
Si tratta, secondo l'assessore Santarelli di capire che "le norme da sole non bastano, l'importante è lavorare a fondo sulle nuove generazioni, solo così l'opera di prevenzione sarà davvero efficace"
Promuovere azioni finalizzate alla prevenzione di “ogni forma di violenza contro le donne”.
Istituire e sostenere reti che coinvolgano il più ampio numero di enti, istituzioni, servizi e associazioni. Impegnarsi sul territorio affinché diventino operativi centri antiviolenza e case rifugio.
Sono solo alcuni degli obiettivi contenuti nella Carta d’intenti “Campagna 365 giorni no”, promossa dal Comune di Torino e dall’ANCI, al quale ha aderito la Giunta Comunale di Castelfiorentino in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
L’adesione a questo documento, quasi un manifesto dei comuni italiani per combattere un fenomeno che purtroppo ha assunto dimensioni impensabili fino a qualche anno fa, segue di alcuni mesi il sostegno del Comune al progetto itinerante “scarpe senza donne” (evento dall’alto valore simbolico, con cui si intende rappresentare il dramma del femminicidio attraverso 127 paia di scarpe, tante quante sono state le donne uccise in Italia solo nel 2012 e per il quale il Comune di Castelfiorentino sarà “custode” di un paio) e il richiamo alla Convenzione di Istanbul, approvata recentemente dalla Camera dei Deputati, la quale rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che istituisce un meccanismo di tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza.
Tuttavia l’evoluzione, sia pure positiva, del quadro normativo, non può essere sufficiente a colmare un vuoto di mentalità, un’arretratezza di tipo culturale. Per questo, come ricorda l’Assessore alle Pari Opportunità, Mariella Santarelli, le istituzioni devono sentirsi impegnate non solo a fare buone leggi, ma anche a stimolare e sostenere tutti gli interventi che rivestono una particolare rilevanza sotto il profilo educativo, con un occhio puntato alla formazione delle nuove generazioni.
“Le norme – sottolinea Mariella Santarelli – non bastano, da sole, per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne.
Il problema è anche e soprattutto di carattere culturale, che deve vedere le istituzioni impegnate a stretto contatto con le associazioni, le scuole, l’intera comunità, per rimuovere i pregiudizi e le cause più profonde di un fenomeno che ha ormai assunto dimensioni dilaganti, come la realtà di ogni giorno drammaticamente ci rivela”.
“Questo 25 novembre – conclude – non può quindi essere una ricorrenza rituale; deve bensì offrire l’occasione per confrontarsi e approfondire il problema, per costruire un processo di cambiamento della cultura e della mentalità. Solo così si riuscirà ad arginare questa violenza cieca, che solo nel 2013 ha registrato il deprecabile primato di un femminicidio ogni 2 o 3 giorni”.
Fonte: Comune di Castelfiorentino - Ufficio Stampa
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