
Dentro alle complesse cornici del Dossier Statistico Immigrazione 2014 UNAR e del Rapporto Immigrazione-Imprenditoria di CNA Impresa sensibile i numeri di Prato (riferiti al 2013) parlano chiaro: le imprese a conduzione immigrata incidono per il 24% sul tessuto produttivo locale e fra queste quelle a conduzione femminile sono quasi il 36%. Sempre nel 2013 le imprese straniere a Prato sono aumentate del 4%, arrivando a 8.171, il 17% del totale regionale.
Con questi numeri, oltre che col panorama nazionale e regionale di flussi migratori, si sono confrontati ieri sera a palazzo Buonamici il vice presidente della ProvinciaEmiliano Citarella, il vice sindaco del Comune di Prato Simone Faggi, il presidente di Cna Prato Claudio Bettazzi e il presidente di Cna World China Wang Li Ping, che hanno commentato le presentazioni di Franco Pittau del Centro Studi e Ricerche IDOS e di Fosco Corradini di Cna nazionale.
“Prato sta lavorando intensamente per l'emersione dell'illegalità e l'integrazione delle imprese straniere sane nel tessuto produttivo – ha detto in apertura Citarella – Dobbiamo sostenere in ogni modo questo percorso perché la messa in valore degli imprenditori stranieri e delle loro aziende è una ricchezza per tutto il distretto”.
“Il patto per il lavoro sicuro di Prato rappresenta una scommessa vera, quella di trovare un modello che garantisca il percorso di emersione dall'llegalità – ha aggiunto il vicesindaco di Prato Faggi – La potenzialità della nostra città, purtroppo schiacciata dalla perdurante crisi, è straordinaria. Abbiamo il mondo in casa, ragazzi che parlano cinese, arabo, decine di lingue. E il lavoro del terzo settore è un presidio prezioso”.
“Nelle aziende pratesi spesso l'integrazione è già una realtà ed è un elemento di forza per tutto il distretto – ha affermato Bettazzi – I soci stranieri della Cna oggi sono 240,fra cui anche molte aziende importanti. E' un lavoro lungo ma di cui non bisogna stancarsi, perché non ha alternative”.
“A Prato sono arrivato nel 1990 e per i primi dieci anni la mia azienda non ha fatto che collezionare multe. Chi arriva dalla Cina non conosce le leggi di questo paese, l'ambientamento è difficile anche perché manca il dialogo con gli italiani– ha concluso Wang Li Ping – Il lavoro che sta facendo la Cna invece fa la differenza per le imprese cinesi, e lo ha fatto anche per me”.
Il rapporto UNAR offre la consueta panoramica sui flussi in Europa e in Italia analizzando soprattutto l'anno 2013, mentre il focus Immigrazione e Imprenditoria sulla nascita e l'evoluzione delle cosiddette imprese immigrate ad opera di CNA Impresa sensibile fornisce interessanti dati. Le imprese straniere in Italia sono 480 mila, il 10% di quelle italiane, in Toscana 48 mila. Dal rapporto emerge l'eccezionale resistenza delle imprese condotte da immigrati anche di fronte alla crisi, segno di una propensione all'impegno nel lavoro che deriva anche dalle condizioni di vita precedenti all'arrivo in Italia.
Fonte: Ufficio Stampa
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