
Dopo un lungo dibattito l’Aula ha approvato il Piano sanitario e sociale integrato regionale 2012-2015 (PSSIR): su 38 votanti, 25 si sono espressi a favore e 13 contro. Le quattro mozioni collegate sono state invece respinte. La prima, a firma del consigliere Gabriele Chiurli (gruppo Misto), chiedeva il dipartimento unico della disabilità e dell’anagrafe regionale del disabile; la mozione di Monica Sgherri (Rc-ci) era invece riferita alla pubblicizzazione tramite i Cup del piano regionale sulle liste di attesa “e dei provvedimenti previsti in caso di tempi di attesa che non rispettano lo stesso piano”. Respinte anche due mozioni firmate dal gruppo di Forza Italia (primo firmatario Stefano Mugnai): una sul miglioramento della programmazione degli interventi sul sistema sanitario e per il welfare regionale toscano; l’altra per la riforma del sistema burocratico amministrativo, con la richiesta dell’introduzione del Testo unico coordinato sulle leggi in materia sanitaria, sociale e veterinaria e la riduzione delle cariche assessorali nelle materie socio sanitarie, a partire dalla prossima legislatura. Le quasi cinquecento pagine sono state oggetto di emendamenti in Aula.
L’Assemblea di palazzo Panciatichi ha invece approvato una risoluzione che impegna il presidente e la Giunta regionale a presentare quanto prima “una proposta di revisione complessiva dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale, con particolare attenzione all’attuale assetto delle Aziende e degli Enti”, secondo determinati principi. Questi in sintesi: garanzia del mantenimento del livello e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, tenendo conto del sistema socio-sanitario integrato; promozione di processi di riassetto organizzativo in grado di realizzare contestualmente una ottimizzazione delle risorse ed un efficientamento dei servizi, attraverso una ulteriore implementazione dei livelli di appropriatezza delle cure; incremento dei processi di razionalizzazione dei costi strutturali dei servizi, favorendo la semplificazione delle procedure, nella conferma dell’universalità, equità ed efficienza del sistema.
“È un atto molto importante e apre ad una nuova fase politica”, ha affermato il primo firmatario Ivan Ferrucci (Pd). La risoluzione è stata infatti sottoscritta dai consiglieri Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto), Mauro Romanelli (Gruppo misto), Gian Luca Lazzeri (Più Toscana), Marta Gazzarri (Toscana civica riformista), Paolo Marini (Rc-Ci), Maria Luisa Chincarini (Gruppo misto) e Marco Carraresi (Udc). La consigliera Monica Sgherri, come annunciato nelle dichiarazioni di voto, ha invece optato per l’astensione, definendo “inutile” la risoluzione.
Rossi, svolta necessaria il momento è questo
“È stato fatto un lavoro enorme, che non sarà gettato via. Chi lo pensa sbaglia di grosso. Questo testo è il ‘Talmud’ della sanità toscana, una scrittura corale dove tutti possono ritrovare i punti a cui sono interessati, che serve come strumento di lavoro, come orientamento al sistema e anche come riconoscimento dei diritti dei cittadini”. Lo ha affermato il presidente della Giunta regionale Enrico Rossi intervenendo in aula in apertura della seduta di stamani. Rossi ha ricordato che questi anni sono stati caratterizzati da profondi cambiamenti, ma che la sanità italiana continua ad essere una delle migliori e con un costo inferiore rispetto ad altre, e in questo ambito la sanità toscana continua ad occupare posizioni di eccellenza. “Per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza – ha ricordato il presidente – la Toscana, secondo il monitoraggio del Ministero, nel 2012 ha riguadagnato il secondo posto con il Veneto. E la Toscana, secondo il rapporto Istat 2013, è la regione che presenta il minor rischio di sofferenza per povertà”.
