Seduta segreta in Consiglio sulla Tav. Si svolgerà dopo i lavori d'aula ordinari

Il consiglio regionale (foto gonews.it)

Il Consiglio regionale si riunirà in seduta non pubblica appena conclusi i lavori della seduta ordinaria in corso (convocata  questo pomeriggio e domattina, mercoledì 17 dicembre). All’ordine del giorno sessione a porte chiuse il dibattito sui fatti dell’Alta velocità di Firenze, già avviato in occasione della presentazione delle quattro relazioni che hanno concluso i lavori della commissione di inchiesta sull’Alta velocità.

I lavori dell’assemblea (ordinaria) di oggi pomeriggio, si sono aperti con la votazione di due proposte di legge di iniziativa dell’Ufficio di presidenza e presentate dal presidente Alberto Monaci, che ha parlato di “un aggiustamento” ritenuto “opportuno” secondo la logica di “non lasciare a chi verrà un guscio vuoto”.

Non hanno partecipato alla votazione di entrambe le proposte di legge i gruppi di Forza Italia e di Fratelli d’Italia perché, come spiegato rispettivamente da Paolo Ammirati (FI) e da Giovanni Donzelli (FdI), non si sentono rappresentanti dall’Ufficio di presidenza dell’assemblea, che “non rappresenta gli equilibri tra maggioranza e minoranza in Consiglio” (Donzelli).

La prima delle leggi approvate - a maggioranza, 33 voti favorevoli su 35 votanti, due astenuti - modifica le norme sulla Commissione regionale Pari opportunità (l.r. 76/2009). Si interviene sulla durata in carica dell’organismo, che diventa coincidente con quella della legislatura regionale. La conseguenza è che si applica così la disposizione generale prevista dall’articolo 18 della legge regionale sulle nomine e designazioni regionali, che determina la scadenza dell’organismo il centocinquantesimo giorno successivo alla prima seduta del nuovo Consiglio regionale.

L’altra legge votata, anch’essa a maggioranza – 34 votanti, 33 favorevoli e un astenuto -  interviene sulla legge che disciplina l’autonomia dell’assemblea regionale. Il testo si inserisce nel complessivo processo di riordino della struttura regionale avviato dal Consiglio, in accordo con la Giunta, nel segno di un ulteriore riduzione di spesa pubblica. In tal senso è confermato l’impianto complessivo del segretariato generale, ma si riducono da un massimo di tre ad un massimo di due le direzioni di area, rimarcando il carattere solo eventuale della loro costituzione comunque rimessa alla valutazione dell’Ufficio di presidenza. Una valutazione che, precisa il testo della modifica, è “da operarsi anche alla luce di quelli che saranno i complessivi effetti del generale riordino e riduzione di tutte le strutture dirigenziali”, e cioè delle esigenze organizzative e funzionali che si determineranno dalla prossima legislatura. La riforma della legge 4 recepisce anche quanto previsto nelle “Linee guida per l’elaborazione di leggi regionali sull’autonomia dei Consigli”, approvate dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome nella seduta del 4 dicembre 2014.

E’esplicitato un aspetto dirimente per il corretto e pieno svolgimento dell’autonomia consiliare nell’ambito delle funzioni di legislazione, indirizzo politico, controllo, valutazione dei risultati delle politiche regionali: è previsto esplicitamente l’accesso da parte del Consiglio alle banche dati in possesso della Giunta, rimesso a un’apposita intesa tra Ufficio di presidenza e Giunta regionale. La legge entra in vigore alla data dell’inserimento del Consiglio della prossima legislatura regionale. Paolo Marcheschi (FdI), nell’annunciare all’aula la non partecipazione al voto del suo gruppo perché non rappresento nell’ufficio di presidenza, ha parlato di “una legge che un po’ indebolisce il Consiglio”; “Nella passata legislatura – ha aggiunto -, le leggi andavano tutte in altro verso”.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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