
"La legge Del Rio affida alle Città Metropolitane funzioni specifiche e aggiuntive. Ecco perché non sono Province con un altro nome, ma enti costituzionali". Il Sindaco Metropolitano di Firenze Dario Nardella chiede alla Regione Toscana "di prendere atto di questa differenza tra Province e Città Metropolitana. Vi è una rosa di funzioni che possono essere dislocate con discernimento. E' inutile ripartire competenze se non sono chiare le risorse disponibili sulla base della legge di stabilità".
In qualità di responsabile del coordinamento delle Città Metropolitane, Nardella ha annunciato stamani nel Consiglio metropolitano di Firenze di aver aperto una trattativa col Governo sui nuovi Enti: "Non si può pensare che il taglio delle risorse possa abbracciare in modo indistinto due diversi enti come Province, che vanno ad alleggerirsi in vista di un loro superamento, e Città Metropolitane che hanno un'altra missione. Dunque chiediamo il riconoscimento della specificità delle Città metropolitane e del loro ruolo nel contesto nazionale".
Si tratta anche di stabilire gli strumenti fiscali della Città Metropolitana. Per Nardella la strada da percorrere è quella di assorbire in una sola local tax anche i cespiti dal destinare alla Città: "Il Governo dovrebbe tenere conto della specificità degli Enti che sono stati virtuosi nella tassazione e nell'uso delle risorse".
Città Metropolitana, Nardella illustra la bozza di Statuto
Sette titoli e 28 articoli per uno Statuto snello che concretizza ruolo e funzioni della Città Metropolitana di Firenze. La bozza, "una proposta aperta", è stata illustrata stamani dal Sindaco metropolitano Dario Nardella nel Consiglio convocato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Pur facendo riferimento al modello proposto dall'Anci, lo Statuto metropolitano di Firenze presenta caratteristiche originali e innovative in ordine, ad esempio, alla pianificazione strategica, per "realizzare uno sviluppo territoriale, economico e sociale condiviso con i Comuni ad essa appartenenti" (art.5), e al Piano territoriale metropolitano che costituirà "il quadro di riferimento per i piani di competenza dei Comuni e dei loro strumenti regolativi" (art. 6). Il Piano definisce le scelte per il governo del territorio nel medio e lungo termine. In sintesi, rispetto al "vecchio" Ptcp (Piano territoriale di coordinamento), lo Statuto recepisce le novità della legge Del Rio (che affida alla Città metropolitana il coordinamento della pianificazione territoriale generale) e consente di associarle alla legge regionale 49/214. Di fatto lo Statuto prefigura la possibilità per i Comuni di scrivere insieme le regole urbanistiche.
Nei rapporti tra Città Metropolitana ed altri Enti "per lo svolgimento di funzioni, servizi o specifiche attività, singoli Comuni o Unioni di Comuni possono avvalersi degli uffici della Città metropolitana" e viceversa, in base a convenzioni "che definiscono obiettivi, modalità, durata dell'avvalimento, disciplinando i rapporti finanziari tra le amministrazioni coinvolte" (Art.22).
Un segnale molto forte il Sindaco Metropolitano lo ha voluto lanciare in direzione di "enti e società strumentali "marcando una novità e differenziandoci dal passato, perché non ci si allarghi in ambiti non appropriati". In base all'art. 20, infatti, "la Città Metropolitana non può istituire enti strumentali e società di diritto privato o assumere partecipazioni in enti e società diverse da quelle già esistenti". La Città Metropolitana, inoltre, promuove "l'accorpamento, la fusione e la dismissione delle società e delle partecipazioni non funzionali ai fini istituzionali allo scopo di conseguire risparmi o una migliore funzionalità nello svolgimento delle attività".
Nell'organizzazione degli uffici e dei servizi, il nuovo Ente persegue "obiettivi e criteri di coordinamento, responsabilità, efficienza, efficacia, contenimento dei costi, flessibilità, valorizzazione delle professionalità di dirigenti e dipendenti, promozione delle pari opportunità e rispetto delle relazioni sindacali" (art.25).
In presenza di ragioni eccezionali di necessità e urgenza il Sindaco metropolitano "può esercitare con provvedimento d'urgenza i poteri del Consiglio". Questi provvedimenti dovranno essere sottoposti a ratifica del Consiglio' nella prima seduta utile e, in caso di mancata ratifica, perdono efficacia sin dal momento della loro adozione (art. 15).
Nella bozza di Statuto si specificano i compiti della Conferenza metropolitana, organo collegiale composto da tutti i Sindaci dei Comuni compresi nella Città, con poteri propositivi e consultivi, nonché quelli deliberativi riconosciuti dalla legge. La Conferenza dovrà dotarsi di un regolamento per disciplinare il proprio funzionamento.
Nardella ha sottolineato, nell'illustrazione dello Statuto, non solo il ruolo dei Quartieri (alcuni dei Presidenti, peraltro, hanno seguito i lavori del Consiglio: Maurizio Sguanci per il Q1, Mirko Dormentoni per il Q4, Cristiano Balli per il Q5), ma anche le richieste di integrazione nella Città Metropolitana di Firenze avanzate da Comuni della provincia di Siena, di Arezzo e Prato, confinanti con la provincia fiorentina.
Mercoledì 26 novembre e mercoledì 10 dicembre le prossime sedute del Consiglio metropolitano, nelle quali, possibilmente, chiudere il lavoro sullo Statuto. Entro cinque giorni prima dello svolgimento delle assemblee, sarà possibile per i gruppi presentare gli emendamenti. Nella discussione si procederà per articolo e per ordine di presentazione degli emendamenti.
Accolta la proposta di Marco Semplici (Forza Italia) di una riunione organizzativa con il Sindaco metropolitano per stabilire l'ordine del giorno e la programmazione dei lavori del Consiglio.
Fonte: Ufficio Stampa Consiglio Metropolitano di Firenze
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