Rossi ha sottolineato che questa legislatura ha visto un’accelerazione degli investimenti in sanità. Dal 2000 in poi per la sanità sono stati spesi 3 miliardi e mezzo di euro (1,5 da parte dello Stato, 2 da parte di Regione e Aziende sanitarie locali) e che l’obiettivo è di spendere nei prossimi anni altri 500-600 milioni per terminare gli interventi avviati. “Siamo inoltre l’unica regione italiana con i bilanci certificati”, ha aggiunto il presidente. “Adesso però – ha avvertito – è necessaria una svolta che mi sarei risparmiato volentieri. Che altro dovremmo fare, rassegnarci a un lento degrado dei servizi, oppure dovremmo aumentare le tasse, mentre il Governo nazionale ha giustamente provveduto ad abbassarle? La grande sfida che ci poniamo è quella di continuare a garantire ai cittadini la qualità dei servizi”. Per far questo “occorre operare una riorganizzazione in termini di area vasta, fare un dimagrimento ma anche puntare a un’ulteriore qualificazione del servizio”. “I dati ci dicono che abbiamo una sanità un po’ ‘zavorrata’ da medici e dipendenti, con un numero di operatori per posto letto più alto che altrove. Dobbiamo dunque togliere una parte del personale, ma lo faremo riorganizzando e senza licenziare, ricorrendo ai pensionamenti nei termini previsti dalla legge pre-Fornero”. “È una sfida difficile – ha concluso Rossi – ma è l’unico modo per salvare la sanità toscana. Presenterò presto una proposta al Consiglio regionale; sarà cruciale rimanere nei tempi giusti”.
Piano sanitario: il dibattito in Consiglio
“Se è vero che questo Piano sanitario è un libro dei sogni la commissione Sanità ha fatto sì che fosse un libro dei sogni per tutti”. Parola del consgliere Gian Luca Lazzeri (Più Toscana), che ha riaperto il dibattito in aula, ricordando che nel testo gli emendamenti delle forze politiche rappresentano una minima parte, mentre quelli del mondo della società toscana sono l’ottanta per cento, votati nella stragrande maggioranza all’unanimità dalla commissione competente. “Come faccio a non rispondere a quelle centinaia di persone che hanno contribuito a scrivere il Piano, che per la prima volta integra sanità e sociale, mettendo la persona al centro?”, ha continuato il consigliere. “Voto con convinzione questo provvedimento, consegnandolo alla governance della nostra Regione, chiamata a mettere mano alla macchina organizzativa, secondo però un percorso ben delineato”.
Per Gabriele Chiurli (Gruppo misto) invece, “è inutile contrastare punto per punto il Piano sanitario e sociale integrato regionale, che la maggioranza ha tutti i numeri per approvare da sola, tanto più inutile perché sono stati necessari quattro anni di lavoro, non sappiamo quale atto stiamo discutendo oggi, ma sappiamo però che sarà stravolto dalla riforma del presidente Rossi”. Il consigliere ha quindi affrontato il tema dei risparmi, affermando che “non basta commissariare le Asl, a meno che non si pensi di tagliare ancora sui servizi: è un copione già scritto e già letto numerose volte; risparmiamo 300 milioni a scapito della sanità pubblica e spingiamo i cittadini verso il privato, non basteranno comunque a coprire il buco dell’Asl di Massa”. “La verità è che stiamo svendendo e smantellando la sanità toscana – ha concluso – e questo è il frutto di un quindicennio di Enrico Rossi, da assessore alla sanità prima e da presidente poi”.
Simone Naldoni (Pd), dopo aver ringraziato la commissione Sanità per il lungo e impegnativo lavoro, si è soffermato sull’essenza del Piano: “Fare salute e benessere, integrando sanità e sociale, attraverso un sostanziale controllo dei conti, salvaguardando la qualità delle cure per tutti i cittadini toscani, dovunque si trovino”. “Questo Piano prova a farlo ed è nostro dovere approvarlo, per dare alla Toscana la certezza che non facciamo un passo indietro – ha sottolineato – il complesso della nostra assistenza è elemento di civiltà a servizio di tutti, all’altezza della contemporaneità e capace di guardare al fututo”. “Neanche a noi fa piacere questo disallineamento tra l’approvazione del Piano e la nuova riforma della sanità nella nostra Regione – ha affermato – ma ci sono ragioni precise che hanno consigliato alla Toscana di ritardare, visti i tagli del quinquennio e una congiuntura economica che ha sorpreso molti”.
“È un Piano a sanatoria, un adempimento di legislatura che andava fatto. Nelle affermazioni del presidente Rossi continua ad esserci solo voglia di dirigismo e populismo, ma si è riformatori solo se si sa anticipare”. Così Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) che ha ricordato come proprio sui punti analizzati nel dibattito “da questi banchi abbiamo a suo tempo presentato proposte di legge messe, guarda caso, nel cassetto”. Il consigliere ha quindi “suggerito di non insistere sui bilanci certificati della Toscana o qualcuno potrebbe ricordare che per il buco di Massa si sono sottratte risorse al sistema”. In tema di superticket, Del Carlo ha rilevato che occorrerebbe “conoscere ed individuare davvero chi sono i super ricchi della Toscana”.
