Il Comitato Antifascista fa il punto delle ricerche su Pierantozzi: mai chiarite le circostanze della sua morte

maresciallo dei carabinieri pierantozzi

Sono stati presentati ieri al Comitato Comunale Antifascista gli esiti delle ricerche sulla morte del Maresciallo dei Carabinieri Alfredo Pierantozzi, ucciso a Valibona il 3 gennaio 1944, in circostanze mai chiarite. Adesso inizierà un percorso istituzionale per valutare se e come riabilitare il Maresciallo come martire del fascismo.

“Abbiamo iniziato le ricerche nel 70° anniversario della Liberazione – ha spiegato il Sindaco Alessio Biagioli – per rispondere ad un’esigenza ancora sentita dalla popolazione di Calenzano, perché di Pierantozzi si ricordano soprattutto le buone azioni nei confronti della popolazione civile, in anni violenti e difficili; ricordi che mal si conciliano con la versione ufficiale della sua morte durante la battaglia di Valibona”.

Varie testimonianze popolari infatti ricordavano il Maresciallo come un uomo giusto che, anche se iscritto alla Repubblica Sociale, cosa obbligatoria per chi ricopriva quel ruolo in quell’epoca, metteva le esigenze dei cittadini di Calenzano davanti a tutto, anche alle stesse leggi di Salò. Si racconta infatti che abbia protetto dei renitenti alla leva, ignorando volutamente dove erano nascosti, che abbia aiutato delle persone finite in carcere per aver offeso i fascisti e che in generale si metteva sempre dalla parte della popolazione.

Dopo la Liberazione la voce che circolava a Calenzano è che anche a Valibona successe così: Pierantozzi si sarebbe opposto alle rappresaglie sui contadini dopo la fine della battaglia e che per questo motivo sarebbe stato ucciso dagli stessi repubblichini.

In realtà non ci sono documenti ufficiali che confermano questa tesi, ma dall’analisi del materiale, anche documenti nuovi ritrovati quest’anno, emerge una vicenda anomala, come se qualcuno avesse cercato di sistemare le cose dopo, per far apparire il Maresciallo come una delle vittime dei partigiani a Valibona.

È stato infatti ritrovato l’originale del certificato di morte di Pierantozzi, nel quale si parla di un colpo di arma da fuoco alla testa, cosa che avvalora l’ipotesi di un’esecuzione sommaria e che contrasta con i documenti ufficiali che parlano di colpi di mitragliatrice. Queste ed altre incongruenze, insieme alle testimonianze sul carattere del Maresciallo, fanno pensare che nel gennaio 1944 Pierantozzi si sia trovato, suo malgrado, a dover accompagnare le forze Repubblichine a Valibona ma che in realtà non abbia mai partecipato alla battaglia e che sia stato ucciso perché si opponeva alle violenze sui civili.

Fonte: Ufficio stampa Comune di Calenzano

Notizie correlate



Tutte le notizie di Calenzano

<< Indietro

torna a inizio pagina