
Il presidente di Cuoiodepur non ha mai risposto alle domande che gli abbiamo pubblicamente rivolto circa la sperimentazione che si sta portando avanti per trasformare i fanghi conciari in energia, come da lui stesso dichiarato alla stampa.
Non vorremmo che fosse per evitare di parlare di cose che potrebbero allarmare la popolazione, magari a buona ragione, come pirogassificatori e affini. Perché il quadro che si sta delineando a proposito della questione ci pare assai preoccupante. Dopo i silenzi di Cuoiodepur, infatti, abbiamo fatto richiesta di accesso in Regione agli atti relativi alle suddette sperimentazioni. Ebbene, un solerte avvocato di quell’ente ci ha informato che Cuoiodepur, insieme ad Acquarno, Consorzio Conciatori ed altri partner, ha ottenuto un finanziamento per un grosso progetto per la valorizzazione energetica dei fanghi conciari. Ma i cittadini, che contribuiscono di tasca loro a finanziarlo, non è detto che possano vederlo, quel progetto, a causa di eventuali segreti tecnici e commerciali. Così ci ha scritto il solerte avvocato della Regione, anch’egli pagato da noi, si suppone. E infatti il progetto non ce lo hanno ancora fatto vedere. Dovremo fare altre richieste, e sperare.
Intanto però abbiamo fatto qualche ricerca, sull’unico elemento che avevamo, ovvero il nome del progetto, che si chiama Meta e ha un costo di oltre due milioni di euro. Sul loro sito internet abbiamo scoperto, non senza una certa preoccupazione, che “presso Aquarno è stata completata l’installazione dell’impianto pilota di pirogassificazione di proprietà di Italprogetti attualmente in fase di collaudo.” Chiunque può verificarlo alla pagina www.progettometa.it, sotto la voce “ultimi risultati”. E’ un impianto pilota, ma di una taglia che, si dice, “risulta significativa per il successivo scale-up dell’impianto alla taglia commerciale”. Quindi sembra che si stia già pensando di riportarlo su scala industriale.
A quanto pare a Santa Croce, presso un Consorzio di cui fanno parte anche soci pubblici, si sta collaudando un pirogassificatore pilota, impianto che altrove è stato discusso e contestato quando è stato implementato commercialmente. Perché la popolazione non è stata informata in modo consono e ampio della sua realizzazione presente e futura e dei possibili rischi connessi? Ora le autorità si affretteranno a dirci che si tratta di poco più di un forno da pizza, cercheranno di tranquillizzare la popolazione di un distretto industriale che ormai ha sopportato di tutto. Ma la gente non ne può più.
Purtroppo l’appoggio al pirogassificatore di Castelfranco da parte della Regione, peraltro sconfessando un processo partecipativo che aveva visto la popolazione compatta e totalmente contraria alla sua installazione, ha evidentemente aperto la strada alla replicazione di impianti dello stesso tipo in Toscana. I cittadini quindi avevano pienamente ragione a protestare e a temere una proliferazione di pirogassificatori.
E’ anche chiaro che, a fronte dell’arrivo di enormi masse di liquami che approderanno nella nostra zona grazie al discutibile progetto del Tubone, nasce la necessità di smaltire una gran quantità di fanghi. Magari qualcuno potrebbe pensare che la soluzione sia quella di infilarli in un pirogassificatore.
Perciò occorre vigilare e mobilitarsi. Da parte nostra proseguiremo innanzitutto nella richiesta della documentazione tecnica del progetto, e renderemo pubblico tutto quello che avremo modo di conoscere. Abbiamo infatti dato mandato a un legale di diffidare Cuoiodepur a consegnarci tutto il materiale da noi richiesto.
Sinistra San Miniato / Comunisti Uniti
Rifondazione Comunista San Miniato
Notizie correlate
Tutte le notizie di San Miniato
<< Indietro