“La Regione scopre oggi cose indispensabili che andiamo affermando da anni. Questo Piano nulla dice sulle scelte di governance che si dovrebbero prendere per difendere e magari migliorare il sistema”. Così il capogruppo Ncd Alberto Magnolfi, che ha rilevato che Rossi “parla ai giornalisti, fa campagna elettorale e svuota, ulteriormente, ruolo e funzione di questo Consiglio”. “Il Piano non è un atto di governo – ha detto – e il presidente lo sta confusamente lanciando altrove”. Il consigliere ha quindi affermato come sia la “fotografia di ciò che è, con aspirazioni e obiettivi. Il consumo di sanità e sociale ha un andamento anticiclico, aumenta in tempo di crisi ed è destinato ad aumentare. Alla luce di questo, manca ciò che renderebbe questo Piano un vero atto di governo”.
“Il presupposto da cui partire, prima di avanzare alcun commento, è focalizzare il quadro generale dentro cui ci troviamo”. Così Marta Gazzarri (Tcr) che del Piano sanitario ha detto contenere “principi fondamentali intorno ai quali è necessario muoverci nel futuro e sui quali rafforzare le basi per una idea di salute che guarda alla persona nella sua integrità, raccordando cura e prevenzione con la presa in carico sociale”. “Siamo di fronte ad una grande sfida: mantenere un servizio sanitario regionale con i nostri standard di efficienza e di efficacia, con una copertura universale che sia al contempo sostenibile alla lunga distanza, dovendo necessariamente tagliare sprechi e spese superflue”.
“La condizione attuale della sanità toscana è tale da non potersi permettere il lusso di rimandare tutto il Piano. Stare fermi in questo campo è un grandissimo rischio”. Così Marco Carraresi (Udc) che ha ribadito la sua idea di un “necessario tagliando di revisione a tutto campo”. “Da anni era evidente l’esigenza di un dimagrimento del sistema”, ha detto riconoscendo che “qualcosa è stato fatto, ma molto ancora resta da fare”. In tema di superticket, Carraresi ha rilevato che “deve essere una manovra equa e solidale” e deve rispondere ad almeno “tre principi: deve essere proporzionata al costo delle prestazioni, deve incidere su quelle a domanda particolarmente elastica, deve essere effettivamente calibrato sulla situazione delle famiglie”. “Ci vuole coraggio” ha concluso. “Si tratta di dare gambe a quanto si propone. Non possiamo più permetterci di rinviare”.
“Di fronte ad un piano tardivo e di transizione non possiamo che essere contrari”. Così Stefania Fuscagni (Forza Italia) che sull’annuncio di “nuovi provvedimenti, peraltro in contemporanea con il Piano oggi in votazione” si è interrogata su “chi decide alla fine? Davvero tutto dipende dall’indirizzo nazionale? E allora noi che ci stiamo a fare?”. “Questo corposo documento è già stato dichiarato di passaggio visto che sono pronti nuovi provvedimenti peraltro in controtendenza al Piano stesso”.
“La Toscana non è rimasta ferma in attesa del Piano e in questi mesi abbiamo colto delle necessità per arrivare, comunque, all’elaborazione di un atto di programmazione da consegnare alla società”. Così Rosanna Pugnalini (Pd) che ha definito il lavoro fatto di “dignità e molto approfondito”. “È un punto di riferimento per cittadini e operatori. Un lavoro che tiene insieme sociale e sanitario, una integrazione necessaria per rafforzare l’organizzazione territoriale”. “Insistere sul territorio – ha detto – è fondamentale. È precondizione per affrontare vecchie e nuove vulnerabilità”. “È dunque un Piano di principi che da nuova linfa e nuova energia”.
Anche l’ultimo round di interventi sul Piano sanitario e sociale integrato è stato caratterizzato da apprezzamenti sul lavoro della commissione competente, degli uffici del Consiglio e della Giunta regionali.
