
"E dopo Bologna anche ad Empoli il sindaco supera il parlamento , il governo e la politica nazionale. Il sindaco Brenda Barnini dà il via alla trascrizione in comune dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, preparando gli uffici e l’utile documentazione. Dopo Bologna, un altro comune porta avanti la battaglia per i diritti civili praticamente ormai riconosciuti ovunque in tutta Europa e in diversi stati del mondo. La politica nazionale, compresa la maggior parte deii nostri parlamentari PD, sono sordi.
E questa sordità fa paura. Perchè in paesi dove governano i conservatori come in UK sono state fatte leggi per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In un paese dove adesso il PD ha la maggioranza di governo, invece, si ha paura anche di affrontare la discussione.
Un paese che non parte dai diritti, non è un paese civile. Perchè è dai diritti che si deve partire. Quando la società metterà tutte le persone sullo stesso piano, solo allora avremo una parità di accesso. Non si possono catalogare le persone e le famiglie in serie A ed in serie B. Lo stato deve concedere a tutti la possibilità di scegliere, la possibilità di avere riconosciuta la propria convivenza, il matrimonio, il proprio affetto.
La nostra carta costituzionale, infatti, non definisce mai il genere dei coniugi ma si limita a riconoscere i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. In questi anni c’è stata una vera evoluzione sociale anche nella famiglia, tanto che la Corte di Cassazione nel 2012 con la sentenze 4184 stabilì che le coppie dello stesso sesso sono << titolari del diritto alla vita familiare, accogliendo quindi quanto stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani, riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto di vivere una condizione di coppia con tutti i diritti e doveri che ne conseguono. Ma anche dopo questi interventi, il parlamento è rimasto sordo. Dove sono finite la dichiarazioni del nostro Premier e Segretario PD sul riconoscimento delle unioni civili? Il Partito Democratico è talmente indietro su questo tema da non essere mai riuscito a produrre una visione comune sul tema, con ricatti forti di una parte dell’ala cattolica ( vedesi le dichiarazioni di Fioroni sul tema) arenando così il dibattito per anni ed anni ( qualcuno ricorda la brutta fine dei DICO?).
Ci siamo arrovellati in mille mila descrizioni e terminologie ( modello tedesco, inglese, francese, #meloinventosulmomento) quando la cosa più semplice e meno discriminatoria sarebbe quella di dare lo stesso accesso al matrimonio a tutti, senza differenze. Sono tantissime le famiglie arcobaleno esistenti in Italia che non hanno praticamente diritti. Chi siete voi governanti per decidere chi debba vivere in classe B e in classe A, tra l’altro seguendo le vostre ideologie e magari il vostro credo? Siamo uno stato laico, non confessionale, e come tale dobbiamo agire e legiferare.
Per questo leggendo che almeno i sindaci si stanno muovendo nei loro territori per riconoscere un diritto fondamentale, mi sono sentito di nuovo orgoglioso del mio paese, perchè qualcosa anche dal basso può cambiare. Non vi sembra una crudeltà costringere le persone ad andare a sposarsi al’estero, senza nessuna garanzia o riconoscimento ( pensate alle ferie matrimoniali, per dirne una, o all’assistenza per il partner) per cercare un sospiro di libertà?
Matteo Renzi aveva dato come scadenza di presentazione di una legge ad hoc sul tema il mese di settembre. Ma siamo già al 16 e sento di nuovo una certa sordità del parlamento.
Cosa fare quindi? Chiedo che :
- Tutti i sindaci e i comuni della Toscana seguano l’esempio di Bologna e di Empoli, facendo trascrivere i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso;
- Il governo si impegni affinchè il matrimonio sia riconosciuto a tutte le coppie che ne facciano richiesta, senza distinzione tra coppie di serie A e di serie B;
Solo se si parte dai diritti, dall’uguaglianza, dal rispetto si può ottenere una società giusta. Solo eliminando i confini e le discriminazioni, si può far ripartire davvero l’Italia. Solo così. E dobbiamo farlo per i nostri figli, per i nostri nipoti, per i nostri cittadini futuri".
Guido Del Fante, membro assemblea nazionale PD - Agliana
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