
Nonostante le performance negative del fatturato della filatura italiana (-2,2% nel 2014, superando di poco i 2,9 miliardi di euro), l'edizione 76 di Pitti Filati omaggia la produzione del Bel Paese, sulla scia dell'interesse suscitato da Expo 2015. Sono 128 i marchi totali a questa edizione (dal 28 al 30 gennaio a Firenze), di cui 16 provenienti dall'estero (Gran Bretagna, Giappone, Turchia, Cina e Germania), con le anteprime delle collezioni di filati per maglieria per la primavera-estate 2016.
Come per le fiere dedicate alla moda uomo e bimbo, anche qui Walkabout Pitti è il tema-guida, per esplorare la dimensione del viaggiare a piedi. Un viaggiare che porta in Italia: lo Spazio ricerca propone un viaggio attraverso le atmosfere del nostro Paese con il progetto MagliaItalia. "Sulla scia dell'interesse per l'Italia a livello mondiale suscitato dall'Expo - dice Angelo Figus, direttore artistico dello Spazio ricerca - la prossima P/E 2016 risentirà fortemente della suggestione 'italiana' e della percezione che del nostro Paese si avrà all'estero. Questa edizione rappresenta un omaggio al Made in Italy inteso come un'esigenza che coniuga bellezza, artigianalità, qualità e ricerca". In Fortezza vengono presentate delle maglie costruite con dei punti ispirati alle varie regioni d'Italia per esplorare le particolarità e le atmosfere di ciascuna di queste, inoltre sono state allestite 14 atmosfere che interpretano la cartella colori della prossima P/E 2016. Non solo.
Torna anche a questa edizione Denim Italiano, il progetto che nasce dalla collaborazione con Milano Unica dedicato alla filiera del denim italiano. In mostra un guardaroba realizzato da una selezione di aziende della filiera italiana del denim, tra tessitori, confezionisti, accessoristi, ricamifici e lavanderie. In concomitanza con la fiera, dal 28 gennaio al 1 febbraio, alla Stazione Leopolda va in scena Vintage Selection, mostra-mercato di vintage, che festeggia 25 anni: sarà allestita l'installazione Loghi dell'artista Giuseppe Restano, con le icone tramandate dalla pubblicità.
Per filatura fatturato in calo (-2,2%). Cala anche export (-1,9%),mentre import in area positiva (+0,7%)
Per il terzo anno consecutivo l'industria italiana della filatura registra una performance negativa, sia in termini di fatturato che di export. Secondo le stime preliminari di Sistema Moda Italia, diffuse oggi alla vigilia di Pitti Filati (dal 28 al 30 gennaio a Firenze), il fatturato nel 2014 dovrebbe registrare un calo del -2,2%, superando di poco i 2,9 miliardi di euro. Anche il valore della produzione italiana è in area negativa (-2,8%). Cala anche l'export (-1,9%), portandosi a circa 880 milioni di euro.
L'import invece fa registrare un'inversione di tendenza (+0,7%).
Analizzando i dati Istat sui primi dieci mesi del 2014 si rilevano dinamiche positive per l'export di cotone (+2,8%) e di lino (+21,5%), mentre la filatura laniera segna un decremento del 5%. Contestualmente, nel caso dell'import, il filato di cotone cede il 2,6%, mentre la filatura laniera cresce del 2,8%; positiva risulta anche la filatura liniera (+8,4%). Per i filati cardati si rileva una contrazione delle vendite estere pari al -6,1%, performance su cui grava soprattutto il decremento che ha colpito l'area extra-Ue, in flessione mediamente del 17%.
L'export di filato pettinato registra ancora un trend negativo (-2,2%), mentre l'export di filati misti chimico/lana una diminuzione a due cifre per il terzo anno consecutivo (-12,4% a valore e -12,8% a volume). Insomma la filatura italiana non ha messo a segno l'atteso cambio di passo, secondo Smi nel 2015 si potrebbe assistere ad un ritorno in area positiva.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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