Marco Ruggeri (Pd), dopo aver parlato della commissione che è andat sul territorio e si è misurata con la società toscana, ha affermato a chiare note: “Questo Piano lo sostengo e lo voterò, perché coglie gli obiettivi di salute, integrando la sanità col sociale”. “A questo punto occorre però rivedere l’impianto del sistema, che deve restare universalistico e solidaristico – ha sottolineato – mettere mano alla governance può essere un rischio, ma occorre avere il coraggio di affrontare il tema delle Università, altrimenti ci rimetterà il territorio”. “Consegnare il governo della sanità toscana in mano alle università è un errore ed io non ci sto”, ha concluso Ruggeri.
Gianfranco Venturi (Pd), associandosi ai ringraziamenti per quanti hanno lavorato al Piano, ha affrontato in particolare l’esigenza del contenimento della spesa e dell’aumento dei costi, legandolo all’equità e alla disparità di accesso. “Se ci sono delle zavorre occorre tagliare – ha affermato – è giusto che chi ha tanto paghi tanto e chi ha poco paghi poco, ma altro problema è la disparità di accesso”. “Se è giusto che in tutti i territori vengano pagate le stesse tasse, è anche giusto che tutti i territori abbiano gli stessi servizi, e non andare sempre a tagliare nelle zone più marginali – ha concluso – pongo questa questione in vista della futura riorganizzazione della sanità toscana”.
In tema di contenimento dei costi è intervenuto anche Marco Remaschi (Pd) che, partendo dalla legge di stabilità e quindi dalle conseguenti scelte obbligate per le Regioni, si è detto contrario ai tagli lineari e ha auspicato una scelta incisiva a livello nazionale. Sul fronte invece di Piano come “strumento superato o da buttare”, il presidente della commissione Sanità ha ribadito il proprio disaccordo: “Siamo obbligati ad approvare questo atto, altrimenti ogni singola azienda sarebbe incentrata sul governo del budget, dobbiamo recuperare il governo della sanità, qualunque sia la riorganizzazione territoriale; il sistema della sanità toscana è complessivamente buono e di qualità, ma dobbiamo continuare il nostro impegno per migliorarlo”. A partire dalle liste di attesa e dalla riorganizzazione della rete ospedaliera intervenendo sulle aziende universitarie, in accordo con Ruggeri. “Questo percorso deve passare da un confronto serio – ha concluso – a tutti noi accettare da subito questa importante sfida”.
Di sfida fondamentale per il futuro della Toscana ha parlato anche il consigliere Paolo Bambagioni (Pd), che si è soffernmato sull’importanza del ruolo della politica e delle istituzioni: “Questa rivoluzione va sostenuta in tutte le sedi, questo pocesso che si svilupperà nel tempo necessita di un confronto serio e aperto”. Inoltre: “Impegnarsi in un progetto di tale portata vuol dire anche valorizzare e investire nei professionisti, perché la risorsa fondamentale che abbiamo è rappresentata proprio dal personale”. Secondo il consigliere la strada da seguire è tracciata: al centro il malato, quindi i servizi migliori da dare a tutti i cittadini toscani, e non solo, valorizzando i professionisti.
Ivan Ferrucci (capogruppo Pd), dopo aver ringraziato tutti per il lavoro svolto e aver definito “ricco” e “utile” il dibattito, ha sottolineato l’importanza di approvare un Piano “dai contenuti e dagli obiettivi validi, tanti attuati in questi anni”. “Sulla futura riorganizzazione del sistema non ho ancora idee precise e di merito – ha detto – fatta salva la salvaguardia dei servizi universalistici e la necessità di affrontare il tema degli ospedali e delle aziende universitarie, penso però sia determinante l’elemento Area vasta”. “Mi preoccupa il tempo, quaranta giorni per rivedere il sistema della sanità nella nostra regione non sono molti – ha concluso – oggi però diamo già una risposta concreta, dando mandato alla Giunta di presentare quanto prima una proposta di revisione”.
I ringraziamenti alla commissione Sanità, al suo presidente Remaschi, ai commissari tutti, per il lavoro fatto su un Piano socio sanitario che comunque “è stato cambiato varie volte quando era in stato avanzato”. L’assessore Luigi Marroni ripercorre eventi e provvedimenti che hanno segnato il percorso – che definisce “compelsso, a ostacoli” – del Piano socio sanitario 2012-2015.
