Rossi spala la grandine e annuncia: "Chiederemo lo stato di calamità"

Enrico Rossi intento a 'spalare la grandine' (da facebook)

Dopo la forte ondata di maltempo che ha colpito Firenze stamattina, anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è adoperato per dare una mano a spazzare via la coltre di grandine che ha ammantato di bianco pure l'ingresso della sede della Regione, in piazza del Duomo.

Al termine della grandinata il governatore ha impugnato uno spazzolone e iniziato a togliere i chicchi sotto lo sguardo incuriosito di passanti e dipendenti regionali. Il maltempo ha creato disagi anche all'interno della sede dove in alcune sale l'acqua è riuscita a entrare da vetrate e finestre e si è ricorso a secchi e stracci. Allagate anche alcune stanze della sede del Consiglio regionale dove per il forte vento è caduta pure un'asse di legno usata nel cantiere esterno all'edificio.

"Nella prossima seduta di giunta, martedì, approveremo la richiesta dello stato di calamità, per chiedere al governo un aiuto per i comuni colpiti dal maltempo". Lo annuncia il presidente della Regione Enrico Rossi, che aggiunge: "La Regione farà la sua parte, ma ci auguriamo che anche lo Stato vorrà intervenire in favore delle popolazioni così duramente colpite. Quello di oggi è stato un fenomeno mai visto, di una intensità devastante, che ha provocato danni seri in città e paesi: alberi caduti, tetti scoperchiati, danni all'agricoltura, la vendemmia compromessa".

"Ieri avevamo diramato un allerta meteo con validità dalle 7 di stamani, venerdì, fino alle 13 di sabato, che prevedeva forti temporali - ha ricordato Rossi - Come ha detto il meteorologo Giampiero Maracchi in un'intervista di fine agosto, in generale le bombe d'acqua, i cosiddetti flash flood, non sono prevedibili, come invece lo sono le perturbazioni di più lunga durata. E' l'effetto dei cambiamenti climatici, con i quali dovremo imparare a fare i conti".

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