Il silenzio di Barbiana in un’opera: L’inaugurazione del lavoro su Don Milani realizzato dall’artista Di Palma

Un’opera dell’artista italo canadese Antonio Di Palma ispirata a don Milani e alla sua scuola allestita nella cripta della Basilica di San Lorenzo a Firenze. È il modo scelto da FDLM, la Fondazione Don Lorenzo Milani, per chiudere i due anni di celebrazioni del 90° anniversario della nascita del sacerdote di “Lettera a una professoressa”. La scelta di Di Palma non è certo casuale: considerato negli anni ottanta uno dei giovani più promettenti delle nuove avanguardie italiane, lasciò per scelta e dissenso gli ambienti delle gallerie e delle Biennali per ritirarsi proprio a Barbiana, dove ha continuato a lavorare in modo indipendente.

Il progetto che ha dedicato a Don Milani si intitola Il linguaggio universale del silenzio a cura di Sandra Ge-sualdi. Prende spunto proprio dal profondo silenzio che trovò Lorenzo quando giunse su quella montagna e che anche l’artista ha imparato a conoscere e sperimentare in questi oltre venti anni di residenza su Monti Gio-vi. Un monumentale trittico sapientemente foggiato di pieni e vuoti scultorei, cromato di blu e particolari in doratura con tavole in giallo ocra e verde brillante che ne spezzano l’andamento. Sopra Di Palma vi proietta immagini fotografiche rielaborate graficamente, ma mai ritoccate, che si fondono con l’opera stessa e ne assorbono il colore.

È il linguaggio originale del lavoro del Di Palma, che rende vive e tridimensionali le figurazioni, animate dal colore e inglobate nella scultura. Le fotografie proiettate, tutte originali e d’epoca, in bianco e nero, sono quelle della scuola di Barbiana di-gitalizzate di recente per motivi conservativi e catalogate dalla Fondazione DLM, dopo un lavoro di ricerca, recupero e archiviazione.

L’artista tradizionalmente fonda le sue opere con l’ambiente che lo circonda utilizzando materiale così det-to “povero” e organico. Apprezzato dai maggiori critici, soprattutto da Renato Barilli che ha voluto offrire un suo contributo al ca-talogo ragionato, Di Palma forgia e modella il legno alla maniera dei laboratori rinascimentali con dovizia di cesello e intarsiature, che poi imbeve di schiette e coinvolgenti note cromatiche ricavate dall’uso antico delle terre legate all’uovo. Ne risultano sculture dalla poetica minimalista, rese virtuali dagli interventi dei colori. Una poetica molto vicina per modi e ispirazioni alle modalità scelte da don Lorenzo Milani per la sua opera, secondo cui non occorrono grandi mezzi per intraprendere imprese importanti e che la grandezza di un uomo (e di un arti-sta) non si valuta dal luogo in cui vive e lavora.

La curatrice: “Il linguaggio universale del silenzio” è una sorta di affresco del ventunesimo secolo che prende vita e si anima abbagliato dai toni accesi. I ragazzi di don Milani sembrano così irrorati da una poesia che il linguaggio contemporaneo dell’artista ferma nel tempo e nello spazio, dandogli nuova vita. Antonio Di Palma torna con un’opera che solo a Barbiana e solo la purezza del silenzio avrebbe potuto of-frirgli. Un prodotto d'ingegno pensato e costruito in loco, da un artista “barbianese”, con i legni scelti dai boschi di lassù; senza compromessi, nato dall'etica e dalla coerenza del maestro e di chi ha creduto in lui quando tutti lo avevano dimenticato”.

Il lavoro del Di Palma sarà introdotto dalla recente mostra fotografica Barbiana e la sua scuola, a cura di Sandra Gesualdi e Pamela Giorgi con una selezione del fondo fotografico della Fondazione DLM che traccia per immagini la biografia di quella scuola di montagna, con scatti famosi e inediti. Emergono la vita e gli svi-luppi della scuola di Barbiana attraverso foto d’epoca restaurate e molte mai viste. Progetto speciale – Opera dell’artista Antonio Di Palma ispirata a don Lorenzo Milani

Titolo: Il linguaggio universale del silenzio. Don Lorenzo Milani nell’opera di Antonio Di Palma

Progetto: Fondazione Don Lorenzo Milani

Opera: Antonio Di Palma

Curatela e catalogo: Sandra Gesualdi

Luogo: Sala Donatello, Basilica di San Lorenzo, Firenze

Periodo: 6 dicembre 2014 – 31 gennaio 2015

Inaugurazione: 6 dicembre 2014 h. 17

Orari: Dal lunedì al sabato h. 10 – 17

Ingresso libero. Chiusa i festivi ad eccezione del 26 dicembre

Ed. catalogo: Edizioni Noferini

Fotografia e grafica: Studio Noferini

Progettazione allestimento: Antonio Fara

Contributi a catalogo: Paolo Bambagioni, Michele Gesualdi, Giovanni Pallanti

Testi Critici: Renato Barilli, Sandra Gesualdi

Collaborazione: Regione Toscana, Basilica San Lorenzo, Giovanni Pallanti, Opera Medicea Laurenziana

Patrocinio: Regione Toscana, Comune di Firenze, Provincia di Firenze

Mostra fotografica: Barbiana e la sua scuola a cura di Sandra Gesualdi e Pamela Giorgi

Il 7 dicembre a Barbiana, per ricordare i 60 anni dell’arrivo del priore si svolgerà a Barbiana, partenza h. 16.30, una fiaccolata lungo il sentiero della Costituzione.

E’ lo stesso sentiero che fece don Lorenzo quando 60 anni fa arrivò a Barbiana a piedi per raggiungere la sua chiesa. Su quella mulattiera è nato il “Sentiero della Costituzione Italiana” con 48 grandi pannelli che illustrano gli articoli della Costituzione, uno dei testi più studiati a Barbiana.

Tra le più rilevanti progetti speciali di questo bienni: le due mostre allestite con i dipinti e disegni del giova-ne Lorenzo realizzati prima della conversione “Don Lorenzo Milani e la Pittura dalle opere giovanili al Santo Scolaro”, grazie alle quali è stato possibile formulare nuove ipotesi che hanno contribuito ad ampliare la sua biografia (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, giugno-luglio 2013 e Milano, Museo Diocesano, maggio-giugno 2014 curate da Cesare Badini e Sandra Gesualdi); l’edizione del volume “Perché mi hai chiama-to” (ed. San Paolo a cura di Michele Gesualdi, giugno 2013), che raccoglie carteggi, la maggior parte inediti, sul tema della fede in don Milani e il volume fotografico Barbiana e la sua scuola. Immagini dall’archivio fo-tografico della FDLM Ed. Aska, 2014 a cura di Sandra Gesualdi e Pamela Giorgi), la prima biografia per im-magini della famosa scuola.

Fonte: Ufficio Stampa

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