Chincarini (Centro Democratico): "Senza la commissione d'inchiesta i crimini del Forteto sarebbero sotto gli occhi di tutti?"

Il Forteto a Vicchio

"Stefania Saccardi è una persona che stimo per il suo impegno e il suo lavoro al Comune di Firenze, prima, e in Regione Toscana poi. Ma alcune delle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana a proposito dello scandalo del Forteto mi hanno lasciato francamente allibita". Lo dichiara, in una nota, la Capogruppo Maria Luisa Chincarini, già membro della Commissione regionale d'Inchiesta sul Forteto. "Davvero si può pensare che il ruolo d'inchiesta del Consiglio regionale sia stato superfluo e non consono al ruolo dell'Istituzione?

I crimini perpetrati dal Profeta Fiesole e dai suoi adepti sarebbero oggi sotto gli occhi di tutti se non si fosse attivata, alla buon ora, anche la politica?", si domanda Chincarini. "Saccardi ha ragione a dire che il dovere della politica è quello di cambiare le regole, creare un sistema di controlli ferrei sulle comunità come il Forteto che ancora non esiste, migliorare la formazione dei servizi sociali e rendere virtuoso il meccanismo degli affidi. Io credo però se un'Istituzione scopre crimini così gravi il suo compito è intervenire al di là che sia il suo ruolo oppure no. Qui siamo tutti innanzi tutto cittadini e il nostro dovere è dare un aiuto concreto alle persone in difficoltà, anche attraverso l'indagine e la denuncia se è necessario".

"Denunciare gli abusi del Forteto è stato innanzi tutto un dovere morale e civile che va al di là dell'istituzione e della politica, così come è un dovere protestare contro il mancato commissariamento della comunità da parte del Ministero, così come è un dovere indignarsi per la sostituzione del Presidente del Collegio Giudicante", spiega Chincarini. "Parlare di ruoli e competenze assomiglia molto al gioco delle tre carte, ed è fin troppo sbrigativo e semplicistico dinanzi a tutte le ombre, le pressioni e le contraddizioni che ancora investono il caso, quasi che vi fosse il timore di andare fino in fondo nelle mostruosità perpetrate al Forteto. Se una persona vede un incidente per strada non si deve fermare a prestar soccorso se non è medico? Dinanzi ai crimini del nazismo qualcuno avrebbe mai potuto tacere solo perché prevaricava il proprio specifico ruolo? Se una persona assiste a un crimine deve tacere solo perché non è un pubblico ufficiale?"

"Vogliamo forse far passare il messaggio che stare a braccetto con Rodolfo Fiesoli per vent'anni, come ha fatto ampia parte della classe dirigente nazionale e regionale, sia stato un semplice malinteso, mentre quando la politica finalmente assolve al proprio dovere è uscita dal seminato? E' questo che vogliamo dire alle decine di ragazze e ragazzi che hanno subito gli abusi di quelle persone?", incalza Chincarini.

"Non scherziamo. Istituire una Commissione d'inchiesta è stato fondamentale e legittimo. Il Consiglio aveva già cercato di parlarne nella precedente legislatura senza alcun risultato e solo grazie al lavoro della Commissione d'inchiesta la questione è divenuta di pubblico dominio e si è arrivati a un processo che aiuterà a trovare la verità". "Ciò detto, sono assolutamente d'accordo con l'Assessore Saccardi sulla necessità di rafforzare le regole e i sistemi di controllo", conclude Chincarini. "E' giusto e altrettanto doveroso che la politica assolva a pieno al proprio ruolo. Il fatto è che le regole c'erano ma nessuno le ha fatte applicare. Spero che, anche su impulso dello stesso Assessorato, quest'ultimo anno di consiliatura sarà utile e sufficiente a colmare le lacune di tipo normativo e amministrativo e a introdurre norme per rendere possibili i controlli e il monitoraggio e migliorare la formazione dei servizi sociali con una cabina di regia regionale. Credo che un'iniziativa di questa portata troverà un consenso e una collaborazione bipartisan sia in sede di Commissioni sia in sede di Consiglio".

Fonte: Toscana Consiglio regionale

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