Ambiente: modificato in Commissione il regolamento per la tutela delle acque da inquinamento

Gianfranco Venturi

Parere favorevole unanime, in commissione Ambiente e Agricoltura presiedute rispettivamente da Gianfranco Venturi (Pd) e Loris Rossetti (Pd), alle modifiche al regolamento emanato dalla Giunta Toscana nel dicembre 2012 in materia di tutela delle acque da inquinamento. La variazione viene a seguito anche delle problematiche emerse sullo stoccaggio di letami e liquami e introduce, tra l’altro, un articolo per il trattamento appropriato di scarichi di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di 200 AE e minore di 2000 AE, stabilendo la tempistica degli interventi di adeguamento.

Anche a seguito dell’approvazione da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas dei criteri per determinare le tariffe del servizio idrico integrato nel biennio 2012-13, è stata rimodulata la tempistica in quanto quella attualmente prevista non consente di garantire la copertura finanziaria per tutti gli interventi da inserire negli accordi di programma. Per evitare aumenti tariffari o gravare sulla fiscalità generale, si intende così ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili, concentrandole sugli interventi principali o comunque più urgenti, necessari a garantire la qualità e destinazione delle acque per uso potabile o a scongiurare possibili rischi di natura igienico sanitaria. Per il rilancio dell’economia sono inoltre ammessi, tra i nuovi allacci agli scarichi sottoposti ad autorizzazione provvisoria, anche quelli derivanti dall’attività edilizia che altrimenti potrebbe subire un arresto.

Le modifiche rispondono a specifiche esigenze ed in particolare viene precisato che le disposizioni sulla quantificazione degli oneri istruttori per rilascio dell’autorizzazione allo scarico si applicano anche per quelli di acque meteoriche. Le reti fognarie private da cui derivano, di norma, acque reflue diverse dalle urbane sono, oltre alle reti a servizio degli stabilimenti, anche quelle a servizio degli insediamenti, dai quali possono appunto derivare acque reflue domestiche ed acque meteoriche di dilavamento.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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