A Giuliano Ghelli andrà il Gonfalone d'Argento del consiglio regionale. Una sua personale a Palazzo Panciatichi

Un'opera di Giuliano Ghelli

Un tributo alla carriera, ai colori e alla fantasia spalancati come una finestra sulle colline del Chianti, gli arcobaleni, le macchine di Leonardo, le statue di terracotta dell’Impruneta. Il Consiglio regionale celebra Giuliano Ghelli, protagonista nelle stanze di palazzo Panciatichi con la personale inaugurata oggi, organizzata dalla stessa assemblea regionale e aperta fino al 6 dicembre: “50 anni in viaggio tra pittura e scultura”, appunto.

Nicola Danti, presidente della commissione Cultura, fa gli onori di casa e annuncia che il Consiglio regionale ha deciso di assegnare il Gonfalone d’argento a Ghelli, la massima onorificenza per “un toscano di cui andare orgogliosi”. La cerimonia di consegna sarà il 6 dicembre sempre in palazzo Panciatichi, in contemporanea con la chiusura della mostra. Dodici anni fa fu chiamato proprio Ghelli a inventare il primo logo-immagine della Festa della Toscana, ricorda Danti, e oggi la mostra inaugura l’edizione 2013 della Festa che il 30 novembre di ogni anno ricorda l’abolizione della pena di morte da parte del granduca Leopoldo.

A Ghelli, ormai quotato in tutto il mondo, bisogna dire “grazie per la sua generosità, per l’aver messo sovente al servizio di tanti la sua arte, firmando campagne sociali, cause ideali e di beneficienza”, aggiunge il presidente della commissione Cultura, che riconosce il “senso di beatitudine e di meraviglia” che le opere del maestro trasmettono. “I suoi colori – conclude – sono un inno alla bellezza e all’ottimismo che facciamo nostro”.

L’esposizione è organizzata in due sezioni, si comincia con gli ormai famosissimi busti che popolano lo scalone di entrata del palazzo – una parte dell’Esercito della pace, 25 busti alti 70 centimetri, esposta per la prima volta nel 2008 –. Le opere recenti, dipinti e sculture, accompagnano il visitatore dall’ingresso fino ai piani superiori di palazzo Panciatichi, dove è allestita la mostra antologica con opere dal 1963 al 1992.

Ghelli ringrazia con l’entusiasmo di chi ha girato mezzo mondo ma torna “a festeggiare questi cinquant’anni di attività a casa, in Toscana, nella scatola della fantasia tra i cipressi”. Dentro l’esposizione l’artista ritrova un percorso di incontri, letture, conoscenze, “come quei 4 quadri 70X100 della collezione di Marcello Secci, che nel ’72 mi fece un contratto che mi ha permesso di fare il pittore di professione”. La mostra in Consiglio è “insomma un riassunto e vedere tutte questo insieme è un’esperienza nuova anche per me”. Le opere arrivano infatti da privati, da collezioni, dalla fondazione che Ghelli ha a Poppi. E se i quadri degli ultimi tempi tornano ad essere coloratissimi, è “perché gli ultimi anni non sono stati strepitosi; l’arcobaleno è un segno di speranza, e io nell’uomo ci credo”.

Benvenuto dunque, per dirla con la sovrintendente per il Polo museale, Cristina Acidini, intervenuta all’inaugurazione, al “un popolo mite e colorato” di Giuliano Ghelli. Lo spazio immaginario testimoniato dal catalogo che accompagna la mostra e nel quale, oltre alla presentazione della stessa Acidini, si ritrovano gli estratti critici da Lara Vinca Masini, Giancarlo Oli, Carlo Pedretti e Maurizio Vanni. (Cam)

 

    In allegato l’opera Robot Mobile del 1974

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 dr. Daniele Pecchioli

giornalista professionista

 

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Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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