L’assessore rivendica comunque la strategia annunciata fin da agosto scorso con il suo “piano di attacco” volto a un “forte elemento riformatore e di organizzazione” della sanità regionale. Quella strategia, dice, ha permesso i risultati di oggi, con i forti riconoscimenti incassati dalla sanità toscana.
Marroni ha separato il Piano in discussione dalla rifoma in arrivo illustrata dal presidente Rossi nel corso della seduta. Il Piano, ha detto, “disegna obiettivi dal punto di vista sanitario e sociale con una loro grande validità”; accanto a questi c’è poi l’organizzazione, che è cosa diversa dai contenuti di salute che sono “molto innovativi”. Tra gli aspetti citati: si ridisegna la rete assistenziale, e si introducono elementi di innovazione sui prestazioni territoriali ed equità. Inoltre, si introducono cure innovative (il rifeirento è per esempio ai farmaci cannabinoidi) e si consolidano anche i diritti acquisiti. Ancora, c’è “il grosso sforzo della fecondazione eterologa” che si accompagna anche al “consolidamento della fase consultoriale”.
Il momento storico, i tagli in arrivo, del resto, sono elemento scatenante e accelerante di una riorganizzazione per meglio conseguire gli obiettivi. Dentro questa riorganizzazione, articolata tra assetti istituzionali e organizzaizone in dettaglio, “ci sono opportunità enormi” che vanno anche incontro alle esigenze si omogeneità sui territori, manifestate dallo stesso Consiglio, per garantire “qualità ovunque senza logiche di poteri aziendali”.
Sul tavolo ulteirori varie questioni, emerse a più riprese durante il dibattito in aula. Tra queste, Marroni cita la governance sul territorio collegata ad un “buon equilibrio” nel rapporto con le Università toscane, che comunque “già con questo Piano hanno ricevuto un grosso sollecito a migliorare”.
Stefano Mugnai (Forza Italia), è intervenuto riferendosi ad alcuni degli aspetti sollevati da Rossi. Tra questi, l’elemento dell’appropriatezza in sanità: “Ne sentiamo parlare tutti gli anni, quindi o non si è fatto niente prima, o non rimane molto più da grattare”. Poi l’attenzione per gli investimenti in tecnologia nella sanità: Mugnai ha ricordato che “con l’ultima finanziaria si doveva essere creata una struttura competente a vagliare gli investimenti tecnologici e immobiliari oltre una certa soglia, ma non ancora non esiste e ogni azienda va in ordine sparso”. Infine le prestazioni intramoenia, collegate alle liste di attesa. Ha spiegato il consigliere: se le aziende sono state “stressate” in questi anni per questioni di budget, i direttori non investono per abbattere le liste di attesa, e così facendo risparmiano; ma le stesse aziende, a fronte di liste di attesa “indecenti”, guadagnano dalle prestazioni intramoenia sulle quali hanno una percentuale. Quindi, ha concluso Mugnai, “con le liste di attesa si riesce a creare nuove entrate”. Perciò ora si tratta di vedere se “si vuol fare seriamente” rispetto a cose che si dicono “da anni”.
Maria Luisa Chincarini (Misto) ha messo in guardia dal rischio di “consegnare la sanità all’Università”, cioè “a tutto ciò che si opporrà alla riorganizzazione”. Mauro Romanelli (Misto) ha rivolto all’assessore una richiesta su due aspetti specifici: il regolamento per la cannabis terapeutica e una circolare sull’interruzione di gravidanza, sul tipo di quanto fatto dalla Regione Lazio, che richiami il diritto alla piena informazione da parte dei medici sull’interruzione di gravidanza.
L’aula ha respinto tre ordini del giorno. Due presentati da Gabriele Chiurli (sulla sicurezza alimentare e veterinaria; sull’assistenza pediatrica nei comuni di Badia Tedalda e Sestino); l’altro da Marina Staccioli (FdI) sul sostegno all’attività della piscina di Viareggio.
Tra gli emendamenti approvati nel corso del dibattito, segnaliamo quello relativo all'interruzione volontaria della gravidanza presentato da Monica Sgherri, Lucia Matergi e Marco Remaschi: la possibilità di scelta individuale della donna dovrà essere garantita anche con figure professionali mediche non obiettori. Altri emendamenti approvati riguardano l'Area di osservazione breve intensiva (Obi) per l'emergenza/urgenza (gruppo Fratelli d'Italia): i pazienti dovranno avere a disposizione spazi appropriati alle loro necessità e la loro permanenza nel flusso informativo regionale non dovrà superare le 48 ore. Un emendamento, infine, di Mauro Romanelli sulle medicine complementari valorizza l'esperienza pilota di Pitigliano.
