Usi civici, Fedeli: "Le norme tutelano residenti che ‘usano ma non consumano’ i beni comuni"

Giuliano Fedeli

Nuova tappa del percorso partecipativo, avviato nel 2012, verso il regolamento di attuazione della nuova legge regionale sugli usi civici. Si è svolta questa mattina all’accademia dei Georgofili dove si è parlato della nuova normativa che ha ricollocato tra le priorità di governo le politiche per l’agricoltura e per il mondo rurale.

La legge si propone di promuovere e valorizzare la gestione comunitaria del territorio civico, prevalentemente boschi e pascoli, tutelando la proprietà collettiva come integrazione del reddito delle popolazioni residenti per agevolarne la permanenza nelle zone svantaggiate. Tale utilizzo ha anche una finalità conservativa dei beni per le generazioni future, è quindi una gestione sostenibile. La legge regionale riconosce la comunità dei residenti quale legittima proprietaria dei beni civici e stabilisce che la loro gestione debba avvenire secondo le regole del diritto privato.

Tre le considerazioni del vicepresidente del Consiglio regionale Giuliano Fedeli intervenuto al convegno. “La legge – ha detto Fedeli - riconosce, tutela e valorizza le comunità degli usi civici che hanno dimostrato di saper ‘usare’ quei beni comuni senza ‘consumarli’”. La seconda considerazione è legata alla partecipazione. “A me piace – ha sottolineato il vicepresidente - la definizione di ‘utente di uso civico’ così come definita dalla nostra legge regionale perché è stata svincolata dalla cittadinanza. Per partecipare alle assemblee delle ASBUC (amministrazioni separate dei beni di uso civico) e per usufruire dei beni civici, basta avere la residenza nella frazione o nel comune titolare dei beni civici, non importa da qualunque parte del mondo si arrivi. E questo è un modo per favorire l’integrazione”. Infine, Fedeli ha parlato del rapporto tra Europa e territori. “E’ importante – ha evidenziato - incoraggiare una nuova alleanza tra le nostre comunità locali e l’Unione europea. Non solo perché le risorse arrivano sempre più da Bruxelles ma anche perché senza le norme di tutela dell’Unione europea i nostri prodotti di eccellenza non avrebbero alcuna protezione in un mercato globale.”

Sono intervenuti anche il presidente dell’Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi, Antonio Jannarelli, ordinario di diritto agrario dell’Università di Bari, Pietro Catalani, commissario agli usi civici di Lazio e Toscana. A chiudere l’incontro l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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