
"Nel Consiglio Comunale a Empoli di lunedì scorso, abbiamo verificato quale sia l'atteggiamento politico e amministrativo di una forza politica che interpreta autenticamente la gestione privatistica e capitalistica del bene comune 'acqua'. La granitica maggioranza empolese, con i suoi comportamenti, non solo non ha favorito, ma ha proprio evitato che si riflettesse su cosa significhi aprire i rubinetti dell’acqua, in una terra, la nostra, che da sempre ha costruito i tratti del suo buongoverno sul rapporto con questa risorsa vitale.
Magari pensassero a depurarla e distribuirla, proteggendola dalle logiche pericolose care al profitto e ai profittatori! Non si tratta soltanto di avere grande attenzione alla espressione referendaria di alcuni anni fa, che affermò con milioni di voti un indirizzo politico preciso (il mantenimento dell'acqua nella mano pubblica); si tratta, per una Sindaca e per un consiglio comunale, di non scherzare con le “partecipate”, con queste forme aziendali di gestione sovracomunale, che anche vedendoci azionisti insieme ad altri, potrebbero lo stesso, all’interno di nuove concessioni e conseguenti nuovi rapporti di forza centralistici, consegnare la nostra acqua nelle mani di amministratori delegati indicati da una Multiutility romana! .
Sono questi i motivi in nome dei quali una maggioranza consiliare come quella del Pd dovrebbe preoccuparsi di 'far sapere': di divulgare i programmi sull’acqua, i piani di depurazione, la prevenzione dei disagi e dei disastri, tutto quanto interessa questo bene comune e quindi il nostro benessere. Prendano atto che sarebbe buona regola, doverosa per loro e necessaria per il buongoverno, portare in consiglio i bilanci di queste aziende, motivare le nomine fatte, i rapporti finanziari ed economici; dire con chiarezza quanto spendiamo e quanto rischiamo, o quanto produciamo in termini di utili (non solo finanziari, ma anche ambientali).
L’altra sera invece la maggioranza in consiglio comunale ha risposto come un muro di gomma, infastidita dall’o.d.g. di #fabricacomune. Eppure diversi comuni (toscani e non) sono scivolati nel dissesto per aver sottovalutato le loro partecipazioni: quindi è un diritto discutere e conoscere, pretendere che, al momento dell'approvazione dei prossimi bilanci, si conosca lo stato delle cose sia attorno all’acqua, sia attorno a tutti i servizi che gestiamo in forma aziendale sovracomunale.
Quel che abbiamo registrato è una tranquilla acquiescenza agli indirizzi politici dominanti. Noi siamo fortemente convinti che non sia possibile ridurre il nostro Comune, i Comuni, ad essere meramente dei gabellieri per conto di quanti gestiscono e guadagnano su l’acqua, i rifiuti, il metano. Abbiamo l’impressione che non si rendano conto, i nostri amministratori, della delicatezza e dell’importanza di questi argomenti, di ciò che stiamo perdendo in modo definitivo, delle ricchezze, degli interessi e dei nuovi monopoli (non più controllabili) che stanno prendendo forma contro l’interesse collettivo. E non possiamo certo dimenticare che lunedi’ scorso, è stata completamente disattesa la volontà dei quasi 27 milioni di NO al referendum 2011.
Come SEL dell’empolesevaldelsa non ci resta che prenderne atto e darne l’annuncio".
SEL sinistra ecologia liberta’ circolo empolesevaldelsa
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