Il Piano - http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/crt/fascicolo/PDD_191_A.pdf
Gian Luca Lazzeri (commissione Sanità): “Il mio rappresenta un Sì alle speranze ed alle centinaia di ore di lavoro dei cittadini toscani che hanno partecipato alla realizzazione del documento”
«Il Piano Socio Sanitario Integrato forse rappresenta un libro dei sogni ma fatto di sogni realizzabili che sarà compito della futura governance disegnata dalla proposta di riduzione delle Asl che il presidente Rossi presenterà al Consiglio, rendere realtà. I no all’approvazione espressi da Forza Italia e Rifondazione Comunista nascono proprio dalla confusione originata su questo punto. Se i primi si rifiutano di approvare il piano sostenendo che non includa ancora le linee guida per la razionalizzazione delle Asl annunciata da Rossi, i secondi invece sono contrari alla proposta di nuovo governo in materia sanitaria che arriverà con la riduzione delle Asl. A entrambi faccio notare che non si deve confondere l’obiettivo, cioè il contenuto del piano che rappresenta un documento per sua natura programmatico, con lo strumento della sua realizzazione, cioè la riforma della governance su cui poggiano in un modo o nell’altro i no di Rc e Fi. Il Piano serve a fissare degli obiettivi che sarà compito della nuovo disegno di governance realizzare. Un progetto, l’accorpamento delle Asl, che permetterà con costi minori di ottenere risultati maggiori e valorizzare il Piano Socio Sanitario in discussione.
Dopo 4 anni di lavoro in commissione Sanità posso dire che il piano socio-sanitario integrato su cui l’assemblea è chiamata ad esprimersi è costituito all’80% da emendamenti (votati nella maggioranza dei casi all’unanimità) e osservazioni del mondo associazionistico e sanitario della Toscana. Non votare la sua approvazione equivale a renderle nulle e azzerare i sogni e le centinaia di ore di lavoro che queste persone, insieme alla politica, hanno impiegato per disegnare la programmazione della sanità toscana per i prossimi anni». È la dichiarazione del consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri che oggi durante il Consiglio Regionale ha espresso le motivazioni del suo voto favorevole all’approvazione del Piano Sanitario e Sociale Integrato 2012-2015.
«Il piano in discussione – sottolinea – rappresenta il primo tentativo a livello regionale di tutelare non solo il diritto alla salute dei cittadini ma anche di incidere e modificare gli ostacoli sociali ed economici che si frappongono fra loro ed il diritto alla salute e ad una vita dignitosa. Al centro di questo documento c’è la persona nella sua integrità. A chi parla di libro di sogni dico: quale documento programmatico non contiene ambizioni? Quale politico non coltiva il sogno etico di raggiungere obiettivi elevati? Si tratta di un ragionamento che non posso accettare. Specie se consideriamo che quelli che vengono bollati, sminuendoli, come “sogni” sono affiancati dalla esatta conoscenza del funzionamento della macchina sanitaria regionale grazie al prezioso contributo di cittadini e professionisti che, per lavoro o necessità, hanno frequentato a lungo la nostra sanità registrandone tutti i margini di potenziale miglioramento».
Chincarini: bene il Piano, bene la riorganizzazione, ma perché la Regione si sveglia solo oggi?
"Non si può più aspettare ad effettuare la riorganizzazione e la riefficientazione del sistema per mantenere i servizi a fronte dei pesanti tagli imposti dal Governo. Per questo, oggi ho espresso un voto positivo al nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Toscana. Però mi sembra che si arrivi dopo il tempo massimo". Lo dichiara, in una nota, la Consigliera Regionale Maria Luisa Chincarini (Gruppo Misto). "Gli aspetti positivi del Piano, in estrema sintesi, sono la riorganizzazione della rete ospedaliera, il potenziamento del territorio e lo sviluppo delle nuove tecnologie. Questi sono i punti di forza del Piano nell'ottica del taglio delle risorse e del mantenimento dei servizi".
"E' musica per le mie orecchie sentire dal Governatore Rossi che saranno riorganizzate le aziende - aggiunge Chincarini - che si manterrà una sola cardiochirurgia a Massa e che sarà ridotto il numero dei costosi Robot Da Vinci, conformando la Toscana agli standard e ai numeri degli sviluppati ed efficienti Paesi del Nord Europa".
