Il sociologo John Zeislel per parlare di Alzheimer

Zeislel

È considerato uno dei più importanti innovatori nell’ambito del trattamento non farmacologico dell’Alzheimer. Il sociologo John Zeisel sarà ospite lunedì 17 novembre del Centro diurno Alzheimer “Le Civette” dell’Azienda sanitaria di Firenze, in via San Salvi, dove alle 16.30 presenterà il suo libro “… E sono ancora qui….”, il cui esplicativo sottotitolo è: “… anche se i ricordi espliciti delle esperienze scivolano via, il tessuto emozionale resta…”.

L’approccio di John Zeisel a questa malattia, che solo nella provincia di Firenze, su oltre 248 mila ultra 65enni (il 25% del totale della popolazione) colpisce più di 12 mila persone alle quali se ne aggiungono altre 23 mila con diagnosi di demenza, è teso a mostrare come la musica, la danza e la pittura assieme ad altre attività di contenuto artistico possano aiutare a capire e a comunicare con coloro che sono affetti da Alzheimer.

John Zeisel nel suo libro promuove la propria filosofia in un’ottica di assistenza che rivoluziona profondamente il modo di comunicare con chi è affetto da questo morbo. Dopo decenni di esperienza sul campo è giunto ad una propria conclusione: è possibile rimanere in contatto con le persone che amiamo, anche quando queste convivono con l'Alzheimer facendo leva sulle abilità che si mantengono nel tempo, come la comprensione musicale, l'arte, le espressioni facciali e il tatto, in modo da coinvolgerle in una serie di attività che stimolano la memoria e le percezioni ambientali. Andare a teatro, visitare un museo, dipingere, ascoltare la musica, assistere a una partita di calcio, guardare vecchi film, vedere vecchie foto: tutto questo può essere fonte di soddisfazione perché, anche se i ricordi espliciti di queste esperienze si sono annebbiati a causa dei modi complessi con cui la demenza colpisce il cervello, le connessioni emozionali restano. I ricordi non vengono conservati solo in una parte del cervello, ma vengono archiviati in più aree: i volti in una, i colori in un'altra, le emozioni legate all'esperienza in un'altra ancora. Con il metodo proposto da Zeisel è possibile dunque il riaffiorare di alcune immagini, o fare in modo che i singoli elementi possano ricomporle in un ricordo specifico.

All’evento del 17 hanno contribuito la fondazione Franceschi Onlus, che attraverso i propri professionisti svolge un’attività di consulenza psicologica e psicoterapia individuale, di coppia e familiare; l’associazione Anna impegnata a tutelare e promuovere il benessere della persona, dal punto di vista relazionale, cognitivo, affettivo, comportamentale; la cooperativa sociale Il Quadrifoglio le cui attività ruotano attorno al concetto “cura” come una risposta al bisogno attraverso un’offerta di servizi diversificati, efficaci ed efficienti, al cui centro c’è la persona, i suoi diritti, i suoi bisogni, i suoi sentimenti, la sua autonomia.

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