Aiuto Donna Lilith delle Pubbliche Assistenze di Empoli e la risposta istituzionale al fenomeno con la creazione del Codice Rosa presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli. A gran voce però è stata espressa anche la richiesta di azioni di prevenzione e sensibilizzazione ed è proprio questo il terreno su cui si muove l’idea della Consulta delle Donne di Vinci: coinvolgere insegnanti e soprattutto gli studenti delle scuole superiori di Empoli.

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Nell’ Istituto Superiore Il Pontormo, indirizzo scienze umane, sotto la guida delle Prof.sse Rosella Lucchetti, Elisabetta Tringali, Monica Brotini e le operatrici del Centro Antiviolenza Lilith erano già programmati dei percorsi laboratoriali specifici che fra altro hanno preparato le studentesse alle “provocazioni pacifiche” sull’argomento che dovrebbero indurre gli altri studenti e i loro professori alla riflessione sul proprio vissuto, sulla propria gestione dei rapporti sentimentali con l’altro genere o anche dello stesso. Anche all’Istituto tecnico Ferraris-Brunelleschi la risposta all’idea delle donne di Vinci era immediata. Grazie all’interessamento della professoressa Silvia Desideri anche in questo istituto gli studenti cercano di scuotere le coscienze dei loro coetanei con alcune azioni che per adesso non vorremmo svelare per non vanificare l’effetto sorpresa. Il tutto si svolge nella mattinata del 25 novembre e si conclude alle 12 davanti al nuovo edificio della scuola con un momento unitario alla presenza della Preside dell’istituto Daniela Mancini. “Ringraziamo i dirigenti scolastici e gli insegnanti coinvolti per la sensibilità dimostrata e speriamo che questa iniziativa possa essere l’inizio di una collaborazione continuativa con il mondo delle scuole su questo argomento specifico e su tanti altri temi che riguardano le pari opportunità. Auspichiamo anche che si istituisca una tavolo permanente che continui a lavorare insieme sull’area dell’Unione dei Comuni Empolese-Valdelsa e intorno al quale siedano le associazioni e le istituzioni per operare in sinergia”: questo il pensiero di Elisabetta Renieri, presidente della Consulta delle donne di Vinci, pensiero che condivide con Michelle Bachelet, Vice-Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women* (vedi sotto articolo estratto dal sito dell’UNO).

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Uno dei momenti della presentazione della iniziativa al Ferraris Brunelleschi di Empoli (foto gonews.it)

Le donne della Consulta, nella quale collaborano oltre a donne singole anche diverse associazioni come Lilith (appunto!), ASTRO e da poco anche le donne dell’Auser (che hanno messo a disposizione le scarpe), contribuiscono con l’installazione delle Scarpe Rosse ormai divenute simbolo delle donne vittime di violenza. L’idea dell’artista Elina Chauvet è nata nel 2009 a Ciudad Juarez, città Messicana tristemente nota per le sparizioni e le uccisioni di tantissime donne. Scarpe, oggetto di culto delle donne rimaste senza le loro padrone, ogni paio simbolo di una donna che non c’è più perché uccisa dal proprio marito, amante, fidanzato, … e rosso, colore della passione, dell’amore e del sangue versato di troppe donne. Ma le scarpe rimaste continuano a camminare.

Già nel mese di luglio il Comune di Vinci ha ospitato le scarpe rosse nel suo centro storico grazie alla collaborazione della regista Anna Dimaggio e della fotografa Lucia Baldini che hanno portato questo simbolo nel nostro territorio arricchendo le iniziative con performance teatrali e fotografie d’autore rendendo questi eventi unici dove si mescolano arte visiva e recitazione. Nell’occasione alcune delle donne si sono messe in gioco diventando performer sotto la guida della regista e il Vice-Sindaco di Vinci, Alberto Casini ha partecipato in prima persona recitando una poesia e firmando l’impegno di essere custode di un paio di scarpe rosse come simbolo dell’impegno del Comune per l’eliminazione del fenomeno, impegno preso anche attraverso l’adesione all’appello “365 giorni di no alla violenza”. “Non vogliamo produrre mera retorica in una giornata per o contro qualcosa”, così l’assessore alle pari opportunità Claudia Heimes, “il nostro impegno va esteso sugli altri 364 giorni dell’anno come ci richiede l’appello cui abbiamo aderito in modo convinto con un atto di Giunta. Perciò per esempio finanziamo percorsi di sensibilizzazione all’interno della scuola media come proseguimento del progetto CReA che due anni fa ha portato il tema nelle scuole del Circondario Empolese-Valdelsa. Altro step è l’apertura di uno sportello di ascolto nelle stanze della sede comunale in Via Battisti di Sovigliana che avverrà entro fine novembre, su proposta del Centro Lilith e interamente gestito dalle loro volontarie. Questo sportello non dovrebbe solo servire a donne che stanno già subendo violenza ma anche a chi ha dei dubbi da sciogliere perché magari sta osservando atteggiamenti e comportamenti nel proprio ambiente e cerca chiarimenti e una mano.”

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