"Certo rimango perplessa perché quando queste cose le ho chieste io - faccio l'esempio dell'abolizione delle Società della Salute o l'accorpamento della Asl di Viareggio a quella di Lucca - mi si è risposto che non si poteva stressare il sistema. Insomma, io credo invece che, se si fosse voluto, c’era modo di darsi da fare anche un po’ prima, perché già dalle Leggi di Stabilità Finanziaria varate dal Governo Monti era chiara la tendenza e l’intenzione di tagliare sui fondi concessi alle Regioni, ma prima non si è mai voluto impostare un piano di rientro e di tagli. Con un’impostazione di più ampio respiro si sarebbe potuto indirizzare il lavoro della Commissione sul Piano Socio Sanitario verso questa riorganizzazione. Nel Piano, infatti, si continua a parlare di Società della Salute e di dieci Aziende Sanitarie".
"Dunque, il Piano rappresenta un'ottima fotografia della sanità toscana, ma sarà necessario rimetterci radicalmente mano per perseguire gli obiettivi delineati dal Governatore Rossi", conclude Chincarini. "Spero che tutto ciò valga al mantenimento di un'eccellenza mondiale che è la nostra sanità ma prima voglio veder grattato fino in fondo il barile degli sprechi".
Piano sanitario, la maggioranza boccia emendamento Mugnai/Ferri (FI): "Ospedali di classe superiore per Elba e aree isolate della montagna. Non chiedevamo altro che un atto di buon senso"
Due milioni e ottocentomila presenze l’anno: tante le persone che passano per un tempo variabile dall’isola d’Elba: «Eppure il servizio sanitario è tarato sulla sola popolazione residente, secondo una scelta che stride. Situazioni non dissimili si registrano anche altrove, in aree geograficamente isolate magari montane e che però vantano magari vocazione turistica. Per queste aree Forza Italia ha chiesto che gli ospedali siano in una classe superiore, con un potenziamento che coincida con l’effettivo bacino d’utenza potenziale. La maggioranza, pur divisa, ha scelto di respingere questi emendamenti di puro buon senso». E’ andata così, e a riferirlo sono i firmatari degli emendamenti in questione ovvero i Consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Mugnai (Vicepresidente della Commissione sanità) e Jacopo Ferri.
«E’ curioso – hanno affermato i due esponenti azzurri – che proprio oggi quanti dall’Elba volevano essere qui per protestare contro questo Piano sanitario e sociale siano stati impossibilitati perché i traghetti non potevano partire. Anche da altre zone avrebbero volentieri assistito al dibattito odierno ma sono rimasti isolati a causa dell’alluvione. Ciò dimostra plasticamente di cosa stiamo parlando quando si afferma che certe aree hanno peculiarità geografiche che vanno prese in considerazione. Altrimenti – hanno concluso Mugnai e Ferri – ci si dica con chiarezza che in certe zone della Toscana non si può abitare perché non si ritiene di dovervi garantire i servizi essenziali. Ancora una volta la maggioranza ha deciso di abbandonare le popolazioni dei territori marginali della Toscana al loro destino per quanto riguarda i servizi sanitari».
Sgherri :”Un piano che arriva fuori tempo massimo e vecchio perché non contiene novità annunciate da Rossi”
Un piano che arriva fuori tempo massimo, già vecchio ed obsoleto, proprio perché che non contiene la presunta “rivoluzione” annunciata dal presidente Rossi, e che nel merito vede la Toscana allinearsi alle politiche del governo, mettendo in discussione una sanità pubblica, universalistica, di qualità e diffusa. Peggio di così sarebbe difficile”. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale.
Il Piano arriva solo ora, mentre nel corso di questa legislatura le scelte di politica sanitaria sono state fatte dall'esecutivo esautorando l'assemblea legislativa. Inoltre, quantomeno, il piano andava presentato insieme alla modifica della legislazione in materia di sanità e sociale. Ma così non sarà e quindi viene da dire: cosa votiamo oggi? Un guscio semi vuoto, una mera ratifica di quanto fatto dalla Giunta ed un’elencazione di annunci. Altro che politica del fare, è quella delle chiacchiere. Scelte della giunta che negli anni abbiamo sempre denunciato e contrastato:
è stato deciso di ridurre l'assistenza ospedaliera senza veramente potenziare e qualificare quella sul territorio, colpendo specialmente i territori disagiati e quelli insulari come l’Elba (e su questo abbiamo presentato emendamenti per la difesa dei presidi in tali territori, condiviso con realtà che si battono per questo che ieri hanno manifestato sotto il Consiglio, emendamento bocciati!), così come è stato deciso esternalizzare la diagnostica, cedendone pezzi significativi al privato sociale. Sono stati introdotti i ticket (sperando in più ricavi e ottenendo il contrario), si è messo il contributo sulla digitalizzazione, si sono spinte le politiche di compartecipazione alla spesa rompendo così il criterio di solidarietà, diventando il cavallo di troia per la privatizzazione dei servizi, mettendo seriamente a rischio l’universalismo del nostro sistema e consegnando alla ”concorrenza” privata una parte dei propri assistiti.
Ci troviamo a votare un piano già superato, visto che non contiene l’annunciata “rivoluzione” in sanità da parte del Presidente, i cui cardini sono l'appropriatezza e l'eticità delle cure da una parte e la creazione di sole tre Aziende Regionali. Tutto ciò l’abbiamo chiesto per anni e ci è sempre stato negato, e oggi arriva l’annuncio dalla sera alla mattina, senza essere affrontato con un piano serio e confrontato di riorganizzazione della sanità, oggi completamente assente. E si continuerà così, in quanto per dicembre è annunciata (collegata alla Finanziaria) una “legge d’indirizzo” tradotto una delega bella e buona alla Giunta!
Nel merito, poi il Presidente ha fatto poi la proposta per noi irricevibile, quella della compartecipazione alle spese per le cure ospedaliere. Irricevibile perché ripropone la ricetta fallimentare oltre che sbagliata già messa in atto con i ticket già introdotti ad oggi: pochi introiti e spinta verso il privato di tanti assistiti! E irricevibile perché rompe quel principio di solidarietà garantito dal finanziamento dalla fiscalità generale. Al fondo il Presidente Rossi si allinea alle decisioni del governo Renzi e si accelera sul graduale smantellamento del sistema pubblico dei servizi, tra cui la sanità, e il progressivo traghettamento di pezzi fondamentali al privato.
“Sgherri (PRC): La nuova maggioranza aperta a destra boccia la tutela dei presidi dell’Elba e dei luoghi disagiati e la riapertura delle liste d’attesa. E’ così che vuol tutelare il livello dei servizi sanitari?”
Al termine di una discussione sul piano socio sanitario (approvato fuori tempo massimo e reso superato dalle dichiarazioni di Rossi che prefigurano una organizzazione sanitaria tutta diversa) dulcis in fundo è arrivata la discussione in aula di una risoluzione “farsa” della nuova maggioranza (comprensiva di un consigliere ex Lega e uno ex UDC): vi si trova un elencazione di buoni propositi e, negli impegni (udite udite) “a presentare quanto una revisione complessiva del Servizio Sanitario Regionale, con particolare attenzione all’attuale assetto delle Aziende e degli Enti…” cioè quello che Rossi ha già ampiamente annunciato; bastava fotocopiare le sue dichiarazioni e si sarebbe fatto prima e evitato questa pantomima. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale.
“Quanto alla poca credibilità del primo impegno inserito nella risoluzione (“garanzia del mantenimento del livello e della qualità dei servizi erogati ai cittadini”) basta ricordare quanto accaduto oggi in Consiglio: una delegazione di cittadini e sindaci dell’Elba non è potuta esser presente alla seduta per le cattive condizioni del mare. Questo la dice lunga sulle specifiche e peculiari necessità – fra cui in primis ovviamente la sanità : avevamo presentato un emendamento per la tutela dell’ospedale di Portoferraio – che acquistasse la qualifica, e relative dotazioni – di “ospedale di base”. Bocciato! Stessa sorte addirittura per una nostra mozione che chiedeva “semplicemente” di informare / pubblicizzare i diritti dei cittadini che chiedono prestazioni specialistiche: nonostante lo vieti la legge e precise scelte della Giunta alcuni presidi sanitari bloccano le liste d’attesa e rendono impossibile iscriversi. Bocciata! E’ così che il PD intende garantire il livello e la qualità dei servizi ai cittadini?
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